Una storia di sport: l’arbitro vuole rinviare la partita ma le calciatrici con carriole e vanghe spalano il fango

Quella a cui si è assistito domenica scorsa 22 febbraio a Vago di Lavagno è sicuramente una piccola ma straordinaria pagina di passione autentica per lo sport, che merita di essere raccontata.

Lo scenario è una partita del campionato di calcio di serie D femminile tra le veronesi della Scaligera Sport Club Lavagno – tra le quali gioca anche Giorgia Andreoli di Lugagnano (nella foto sotto) a cui abbiamo dedicato un’intervista un paio di anni fa – e le bellunesi del Longarone.

Domenica il campo da calcio dove doveva disputarsi la partita era veramente oltre i limiti dell’impraticabilità: le forti piogge dei giorni precedenti l’avevano infatti trasformato in un lago di fango.

Giorgia Andreoli di Lugagnano della Scaligera spala campo da calcioAlle 15 l’arbitro, dopo aver constatato l’impossibilità di far rimbalzare il pallone come previsto dal regolamento, aveva decretato il rinvio della partita.

Ed è qui che esce la storia unica. Le trenta calciatrici delle due squadre, infatti, di rinviare quella partita non ne volevano proprio sapere, tanta era la voglia di giocare e soprattutto per non costringere le giocatrici di Longarone, che si trova nel bellunese, a dover ripetere la trasferta con i costi aggiuntivi, un problema reale per un settore sportivo dove il denaro non scorre certo a fiumi.

E quindi tutte le ragazze si sono armate di carriole e badili ed hanno iniziato a spalare fango lungo il terreno di gioco. Tanto lavoro, campo sistemato e partita che si è potuta pertanto giocare. L’incontro è stato vinto dalle veronesi per sette a zero, ma questo in fondo è solo un dettaglio, un particolare poco importante nel quadro del vero significato che ha assunto questa partita. Al termine le due squadre hanno anche mangiato qualcosa assieme a giusto coronamento dello straordinario pomeriggio, come si usa nella migliore tradizione del terzo tempo del rugby.

Un commento su questo bellissimo episodio l’abbiamo chiesto direttamente ad una protagonista, la nostra compaesana Giorgia Andreoli, che ha anche un trascorso come allenatore delle giovanili maschili nell’AC Lugagnano.

“Cosa posso dire se non: eravamo cariche! Pronte a giocare per dare tutto fino all’ultimo secondo. Ma quando i due capitani sono entrati in campo assieme all’arbitro per vedere se si poteva disputare la partita, è arrivata la notizia che nessuna delle ragazze voleva sentire: ‘l’arbitro sospenderà la partita perché per lui il campo è inagibile!’. La nostra reazione? Siamo immediatamente uscite tutte dallo spogliatoio per chiedere spiegazioni, facendo presente all’arbitro che altre partite le avevamo giocate su campi in condizioni anche peggiori rispetto a quello! Ma non c’era verso, per lui era inagibile! Le nostre avversarie spingevano l’arbitro a farla giocare ugualmente la partita. E anche noi, del resto, volevamo giocarla! Sapevamo bene – racconta Giorgia – che le ragazze di Longarone non sarebbero tornate una seconda volta, per indisponibilità economica, e così la Federazione ci avrebbe dato partita vinta a tavolino. A noi di certo non andava bene di portare a casa i tre punti in questo modo! Volevamo giocare e sudarcela la nostra partita. A noi le cose facili non piacciono!”

“Ecco perché abbiamo chiesto all’arbitro se era possibile posticipare il fischio d’inizio così da permetterci di sistemare il campo, e lui ci ha dato il consenso pur avendo molti dubbi sul fatto che il nostro tentativo sarebbe andato a buon fine. Secondo voi ci siamo scoraggiate? Niente affatto! Abbiamo preso scope, pale, badili, carriole, secchielli e persino dei coni per buttarci il fango. In meno di un’ora siamo riuscite a liberare il terreno dal fango e a rifare le righe del campo con le mani, sottolineo con le mani, perché la macchina per segnarle era rotta. Ci tengo a dire – spiega Giorgia – che sono veramente contenta di aver visto con quale semplicità e disponibilità abbiamo saputo darci tutte una mano per inseguire una passione che ci accomuna. Le ragazze di Longarone al termine della partita, nonostante la sconfitta, sono venute a ringraziarci più volte assieme al loro mister! Ed è stata questa la vera vittoria della giornata”.

 

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.