Un’estate a Sona

Fine agosto. Una certa tradizione giornalistica vuole che in questo periodo – gli sgoccioli dell’estate – su quotidiani e periodici si provino a tirare le prime somme della stagione che sta finendo. Con cronache di solito più incentrate sul costume e sul folklore che sulla sostanza, per un periodo dell’anno che dovrebbe essere dedicato soprattutto allo svago e al riposo.

 

Eppure quest’anno, anche a Sona, un approccio così spensierato risulta difficile da intraprendere. Appaiono infatti purtroppo allarmanti gli ultimi dati disponibili sull’occupazione per il nostro Comune: se consideriamo il comprensorio di Villafranca e il suo hinterland, Sona risulta avere nel 2009 la percentuale più alta di persone che hanno perduto il posto di lavoro e detiene tale non invidiabile record negativo con tredici lavoratori in mobilità.

 

Pessimo presupposto per cominciare a formulare i primi bilanci sull’estate 2009, ma dai quali non è possibile prescindere se si vuole provare ad inquadrate correttamente quella che si avvia ad essere archiviata come un’estate anomala anche per il nostro Comune. La crisi infatti sta colpendo duramente soprattutto le piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale del nostro territorio, specialmente nei settori metalmeccanico, dell’edilizia e del commercio. Senza dimenticare l’agricoltura, basti pensare al problema delle pesche che hanno sofferto di una quotazione talmente bassa da non venire quasi nemmeno raccolte.

 

Una crisi che ha condizionato pesantemente se non la realtà – non tutti fortunatamente stanno risentendone in maniera sensibile – sicuramente la percezione che a Sona abbiamo avuto della stagione estiva. Stagione che sarebbe tradizionalmente deputata al recupero fisico e mentale dopo le fatiche e i freddi invernali, ma che quest’anno per troppi non ha saputo scrollarsi di dosso le preoccupazioni per un futuro lavorativo incerto.

 

Timori in parte giustificati se si considera che l’andamento della cassa integrazione in Veneto ha visto le ore autorizzate schizzare, dal primo al secondo trimestre 2009, da sette milioni a quasi diciotto milioni. Se poi a gettare benzina sul fuoco nel cuore dell’estate arrivano notizie come quella – riportata da Di Vico su Il Corriere della Sera – che spiega che se al trasferimento delle risorse dallo Stato ai cittadini sottraiamo le tasse sborsate il risultato è che ad ogni residente a sud di Roma restano in tasca 2.700 euro, mentre per il resto degli italiani il saldo è negativo, meno (meno) 2.200 euro a persona, allora alle preoccupazioni si somma lo scoraggiamento.

 

Troppi nostri concittadini hanno quindi trascorso un’estate in bilico tra la voglia di trovare la giusta e meritata serenità personale e famigliare e l’impossibilità di liberarsi dal peso di paure che spesso – come in questo caso – ci passano sopra la testa e che siamo costretti a subire senza poterci fare nulla. Fortunatamente a Sona – anche in tempi di crisi – l’attenzione al sociale non va in vacanza.

 

Ed è questa la vera nota positiva anche per l’estate 2009. Infatti sia il Comune che le Parrocchie hanno profuso il solito qualificato impegno per proporre preziose occasioni di svago e di divertimento soprattutto pensate per le fasce più deboli: bambini, ragazzi e anziani. Evitando con la loro opera che le paure economiche presunte o reali, che obbligano a una doverosa contrazione delle spese chi più è a rischio, impedissero a piccoli e grandi di poter godere di momenti di meritato e necessario svago.

 

Il Comune ha organizzato – in collaborazione con il Consorzio Intercomunale Soggiorni Climatici – ben quattordici settimane di soggiorno marino rivolte agli anziani, a partire da maggio fino a settembre, alle quali hanno partecipato 88 nostri concittadini. E sempre il Comune ha curato anche due grest estivi – Baby Estate e Villaggio dei Bambini – che hanno visto la partecipazione complessivamente di 326 bambini dai 3 ai 13 anni lungo praticamente tutta l’estate.

 

Non sono state certamente da meno le Parrocchie delle quattro frazioni, che con i loro Grest Parrocchiali – si parla di centinaia e centinaia di partecipanti tra bambini delle elementari e medie e adolescenti – e le loro Animazioni Estive serali hanno permesso a un numero enorme di famiglie – in un periodo nel quale altrimenti ci sarebbero poche alternative alla strada – di far godere ai propri figli settimane di divertimento qualificato e sicuro a costi assolutamente contenuti.

 

Ma non ci si ferma qui, perché ci sono state ad esempio le settimane di Campo degli Scout, i campeggi parrocchiali, l’Estate Teatrale Comunale, le settimane di vacanza per le famiglie, il Karaoke a Sona, le sagre paesane e le mille altre iniziative piccole e grandi che hanno costellato l’estate 2009. Una bella e preziosa rete di comunità e, in fondo, anche di sostegno, che è stata particolarmente utile in un’estate come l’attuale – e si ritorna a quanto scrivevamo prima – nella quale i dati ci danno un forte calo del numero di giorni di vacanza goduti e sempre più famiglie che hanno trascorso a casa l’intero periodo di ferie.

 

Ora davanti a noi abbiamo l’autunno. Gli indicatori macroeconomici ci dicono che la ripresa potrebbe essere alle porte ma bisognerà vedere in quali tempi – sicuramente non brevi – e a quali condizioni. Forse potrebbe essere utile nel frattempo che l’Amministrazione Comunale varasse, come già fatto dal Comune di Sommacampagna, un Piano di misure urgenti anticrisi, mirato a dare risposta alle situazioni di disagio economico legate alla perdita del lavoro.

 

Un Piano articolato su pochi ma ben concepiti punti quali, solo per fare qualche esempio, l’istituzione di un tavolo di confronto tra le parti sociali (imprenditori, parrocchie, cooperative ecc) per monitorare la situazione e condividere proposte per limitare quando possibile la fuoriuscita dal mondo del lavoro, l’attivazione di una qualche forma di microcredito d’intesa con uno o più istituti bancari per l’erogazione di prestiti agevolati, la rateizzazione del pagamento delle rette per le scuole dell’infanzia, il trasporto scolastico e i servizi comunali in genere, favorire la massima accessibilità alle agevolazione nazionali e regionali come i bonus elettricità ed i bonus famiglia e l’anticipazione delle risorse per il sostegno del reddito a quelle famiglie con un componente che abbia perso il lavoro.

 

Riteniamo che sia un’operazione che si potrebbe fare, con la collaborazione e la volontà di tutti. Perché certe crisi non sono evitabili, hanno pochissime soluzioni a livello locale e possono mettere in difficoltà economica le nostre famiglie, le nostre imprese e il nostro territorio. Ma non possiamo permettere che mettano in ginocchio anche il forte spirito di comunità, di collaborazione e di solidarietà che da sempre lega i cittadini – vecchi e nuovi – di Sona. Augurandoci per il futuro estati più serene.