Università e Fieracavalli presentano i primi risultati del progetto sulle abilità cognitive nel salto ostacoli

Horse and rider jumping a colored obstacle at an indoor show jumping arena; banners display 'Aeronautica Militare'.

Saltare un ostacolo non è solo questione di tecnica, assetto e sintonia con il cavallo, una parte fondamentale della performance nasce dalle abilità cognitive del cavaliere. È questo il cuore del progetto di ricerca “Valutazione e potenziamento delle abilità cognitive dei cavalieri e delle amazzoni del salto ostacoli” promosso da Fieracavalli, dall’Università di Verona e dalla Federazione Italiana Sport Equestri.

Coordinato da Mirta Fiorio e Angela Marotta del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, lo studio analizza i complessi processi mentali che entrano in gioco durante una prova di salto ostacoli: memorizzare il percorso, leggere lo spazio, reagire agli imprevisti, prendere decisioni in pochi istanti e gestire le emozioni, mantenendo costante la comunicazione con il cavallo.

L’obiettivo della ricerca è quello di sviluppare programmi di allenamento cognitivo specifici per migliorarne la performance dei cavalieri, partendo dalla valutazione delle loro abilità cognitive.

I primi dati, raccolti su un campione di 22 atleti tra i 18 e i 33 anni, evidenziano risultati particolarmente significativi. I cavalieri più esperti mostrano una maggiore velocità di esplorazione visiva, riuscendo a scansionare il campo gara più rapidamente e a individuare gli elementi chiave per tradurli in decisioni immediate.

È emerso inoltre il ruolo fondamentale della consapevolezza corporea, che consente di gestire più informazioni contemporaneamente, come il conteggio dei tempi e delle distanze tra gli ostacoli, il controllo dell’ambiente circostante e la comunicazione con il cavallo.

Il progetto nasce con l’obbiettivo di colmare una storica lacuna nella preparazione degli atleti degli sport equestri. Per molti anni l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sul cavallo, mentre il ruolo del cavaliere è stato spesso poco approfondito dal punto di vista scientifico.

Questa ricerca contribuisce invece a riportare l’atleta al centro della performance, promuovendo un nuovo modello di preparazione che integra competenze cognitive, capacità fisiche e relazione con il cavallo. Un approccio innovativo per uno sport unico al mondo, l’unica disciplina olimpica in cui la prestazione nasce dalla perfetta collaborazione tra due atleti di specie diverse.

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Aurora Rossi
È laureata in Giurisprudenza e lavora nel settore della comunicazione e degli eventi per Fieracavalli, dove unisce competenze organizzative e passione per il mondo equestre. Da sempre appassionata di cavalli e animali, affianca all’attività professionale la passione per la scrittura, con particolare interesse per il racconto del settore equestre e animale, dei suoi protagonisti e delle sue manifestazioni. Nel tempo libero ama leggere, soprattutto thriller e romanzi gialli, e coltiva l’interesse per la fotografia e la musica.