“Una vita sempre di corsa tra scuola e pallavolo”

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A quanto pare la compatibilità tra adolescenza e sport è dannatamente presente! C’è sempre di mezzo una passione e i ragazzi. Da un lato Claudia, una diciottenne, quindi quasi alla fine del percorso chiamato adolescenza, dall’altro Silvia, una sedicenne che invece di strada ne ha fatta metà. Così vicine di età ma così distanti, unite però da una passione chiusa in 9 metri per 18: la pallavolo, nella Libertas Lugagnano.

 

Vediamo se le opinioni sono tanto diverse da quelle emerse nell’intervista ai due ragazzi dell’Associazione Calcio Lugagnano che avevamo proposto sullo scorso numero del Baco.

 

Da quanti anni giochi a pallavolo? Claudia: Gioco a pallavolo da otto anni, da sempre a Lugagnano. Silvia: Questo è il nono anno che gioco a pallavolo, sempre nella stessa società, anche se all’inizio ho praticato minivolley a Sona per due o tre anni (sempre con lo stesso allenatore e più o meno le stesse compagne di squadra).

 

Perché hai scelto proprio uno sport di squadra e perché proprio questo? Claudia: Ho scelto questo sport perché già conoscevo l’allenatore e i fondamentali, grazie alla scuola e alle partite di beach volley che guardavo al lago. Silvia: Prima di tutto mi piace come sport: mi piace guardarla, ma soprattutto viverla. Ho scelto uno sport di squadra perché grazie a questo si può crescere insieme ad altre ragazze che condividono la stessa passione ed è quello che è successo a me. Inoltre è più divertente fare parte di un gruppo, come una squadra. Richiede più impegno, questo è ovvio! Ma è proprio questo il bello!

 

Riprendiamo, come nell’intervista fatta ai ragazzi del calcio, la discussione sui rapporti Sport-scuola-tempo libero: oltre alla pallavolo ci sono altre attività? Claudia: Oltre alla pallavolo non ho altre attività ufficiali, quindi il mio tempo libero si concentra durante la sera, le domeniche e le vacanze. Silvia: Frequento il gruppo adolescenti in parrocchia, ma non è di certo faticoso visto che si tratta di un’ora alla sera durante la settimana.

 

Come fai a conciliare lo studio con lo sport e il tempo libero? Com’è il rapporto sport-scuola? Claudia: il pomeriggio lo dedico allo studio (o almeno ci provo!), soprattutto nei giorni in cui non c’è allenamento. Penso che lo sport non ostacoli la scuola finché si è al nostro livello e il tempo di studiare lo si trova. Lo sport aiuta noi ragazzi a prendere seriamente un’attività che per dare soddisfazioni ha bisogno di vederci faticare sia per migliorare il fisico, sia il legame con le persone che ci aiuteranno ad ottenere soddisfazioni, almeno nello sport di squadra. Per me è quindi un impegno, ma anche uno sfogo che aiuta a scaricare la tensione scolastica e familiare ma anche una passione: penso che l’aver seguito i mondiali maschili da vicino sia stato l’evento più bello del mio 2010! Silvia: Mi organizzo, durante i pomeriggi liberi faccio i compiti anche per i giorni successivi così quando ho allenamento non mi ritrovo a studiare di notte per la mattina seguente. Questo ovviamente richiede un grande sacrificio: certi giorni li devo trascorrere chiusa in casa a studiare, altri invece riesco a passarli con gli amici e agli allenamenti, ma mai saltare gli allenamenti per studiare! Non serve a niente. Al contrario lo sport aiuta molto per la scuola, è un modo per rilassarsi qualche ora per poi ricominciare con lo studio. Quindi direi che vedo la pallavolo come un impegno, ma anche come uno sfogo e una passione, anche se quest’ultima per prima. Lo sport è vita si fa per se stessi, ma anche un impegno che si deve mantenere perché ci sono persone che si mettono a disposizione per insegnarci ed aiutarci a crescere e migliorare nel modo migliore.

 

Ma infine è anche uno sfogo, cosa c’è di meglio di esprimere ciò che si prova, rabbia o gioia che siano, contro un pallone? Dovendo scegliere tra gli amici e la pallavolo? Claudia: Scegliere? No… meglio conciliare! Anche se spesso le due cose coincidono e non ce n’è bisogno. Silvia: Fra pallavolo e amici? Che domanda! Non saprei rispondere; sono tutti e due fondamentali nella mia vita e soprattutto entrambi mi aiutano a crescere.

 

Silvia ha introdotto la mia domanda successiva; gli amici sono una delle cose più presenti in questo periodo, l’adolescenza: come la vedi? Claudia: L’adolescenza è quel periodo che secondo tutti i trentenni rimpiangerò. Certo, è il periodo fondamentale dove il carattere si delinea e si perfeziona, ma non vedo l’ora che finisca perché è una crescita davvero difficile dove conosci il mondo e la vita per quello che realmente sono. Silvia: Un periodo troppo confuso! Ci sono giorni bellissimi e altri in cui si vorrebbe scappare da tutto quanto. Ma è anche il periodo in cui si compiono le prime esperienze, in cui si ride e si piange di più. Sono gli anni in cui la più piccola difficoltà equivale alla più grande tragedia e dove si prova di tutto per apparire più grandi e diversi, anche se si finisce per dimostrare di essere tutti uguali! Forse è proprio per questo che sono gli anni migliori!

 

Può lo sport in qualche modo aiutare nei momenti più brutti di questa età? Claudia: Lo sport può sicuramente aiutare anche in questo campo, perché è un passatempo che non permette distrazioni durante il gioco e in quelle 2-3 ore si è come liberi dai propri problemi. Silvia: Secondo me sì, perché appunto, essendo uno sfogo, aiuta a tirare fuori ciò che non esce da solo e aiuterebbe molto quelle persone che sono più timide ed introverse o quelle che stanno attraversando brutti momenti, tenendoli occupati nella loro passione.

 

Leggiamo tutti i giorni sui giornali di casi adolescenziali… Cosa può portare i giovani a comportamenti sconsiderati, in alcuni casi rischiosi? Claudia: Sinceramente non ho la più pallida idea di cosa porti i ragazzi della mia età a cercare brividi ed adrenalina in ogni singolo momento. So che io preferisco rompermi una gamba giocando a pallavolo, piuttosto che in altri modi! Silvia: Non so, forse una scarsa educazione da parte degli adulti intorno a loro, o quella voglia di “staccare la spina” da tutto per riposarsi e liberare la mente dalla confusione dei pensieri. In altre parole i motivi posso essere tanti e in certi casi anche personali.

 

Qualcosa da aggiungere? Claudia: Posso aggiungere solo qualcosa di scontato ma necessario: la pallavolo ha cambiato la mia vita e ne sono tremendamente felice! Dalle esperienze del gioco di squadra ho tratto lezioni di vita che resteranno con me per sempre, così come tutte le ragazze con le quali ho diviso quei metri di campo durante questi anni. Silvia: Niente di meno che per me lo sport è una passione che ogni singola persona dovrebbe provare, questo è per me la pallavolo: fondamentale! Ma soprattutto il mondo al quale nessuno mi farà mai rinunciare!