Un’autostrada (militare) a Sona a metà dell’Ottocento

Con un precedente articolo abbiamo presentato l’avventurosa vicenda storica della linea ferroviaria Milano-Venezia che fu costruita dagli austriaci nel Regno Lombardo Veneto negli anni ’50 del diciannovesimo secolo e che attraversava anche il Comune di Sona.

Nello stesso periodo un’altra importante infrastruttura fu costruita, quasi un’autostrada per quei tempi. Se la struttura ferroviaria fu voluta soprattutto per motivi economici legati allo sviluppo produttivo, questa seconda, denominata Monzambanera, fu realizzata soprattutto per motivi militari.

Infatti, quasi tutti gli anni, dopo che nel 1814 l’occupazione napoleonica fu sostituita da quella asburgica, gli austriaci sui territori di San Giorgio in Salici, fra le Guastalle, San Rocco e Rosolotti, nel periodo estivo, svolgevano complesse manovre militari, con spostamenti, transiti e soste di truppe, animali e mezzi, Quest’opera fu voluta proprio per facilitare tali attività. Non fu, peraltro, secondaria anche l’utilità che questa strada ebbe nelle guerre di Indipendenza, per lo spostamento veloce di interi reparti da una parte all’altra del Regno.

Il contratto d’appalto per la sua costruzione fu stipulato il 21 ottobre 1843, a seguito di un’ordinanza dell’imperiale regia delegazione provinciale, organismo dipendente direttamente dal governatore del Veneto. L’appalto fu sottoscritto da Marzari Giò Antonio e suo figlio, che avevano eletto il domicilio per l’esecuzione dello stesso presso Vincenzo Grigolati, abitante a Verona in contrada Duomo al civico n. 124 e che si impegnarono con quell’atto ad assumere per sé stessi ed eredi i lavori della strada Monzambanera, secondo il progetto dell’ingegnere Girolamo Cavazzocca del marzo 1841.

L’opera fu così descritta quando l’intervento venne proposto al governatore delle provincie Venete: “Dai poggi di Guastalla e San Rocco discende nella direzione da levante a ponente fino alla pianura che estendesi al di là del Tione una strada che serve di comunicazione al Comune di Sona con quelli di Castelnuovo, Valeggio, Salionze e quindi col Mincio. La detta strada, per intero compresa nel Comune di Sona, più particolarmente ha principio al termine del tronco in Guastalla costruito dal sig. Gaetano Vela, passa per la Contrada di San Rocco e termina sul ponte recentemente costruito sul Tione, ed è lunga metri 2.489,50. Fatta eccezione per un breve tratto presso la Contrada di San Rocco lungo metri 230, ed altro anteriore al ponte di metri 150,50 che furono regolarmente costrutti, tutto il restante della via non può esser che a stento e con sommo pericolo percorsa dai rotabili per la sovverchia sua ristrettezza e per forti pendenze in più siti e per la condizione del piano perennemente pantanoso in un non breve tratto intermedio che per depressione del piano rispetto alle adiacenti campagne serve di recipiente continuato alle acque di scolo delle stesse, che restano ivi imprigionate per difetto dei fossi ed assai scarsa pendenza. Onde rendere transitabile questa strada occorre quindi ampliare la ristretta larghezza, raddolcire le erte pendenze con abbassamenti ed alzamenti del piano, ellevare il tratto inondato dalle acque provvedendolo di convenienti fossi laterali, accavalcando li condotti delli scoli, che attraversano la via in guisa di lasciar libero e facile lo sfogo delle acque mediante la costruzione dei necessari ponti. La larghezza costante a cui proponesi di ridurre la carriera di questa strada è di metri 4. Presso la Chiesa di S. Rocco dovendosi per il necessario allargamento ritagliare il terreno del sovrastante piazzale si propone a risparmio d’escavo e di occupazione del piazzale di costruire un muro a sostegno del terreno. Il piano della corriera stradale progettasi a colmata in ghiaja, salvo ad un breve tratto presso la Chiesa di San Rocco, in cui essendo rinserrata e non permettendo la larghezza attuale la costruzione di due laterali cunette, viene invece stabilito ad un solo piovente. Per lo scolo delle acque ove il ciglio della strada non elevasi sul piano dei fondi laterali, progettasi la costruzione di laterali cunette con fondo di terra, soltanto selciate nel tratto di maggior inclinazione surriferita, affinchè non vengano dal corpo dell’acqua distrutte. Nel tratto del terzo tronco compreso dalli condotti Parolin e Fasan, ove stante la scarsa pendenza l’acqua ristagna nei fossi ed il fondo della strada mantiensi costantemente umido, progettassi in luogo delle cunette laterali l’escavo di due fossi di conveniente larghezza e profondità. Per lo scarico poi delle acque che raccogliensi nelle cunette viene stabilita la costruzione di un cunettone selciato attraversante la strada verso la Sezione V del I Tronco, e di un sottopassaggio alla sezione XI del II, ove stante la svolta che ivi succede tornerebbe incomodo un cunettone e non sufficiente allo scopo per altra acqua, che ivi recapita dai fondi superiori; e pel transito degli scoli attraversanti la strada proponesi la costruzione di tre piccoli ponti”.

Il frontespizio del progetto per la realizzazione della Mozambanera. Sopra, uno stralcio del progetto del 1841 del riassetto della strada Mozambanera nel tratto del Comune di Sona.

Il costo preventivato dell’opera fu consistente e si divideva in “valore delle opere di adattamento contemplate nel progetto 31/3/1841” per 5.297,35 Lire, “oneri per la riduzione delle pendenze e modifiche del tracciato” per 906,74 Lire, “per l’ingrossamento dei tombini dei ponti” per 160,05 Lire, “per l’attivazione delle piazzette di ricambio” per 18,82 Lire.

A queste si dovettero aggiungere i compensi dovuti ai frontisti, secondo il primitivo progetto, accresciuti dopo alcune divergenze, che portarono la spesa complessiva totale a 7.574,07 Lire. A dimostrazione dell’importanza che venne attribuita a questa strada vi è una mappa del 1845 eseguita dall’ingegnere Cavazzocca, che inizia a Salionze sul fiume Mincio, nel Comune di Valeggio, supera il fiume Tione passando per Oliosi, Comune di Castelnuovo, e continua nel Comune di Sona fino a Castelletto. In quella località si raccorda con la cosiddetta strada di Guastalla che porta a Sona, e si collega con la strada detta dei Fitti, che dal confine di San Giorgio in Salici si divide in due rami, uno verso Sommacampagna e Verona ed uno verso Villafranca.

Questa complessa descrizione dimostra come questi poco più di due chilometri di riassetto viabilistico nel Comune di Sona consentirono collegamenti molto più veloci fra aree importanti per le operazioni militari, in pace ed in guerra. In realtà non si progettarono grandi opere, bensì solamente ampliamenti, eliminazione di aree paludose, costruzione di fossati laterali e di spianamento di avvallamenti o irte salite, costruzione di ponticelli. Interventi comunque impegnativi per l’epoca e, soprattutto, sufficienti per rendere veloce il passaggio di militari, carriaggi e armi pesanti.

La Monzambanera, finita prima dello scoppio della prima guerra di indipendenza, abbinata alla strada ferrata Ferdinandea, la cui costruzione fu sospesa momentaneamente durante quel conflitto e che in quel tratto fu ultimata nel 1854, furono due infrastrutture che resero la zona un’area strategica militarmente, come ci si rende conto analizzando la funzione che svolsero durante le guerre risorgimentali.

Durante la prima guerra di indipendenza, infatti, l’area divenne quartiere generale di Radetzky a partire dalla sera del 23 luglio del 1848 dopo il vittorioso scontro, per gli austriaci, della battaglia di Sona. Radetzky scelse anche Monte Bonello quale punto strategico di avvistamento per le giornate successive.

Nella seconda guerra di indipendenza, che si combattè soprattutto in Lombardia, in quest’area non vi furono scontri importanti però nel 1856 il governo austriaco, con l’intermediazione della deputazione comunale di Sona, sottoscrisse un accordo con la contessa Marianna Saibante per l’occupazione, nella sua Guastalla, di metà dei suoi fondi a prato di pertiche 47, per organizzare accampamenti militari permanenti ed a partire dal 1858 fece affluire truppe in progressione.

Nella terza guerra di indipendenza il 24 giugno 1866 l’esercito austriaco si schierò nelle località Brolino, Palazzina, Forni, Cappellino, Teze, Feniletto e Fenilone e si scontrò con l’esercito italiano, nelle vicinanze della Corte Pernisa, di cui al cippo ricordo restaurato da qualche anno.

Per chiudere, merita una segnalazione l’informazione che in località Palazzina, nel corso della prima guerra mondiale, l’esercito italiano organizzò un ospedale militare di convalescenza in un fabbricato fornito dalla contessa Bice Cavazzocca Perez.

Articolo realizzato con la collaborazione di Valentino Venturini.

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come assessore e sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune ed è autore di pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.