Una valanga di proteste travolge l’ordinanza sul consumo dell’acqua. Perché quegli orari?

Stamattina abbiamo pubblicato su questo sito l’ordinanza del Comune di Sona – a firma dell’Architetto Vincenzi Responsabile del Settore Lavori Pubblici – che dal 27 giugno fino al 31 agosto vieta l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto per usi non inerenti il consumo umano ogni giorno dalle 7 di mattina fino alle 23.

Apriti cielo, immediatamente la redazione del Baco è stata sommersa da segnalazioni di cittadini molto perplessi che lamentano l’impossibilità pratica di dare da bere a giardini ed orti. E commenti di uguale segno stanno fioccando sui vari social.

In effetti, a meno che Sona non si trovi oggi in uno stato di gravissima e profonda criticità idrica, non si spiega la severità di questa ordinanza, che appare eccessiva rispetto allo scopo che deve ottenere.

Negli anni passati le ordinanze prevedevano, con piccole variazioni, che il divieto dell’utilizzo dell’acqua fosse confinato in due finestre, dalle 6.30 alle 8.30 della mattina e dalle 17 alle 21 della sera. Questo permetteva di abbeverare orti e giardini durante la mattina o dopo le 21.

Addirittura la scorsa estate non venne emanata alcuna ordinanza e l’utilizzo dell’acqua era libero in ogni orario.

Ora, con la nuova ordinanza – che il Comune di Sona ha emanato applicando un’indicazione precisa arrivata da Acque Veronesi che aveva chiesto addirittura di far partire il divieto dalle 6 – l’unica possibilità è quella di un’alzataccia mattutina oppure di dedicarsi al proprio orto o giardino con una torcia elettrica nel corso della notte.

Quale temiamo sarà l’effetto di questo provvedimento? Quello di essere molto o del tutto disatteso dai nostri concittadini, come per le celebri Grida Manzoniane. Speriamo non sarà così, ma non è irreale ipotizzarlo.

Se così fosse e se tanti dovessero comunque irrigare in orari non consentiti si otterrebbe l’effetto esattamente contrario a quello che si pensava indicando una misura tanto severa. Questo al netto delle sanzioni amministrative dai 25 ai 500 euro che dovessero essere erogate ai trasgressori, e anche su questo punto abbiamo forti dubbi.

.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.