Valeggio, i versi di Irene Chiummariello del Baco premiati due volte a “Valeggio Futura”

Ci sono il coraggio di salutare e il desiderio di continuare a sognare, nei versi che hanno riportato Irene Chiummariello, della redazione del Baco, tra le autrici premiate a “Valeggio Futura”.

Sabato 19 settembre, a Valeggio sul Mincio, la sua poesia “Il tempo che muore” ha conquistato il secondo posto nella sezione Giovani a tema “Tutto scorre”. Un risultato accompagnato da un altro riconoscimento: la menzione per “Ispirazione poetica”, presentata per il tema libero.

Due testi e due riconoscimenti nella ventesima edizione del concorso, la cui cerimonia di premiazione si è svolta alla scuola primaria Collodi. Un appuntamento che mette in relazione generazioni diverse attraverso la scrittura, dai bambini agli adulti, riservando spazio anche alla poesia dialettale veronese. Un traguardo, quello dei vent’anni, che il Baco aveva raccontato presentando l’iniziativa.

Per Irene si tratta di un ritorno tra i premiati. Nell’archivio del nostro giornale c’è già la vittoria nella categoria Giovani con la poesia “I colori negati”. Questi nuovi riconoscimenti aggiungono una tappa a un percorso di scrittura che i lettori conoscono anche attraverso il suo lavoro nella redazione.

Al centro de “Il tempo che muore” c’è il confronto con il trascorrere dei giorni: il desiderio di abitarli, la difficoltà del distacco, la ricerca di un conforto. Cinque strofe, ciascuna aperta dalla parola “Vorrei”, costruiscono un movimento che torna infine al verso iniziale. Nel mezzo, battiti, lancette, secondi e minuti danno una forma concreta al tempo, mentre la voce poetica cerca un modo per attraversarlo senza paura.

La motivazione della giuria si sofferma proprio sulla ripetizione di quel desiderio e sulla forza delle immagini. Evidenzia la personificazione delle lancette, il ritorno alla bambina sognatrice e la ricerca di un conforto capace di accompagnare il dolore. Il giudizio si chiude definendo il testo “Un componimento che accompagna nel profondo della problematicità del ‘tempo che muore’ con toccante sensibilità.”

La poesia non si ferma, però, alla perdita. Nell’ultima strofa restano giorni segnati, sgualciti, che concedono ancora la possibilità di sognare. È questa apertura alla speranza, custodita dentro la consapevolezza del tempo che passa, a lasciare al lettore qualcosa su cui sostare.

Per la redazione del Baco, condividere il risultato di Irene significa anche offrire ai lettori l’occasione di incontrare un’altra parte della sua scrittura. Pubblichiamo qui integralmente “Il tempo che muore”, rispettandone versi e strofe.

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Il tempo che muore
di Irene Chiummariello

Vorrei dormire nel tempo che muore,
domandare quanti battiti servano
per trovare il coraggio di salutare.

Vorrei dimorare nel tempo che scorre,
ascoltare il suono dell’esigenza
per dare nome al conforto in amore.

Vorrei sporcarmi del colore delle lancette,
sanguinanti per la danza con la fine del giorno
ed osservarlo mentre chiede perdono.

Vorrei correre lungo il sentiero dei secondi
senza timore di servirmi delle mie gambe,
notare il passaggio con i minuti e non avvertire dolore.

Vorrei dormire nel tempo che muore,
raccogliermi bambina errante,
raccontare di giorni sgualciti che concedono di sognare ancora.

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Giorgia Adami
Nata a Bussolengo il 4 aprile 1994, risiede a Lugagnano. Infermiera di Pronto Soccorso alla Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, collabora con Il Baco da Seta dalla primavera del 2013.