Ascolta questo articolo

In merito a quanto accaduto in questi giorni in Consiglio Comunale (vedi articoli 1 e 2) è arrivato in redazione un duro intervento a firma del Consigliere Giannantonio Mazzi (nella foto). Che pubblichiamo integralmente.

 

Nel Consiglio Comunale del 20 maggio scorso, in occasione di uno dei miei interventi, feci presente che, molte interpellanze, presentate dai Consiglieri comunali rimanevano per molto tempo non sbrigate, non venivano dibattute e quindi perdevano in questo modo di tempestività e parte della loro valenza, chiesi allora, che per rispetto democratico, le interpellanze presentate da parte dei consiglieri, fossero prese in maggior considerazione da parte del Sindaco e portate in Consiglio comunale. Le interpellanze sono quelle richieste formali di chiarimento, oppure quelle segnalazioni che i consiglieri comunali hanno il dovere e il diritto di fare all’Amministrazione che governa il Comune di Sona.

 

Nel mio intervento spiegavo che rimangono inevase per troppo tempo, per oltre un anno e mezzo. Stanco di questo confronto continuamente e anche se vogliamo illegittimamente rimandato dal Sindaco, proposi di chiedere un sollecito per affrontare con celerità i problemi del territorio, i nostri problemi, i problemi dei comuni cittadini. Con gli altri consiglieri di minoranza dell’Incontro e del Gruppo Misto, ho quindi formalizzato la richiesta di un Consiglio comunale straordinario.

 

La risposta ottenuta parla chiaro, ripicca, rappresaglia, il Sindaco ha valutato questa giusta richiesta come un atteggiamento d’insolenza alla sua persona, come un’offesa di “Lesa Maestà”. Quindi, convocazione alle 9.00 del mattino, prima convocazione deserta, seconda convocazione blindata, ecc. Sono fortemente meravigliato, che il Sindaco abbia preso una richiesta che mi sembrava legittima come un’offesa alla sua persona.

 

Chiaramente, voi tutti capite che, in realtà questa richiesta aveva l’intenzione di sdoganare per cosi dire alcuni punti che, pur se presentati da altri consiglieri, ritenevo importante che in questo modo arrivassero all’ordine del giorno del Consiglio comunale, proposte che io stesso avevo presentato e intendevo ulteriormente presentare.

 

Oggi siamo a trattare sulla provocazione voluta e attuata dal Sindaco nei confronti di tutto il Consiglio comunale, una prova di forza credo, secondo lui indispensabile, per ridurre i consiglieri di Minoranza e Maggioranza a più sereni ammaestramenti. Molto francamente devo dire che sono sorpreso di essere riuscito con così poco sforzo a chiudere in un angolo e sulla difensiva il massimo rappresentante territoriale di un partito come La Lega Nord, che intende governare sbandierando vicinanza ai problemi del territorio, che siede come Assessore in Consiglio Provinciale, che pretende di dettare regole buone per tutti.

 

Durante il Consiglio comunale, convocato in seconda convocazione oggi 25 giugno alle ore 8.00 del mattino, oltre a non aver dato risposte concrete alle domande, non mi ha nemmeno permesso di replicare alle provocazioni rivoltemi da altri consiglieri, e non mi ha permesso assolutamente repliche alle sue affermazioni, anche se queste meritavano sicuramente contro repliche.

 

Quando ho affermato che, l’aver riunito il Consiglio comunale in questo modo, manifestava una provocazione da parte del Sindaco, esprimeva il boicottaggio nei confronti di tutto il Consiglio Comunale, impediva anche ai consiglieri di Maggioranza di esprimersi e toglieva il confronto democratico diretto, impediva di occuparsi dei problemi seri che riguardano la sicurezza, la vita e la serenità dei cittadini del Comune di Sona, mi è stata negata definitivamente la parola.

 

Credo che questo atteggiamento blocchi chi presenta interrogazioni e interpellanze, ma anche che impedisca a tutti i consiglieri di esprimersi su argomenti importanti. Abbiamo diritto di essere ascoltati dall’Amministrazione del Comune di Sona, ma anche di presentare punti di vista diversi, scelte diverse e tentare di porre ragione e anche se possibile far cambiare idea agli altri consiglieri, siano essi di Maggioranza o di Minoranza. Invece si registra da parte del Sindaco, una caduta di stile senza precedenti.

 

Dobbiamo registrare un’arroganza che a mio parere è fuori luogo, è chiaro che con mezzi democratici come le interpellanze possiamo e dobbiamo farci sentire e ascoltare. Dobbiamo utilizzare tutte le possibilità offerte dall’ordinamento democratico e dai regolamenti del Comune, per farci ascoltare dal Sindaco e dalla Giunta. La Giunta Comunale ha la responsabilità della gestione e la deve fare bene, certo che noi Minoranze abbiamo la responsabilità del controllo di gestione, e dobbiamo fare bene, mi preoccupo e mi tormento se non mi è permesso di esercitare le mie funzioni di Consigliere di Minoranza.

 

Da parte mia mi sono impegnato a usare tutte le mie prerogative come armi e combattere questi modi di gestire che a mio avviso denunciano un sistema antidemocratico, di nessun rispetto per quello che io rappresento. Richiedendo una convocazione urgente come previsto dal Regolamento comunale, abbiamo provocato tutto questo? Benissimo.

 

Significa che il confronto democratico nel Comune di Sona è morto. Sarà nostro impegno sollecitare e punzecchiare la Maggioranza, fino a farla riflettere e obbligarla a occuparsi dei problemi veri dei cittadini. Il Sindaco, in quest’occasione ha comunque dimostrato una totale mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio Comunale, ma soprattutto ha dimostrando, lo sto dicendo da sempre, un assoluto disinteresse per i problemi della nostra Comunità.

 

Giannantonio Mazzi
Il Consigliere comunale del Gruppo consigliare.
“Camminare insieme crescere insieme”