Una nuova Pasqua, proviamo a ritrovare la leggerezza

Non so a voi, ma a me la ricorrenza della Pasqua mette sempre un po’ di tristezza perché mi ricorda, con il suo messaggio religioso fortissimo, che per poter apprezzare la rinascita bisogna prima soffrire.

Pensate a Maria, al dolore immenso che da mamma ha provato nel veder torturato il proprio figlio fino alla morte. Pensate a Gesù che si è sentito abbandonato dal padre, tradito dagli amici e poi crocefisso.

Eppure, dopo tanto dolore, è arrivata la luce e il messaggio della resurrezione è entrato potente nella vita dei credenti. Ma non serve essere cattolici per sentire proprio questo messaggio. Ognuno di noi porta il suo fardello di dolore e preoccupazione e solo sotto questo peso possiamo sentire la gioia del cambiamento. Solo in una stanza buia possiamo accorgerci di quando si accende la luce.

La rinascita è insita nel ciclo della vita. Guardate la natura, proprio nel periodo pasquale si risveglia e rifiorisce ma prima ha superato il lungo inverno, le gelate e le tempeste. Con questo non voglio dire che ci meritiamo il dolore, ma pensare che le esperienze negative ci rafforzano e ci aiutano ad apprezzare le gioie della vita rende la vita meno pesante.

Perché è proprio questo l’aggettivo che secondo me calza perfettamente con il mood dei tempi nostri: pesante. Siamo sempre preoccupati, sempre in affanno. Circondati da ansie e brutti pensieri. Sfiduciati e demotivati. “Tanto non serve a nulla, nulla cambia”. Quante volte ce lo diciamo? Sicuramente troppe.

Servirebbe un cambiamento di rotta. Ecco questo è il messaggio che vorrei darvi per questa Pasqua, nonostante le brutture del mondo pensate alla speranza della rinascita. Ci serve un po’ di leggerezza. Ci serve alleggerire il carico sulle spalle. Godetevi questa Pasqua appieno, ovunque voi siate, liberando il cuore e la mente e lasciando entrare uno spiraglio di speranza.

Questo non significa dimenticare i propri doveri o abbandonare chi ha bisogno di aiuto o fingere che il mondo sia perfetto e la vita un cammino su un prato fiorito. Significa solo essere più predisposti all’accoglienza e al sorriso. Concludo con le parole di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.” 

Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.