Uno sguardo sociale sul territorio: Incontriamo i Circoli NOI di Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio e Sona

Nel momento in cui il dinamismo della società rende difficile ricavare un’immagine nitida e precisa del presente, è interessante capire su quali binari stiamo viaggiando. Sulla base di questa tematica abbiamo avuto il piacere di dar voce ai rappresentanti dei circoli NOI presenti sul nostro territorio, perché più di altri vivono a contatto con la nuova realtà sociale in cui tutti siamo immersi.

Hanno preso parte all’incontro Paolo Pietropoli e Simone Fasoli (rispettivamente Presidente e Segretario del Circolo di Lugagnano), Enrico Olioso supplente per il Circolo di Sona, Corrado Melchiori e Cristian Ragazzo (rispettivamente Presidente e responsabile per la sagra e la stella per il Circolo di Palazzolo) e Aldo Venturelli e Angelo Tosoni (rispettivamente Vicepresidente e membro del Direttivo per il Circolo di San Giorgio).

Quali sono le principali problematiche, anche dal punto di vista sociale, con cui hanno a che fare i circoli NOI?

Lugagnano: Noi riscontriamo principalmente due sfaccettature: la prima economica e la seconda partecipativa. Dal punto di vista economico, i contributi per organizzare le varie attività sono sempre minori; anche da questo percepiamo le difficoltà che le singole famiglie vivono in questo periodo di crisi. Come partecipazione ci riferiamo al volontariato, perché emerge una netta spaccatura tra chi frequenta abitualmente le attività proposte e chi invece, come alcuni genitori, le vedono più come una comodità per i propri figli. Questo fa emergere un problema nell’immediato, perché non ci sono risorse umane, ma anche in prospettiva futura, perché i figli tenderanno ad assumere la mentalità dei genitori.

Sona: Nel nostro paese non esiste una vera e propria tradizione come circolo anche se le strutture lo permetterebbero. Fino all’anno scorso comunque un calendario minimo di attività nell’arco dell’anno è stato fatto nel tentativo di offrire una opportunità a famiglie ed adolescenti. Da qualche mese però l’attività è sospesa, in attesa di un chiarimento interno sulle proposte da sostenere.

Palazzolo: Anche a Palazzolo si riscontra una scarsa partecipazione degli adulti. Negli ultimi anni, tuttavia, è nato da un progetto per il carro di Carnevale un gruppo di giovani dai 18 ai 25 anni che recentemente è entrato nell’ultimo direttivo del circolo e ha dato una grossa mano in altre attività che abbiamo organizzato. Per di più si è formato anche un gruppo di ragazzi che frequenta il circolo come ritrovo il sabato sera e la domenica pomeriggio.

San Giorgio: Il nostro punto di forza sta in alcuni settori, in cui si sono sempre portati avanti i progetti che tradizionalmente coinvolgono molti giovani e adulti. Compare però qualche difficoltà nel momento in cui è necessario fare assemblea e pensare a un progetto più generale. Tuttavia siamo orgogliosi di mostrarci come polo di riferimento, perché abbiamo a disposizione le strutture per farlo. Per noi infatti è importante far capire che qui le porte del circolo sono aperte per chiunque e abbiamo notato che soprattutto i ragazzi recepiscono questo messaggio partecipando con costanza ed entusiasmo.

Un momento dell'incontro con i rappresentanti dei Circoli NOI
Un momento dell’incontro con i rappresentanti dei Circoli NOI

Dal momento che la vita del circolo è principalmente basata sui giovani, come li vedete all’interno delle vostre comunità?

Abbiamo potuto notare che c’è stato un drastico cambio della società rispetto al passato. Al giorno d’oggi notiamo un calo di partecipazione alle attività del circolo perché a nostro avviso c’è stata una significativa estensione dei loro interessi: la società offre infatti innumerevoli passibilità, per di più mettendole a portata di mano dei nostri giovani. Se da un lato si tratta, per così dire, di conseguenze fisiologiche, crediamo comunque che un ruolo decisivo lo rivestano le famiglie, perché è proprio da lì che s’innesta anche nei figli un certo tipo di mentalità. Quello che in ogni caso possiamo fare anche noi come circoli è da un lato accettare di fare un po’ di autocritica e dall’altro non perdere mai la voglia di fare e la bussola dei nostri valori.

Come percepiscono i circoli NOI la condizione economica delle famiglie? Rispetto al passato è peggiorata la situazione in questo periodo di crisi?

E’ difficile riuscire a capire effettivamente le difficoltà economiche che possono riguardare le famiglie, anche perché nessuno viene a bussare alla nostra porta per chiederci aiuto in questo senso; comunque si sente che la situazione è gravissima e molto più difficile rispetto al passato. Per esempio, lo si vede nel numero delle tessere: spesso i genitori non si tesserano e fanno tesserare soltanto i figli, nonostante negli anni si sia sempre cercato di mantenere un prezzo non elevato. Per di più, nonostante la popolazione del paese sia in continuo aumento, i contributi economici che ci arrivano sono ogni anno sempre di meno. Anche nel periodo delle iscrizioni al Grest riscontriamo che per alcune famiglie riuscire a pagare la quota non è semplice; nelle situazioni più gravi comunque, noi cerchiamo sempre di venire incontro per non lasciare fuori nessuno. In ogni caso, quello che ci ha sorpreso è la dignità di molte delle persone che si trovano in difficoltà: spesso a stare peggio sono gli insospettabili.

Ormai gli stranieri costituiscono un decimo della popolazione residente nel Comune e sono una fetta importante della società. Secondo voi, nel nostro territorio, si è arrivati a un livello di integrazione soddisfacente?

Per quanto riguarda la situazione degli stranieri ci rendiamo conto che lo stato di integrazione varia molto a seconda della famiglia e in questo i figli hanno un ruolo fondamentale: ci sono famiglie che fanno partecipare i loro figli a molte attività, soprattutto in ambito sportivo, riuscendo così ad inserirsi nel modo migliore nella nostra comunità; altre invece tendono ad isolarsi di più, anche perché i loro figli partecipano esclusivamente alle attività scolastiche, limitando le possibilità di integrazione. Ovviamente il numero degli stranieri tesserati al NOI è minore, s oprattutto a causa del fattore religioso e del legame con la parrocchia.

 Quanta importanza riveste l’aspetto religioso nelle attività del circolo e in rapporto alle altre religioni?

Riteniamo che l’aspetto religioso sia di primaria importanza per il circolo dal momento che viviamo in simbiosi con le parrocchie e in particolare con i parroci. Per ricollegarci all’aspetto degli stranieri di altre religioni, che sappiamo essere numerosi e in crescita nelle nostre comunità, pensiamo che ciò non costituisca un ostacolo per la partecipazione alle attività del circolo, perché valori come il volontariato e il far gruppo, specie tra i giovani, vanno oltre qualsiasi diversità. In ogni caso riteniamo fondamentale che i nostri valori religiosi siano un caposaldo imprescindibile e proprio su questi valori svolgiamo attività come il Grest e altro ancora.