Una società che ha capovolto i valori

L’adolescenza è sicuramente tra i periodi più difficili e tormentati che sperimentiamo nel corso della vita.

Negli ultimi anni sembra però che le diverse forme di disagio a cui da sempre la maggior parte degli adolescenti va incontro siano trasformate e accentuate.

In particolare, sembra che si abbassi sempre di più l’età in cui i ragazzi fanno le prime esperienze sessuali e le prime esperienze con sostanze quali alcol, tabacco e droghe di vario tipo. A questo si aggiunge la sempre maggiore facilità di accesso alla tecnologia, aspetto da non sottovalutare dal momento che è proprio questa che spesso fa da tramite tra i due mondi, quello dei ragazzi e quello degli adulti: basta avere un semplice cellulare per avere sempre con sé una macchina fotografica, una telecamera, e sempre più spesso anche una connessione internet.

I motivi per cui questo sta avvenendo sono tanti e diversi; uno tra questi è molto probabilmente il cambiamento a cui è andata incontro la nostra società negli ultimi decenni. La società di oggi ci insegna che dobbiamo essere perfettamente adeguati, vincenti e di successo in ogni circostanza. Ci insegna che non importa se non stiamo bene, perchè quello che conta è che facciamo finta di esserlo; ci insegna che le emozioni importanti sono quelle urlate in televisione; ci insegna che il denaro, l’aspetto fisico e il look sono gli obiettivi da perseguire.

Tutto ciò ha delle conseguenze non solo sui ragazzi – anche se forse è su di loro che queste si osservano maggiormente – ma anche sugli adulti di tutte le età.

Le conseguenze sui giovani sono quelle che sono sotto gli occhi di tutti. Se devo sempre essere al meglio non posso certo permettermi di provare emozioni come paura, tristezza, o rabbia… quindi è preferibile nasconderle con una birra – meglio ancora con due – o con un festino in cui di birra ne scorre a fiumi e in cui “tanto non può succedere niente di male”.

Se devo dire al mio ragazzo che ieri ho passato una bella serata con lui non gli scrivo un sms, ma lo scrivo su facebook, in modo che tutti sappiano quanto siamo felici e quanto ci divertiamo. Se devo pensare a quale obiettivo raggiungere nella vita penserò a guadagnare il più possibile: come non importa… anzi sì, perchè meno fatica faccio, meglio è.

Le conseguenze sui meno giovani forse si notano di meno (o forse vogliamo notarle di meno), ma non sono certo assenti. Nella prima parte del mio intervento ho fatto riferimento alla “società di oggi”. Ma da chi è formata questa società, se non dagli stessi adulti che oggi guardano i propri giovani e si chiedono come si sia potuti arrivare a questo?

I giovani sono lo specchio della società in cui crescono, non ne sono i creatori: semplicemente si adeguano alla società che qualcuno ha creato prima di loro. I giovani sono solo i frutti nati da quello che qualcuno, prima di loro, ha seminato.

Vorrei fare una piccola riflessione, quasi una provocazione, per chiudere. Una delle cose più divertenti che ho visto in questa estate 2012 è rappresentata dall’uso del tablet (iPad o simili) come macchina fotografica. È divertente vedere delle persone camminare con le braccia alzate, tutte indaffarate a tenere in mano questo ultimo (e costoso) ritrovato tecnologico – poco più piccolo di un normale foglio A4 – cercando di fare delle fotografie. Quanti anni hanno, in media, queste persone? Io ne ho viste parecchie, ma credo di non averne vista nessuna sotto i 30 anni…