Un viaggio nel centro vaccinazioni di Bussolengo: Procedure, numeri, organizzazione (e la voce dei vaccinati)

Dall’apertura, avvenuta con l’inaugurazione del 16 febbraio scorso, fino a venerdì 17 aprile, al centro vaccinale di Bussolengo, allestito nell’ex bocciodromo, sono stati somministrati 30.816 vaccini, dato incrementato durante l’ultimo weekend, con l'”open day” per gli ultraottantenni, che potevano presentarsi senza prenotazione, e i 1.316 richiami programmati per domenica.

Ma come è organizzata la struttura? L’abbiamo visitata per i nostri lettori, con l’obiettivo di capire come funziona il servizio. Ad accompagnarci, c’erano la dottoressa Viviana Coffele, direttore del Distretto 4 dell’Ulss 9, il dottor Alessandro Brioni, coordinatore del servizio nel centro vaccinale, e il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi. 

Il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi (le foto del servizio sono di Mario Pachera).

L’Organizzazione

Ad attendere le persone all’esterno dell’ex bocciodromo ci sono i volontari della Protezione ambientale civile di Bussolengo, coordinati dal caposquadra Vittorino Veronesi, che danno le indicazioni per l’accesso.

Sotto la tensostruttura, che precede l’ingresso all’immobile dove vengono effettuate le vaccinazioni, è stato allestito un percorso per l’attesa (in cui sono posizionate anche diverse sedie), in modo da evitare che si creino lunghe code fuori, situazione che può essere spiacevole in caso di maltempo.

Dopo un primo controllo (ed eventuale completamento) della scheda anamnestica, cioè il modulo contenente le informazioni sullo stato di salute che gli utenti dovrebbero portare con sé già compilato, e dopo la verifica dell’utenza, necessaria per assicurarsi che chi si presenta per la vaccinazione ne abbia effettivamente diritto, avviene l’eccesso effettivo nell’immobile dell’ex bocciodromo.

Lì, una volta misurata la temperatura corporea, ci si accomoda in una delle postazioni di anamnesi di fronte al personale medico e infermieristico, che visualizza la modulistica presentata dagli utenti, registra la vaccinazione sul portale regionale, comunica l’appuntamento per la seconda dose o, se si tratta già del richiamo, rilascia il certificato di avvenuta vaccinazione. In questa fase viene anche esplicitato quale vaccino viene somministrato.

Si accede poi alle postazioni per l’inoculazione, dove vengono anche comunicate eventuali tipologie di reazioni. Una volta vaccinati, si attende precauzionalmente per una quindicina di minuti in un’apposita sala, sotto l’osservazione di personale di primo soccorso; questo tempo di attesa, che precede il rientro a casa, può variare nel caso in cui si manifestino reazioni allergiche. Per la gestione di eventuali effetti collaterali, all’interno del centro è presente un punto di primo soccorso, mentre all’esterno c’è sempre un’ambulanza pronta a partire, di cui finora non c’è comunque mai stato bisogno.

In tutte le fasi, qualora ve ne sia la necessità, può essere presente un accompagnatore: è il caso degli ultraottantenni che arrivano accompagnati da un familiare, che può stare loro accanto dall’arrivo all’uscita. “Con questa organizzazione spiega Brioni – l’attività procede speditamente, e riceviamo molti feedback positivi”. 

Il sindaco Brizzi aggiunge: “Il centro vaccinale di Bussolengo ha un’organizzazione che funziona molto bene anche perché, come la gente rileva, ha una dimensione giusta, non è né troppo grande né troppo piccolo”. 

La dottoressa Viviana Coffele, direttore del Distretto 4 dell’Ulss 9, ed il dottor Alessandro Brioni, coordinatore del servizio nel centro vaccinale (Foto Mario Pachera).

Il Personale

Al centro vaccini di Bussolengo sono impiegate dalle 15 alle 20 persone, fra personale medico e infermieristico. Ci sono poi moltissimi volontari che gestiscono i flussi di utenti e l’organizzazione interna.

La Protezione ambientale civile del paese mette a disposizione 26 volontari, suddivisi su due turni, dalle 8.30 alle 19.30, per l’accoglienza degli utenti all’esterno della struttura; dentro ci sono invece i volontari della Croce rossa e della Croce verde. E un supporto organizzativo è dato anche dai volontari del Rotary.

“I nostri volontari erano già impegnati nel centro tamponi – spiega Veronesi della Protezione ambientale civile  e ora sono impegnati qua. Abbiamo seguito in prima linea tutte le fasi della pandemia, dalla consegna delle mascherine casa per casa l’anno scorso all’organizzazione del centro vaccini quest’anno. Mettiamo il nostro tempo a disposizione di questa causa, e se possiamo farlo è anche grazie alle nostre famiglie che ce ne danno la possibilità”.  

Le Vaccinazioni

È ormai noto che il numero di dosi somministrate dai centri vaccinali dipende dal numero di dosi che arrivano. Anche se il centro di Bussolengo procede a spron battuto, avrebbe la possibilità e l’organizzazione per lavorare ancora di più: se arrivassero più vaccini ci potrebbe infatti essere un notevole incremento delle somministrazioni giornaliere.

Afferma il sindaco Brizzi: “In media facciamo dai 600 agli 800 vaccini al giorno, ma se arrivassero più dosi potremmo farne fino a 2.000”. Ci sono comunque stati anche giorni in cui le somministrazioni hanno superato le mille: “E – dichiara Veronesi  siamo arrivati anche a 1.800. Il primo giorno di apertura del portale regionale ci sono state 1.500 prenotazioni, c’è stato un bel lavoro”. Domenica 18 aprile, fra gli ultraottantenni presentatisi per l’open day e i richiami programmati, sono state effettuate 1.472 vaccinazioni. Come spiega la dottoressa Coffele, “l’open day del weekend è stato attivato per favorire la partecipazione alla campagna vaccinale degli ultraottantenni non ancora vaccinati, che si è ipotizzato potessero avere qualche difficoltà con la prenotazione online”.

Gli Utenti

Gli ultraottantenni arrivano all’ex bocciodromo contenti di vaccinarsi. Come racconta il sindaco Brizzi, la settimana prima che il centro vaccinale aprisse i battenti c’era un gran via vai di macchine: erano gli anziani che venivano di persona a vedere dove fosse la struttura in cui avrebbero dovuto recarsi nei giorni successivi per la vaccinazione. Quando si presentano all’ingresso dell’ex bocciodromo, hanno nello sguardo e nella voce l’orgoglio di chi è consapevole di poter usufruire di un’opportunità importante. Come una signora di Vigasio, che dice: “Ho 83 anni, e sono felice di poter fare il vaccino”. O una ottantasettenne di San Giorgio in Salici, che si presenta al centro vaccini speranzosa: “Se dicono di fare il vaccino, tentiamo”. E, ancora, un elegantissimo signore di Caselle di Sommacampagna, 84 anni portati benissimo, che afferma: “Sono felicissimo di essere qua”. 

E, per finire, ma si potrebbero citare tantissime testimonianze, c’è la commozione di una donna di 103 anni vaccinata alcuni giorni fa: “Quando, dopo che ha fatto il vaccino le ho chiesto come stava – racconta Veronesi  si è messa a piangere per la felicità di aver avuto questa possibilità”.