Un testo teatrale di un collaboratore del Baco sul blog de Il Corriere della Sera (per parlare di alieni)

Un testo teatrale scritto dal nostro collaboratore Marco Bertoncelli, di Sona, ha avuto l’onore di essere pubblicato su un blog de Il Corriere della Sera. Per gli appassionati di teatro, il tema trattato ci sembra un po’ insolito e allora, incuriositi dall’argomento, abbiamo pensato di farcelo raccontare direttamente da l’autore.

Marco, da dove ti è venuta l’idea di scrivere una commedia sul tema degli UFO e della vita extraterrestre?

La vita che scorre anche lontano dal pianeta terra è un argomento che mi interessa molto perché sono convinto che noi non possiamo essere gli unici abitanti di questo universo. Credere questo sarebbe avere un’idea troppo riduttiva del Dio che ci si è manifestato nell’Antico e nel Nuovo Testamento.

Certo che il tuo modo di affrontare l’argomento è, quanto meno, un po’ insolito.

La vita extraterrestre, secondo me, è un tema che, oltre a lasciarti libero da ogni costrizione, si presta a discussioni sì scientifiche, ma anche filosofiche, religiose, antropologiche, sociali.

Per esempio, che effetto potrebbe avere nel nostro vivere quotidiano, una comunicazione ufficiale della NASA, o anche “solo” dell’ASI, che ci confermasse l’esistenza di forme di vita in luoghi lontani dal nostro pianeta?

A secondo del punto di vista da cui affronti l’argomento scopri sempre cose nuove e fantastiche!

Non c’è il rischio di incorrere in forme di fanatismo e di speculazione che vanno oltre le nostre tradizioni?

Per quanto mi riguarda, certo che no! Il blog che seguo da qualche tempo è de Il Corriere della Sera, una testata che certamente rappresenta una garanzia di serietà, ed è curato da Flavio Vanetti, un noto ed esperto giornalista sportivo, anche lui appassionato di queste tematiche al confine fra realtà, scienza e fantasia. In modo determinato ma mai “sopra le righe” su questo blog si possono leggere commenti di scettici, di assolutamente certi!, di possibilisti, di pessimisti, di speranzosi, e via andare. Insomma, è un argomento che ci fa tirar fuori quello che è dentro di noi in un confronto sereno e senza “colpi bassi”; per questo ci partecipo volentieri.

Quindi?

Quindi ho preso uno dei momenti in cui la discussione si era accesa in modo particolare e l’ho tradotto in una piece teatrale, rimanendo il più possibile fedele al tenore degli interventi.

Bene, semplicemente leggendo questo testo pare di trovarsi in una comunità di persone amiche, che anche se non si conoscono personalmente, si confrontano in modo costruttivo, ovviamente compatibilmente con il tema del blog: si tratta sicuramente di un esempio di come il web possa essere utilizzato anche in modo positivo e i blog non debbano essere sempre necessariamente demonizzati.

Cliccando qui potete trovare il nuovo lavoro di MarcoSaltarci dentro è come fare una capriola nello spazio e nel tempo: buona lettura.

Giulio Braggio

About Giulio Braggio

Nato a Verona il 14 marzo 1960. Risiede a San Giorgio, sposato. Da sempre impegnato nel mondo del volontariato; appassionato di fotografia. Fa parte della Redazione del Baco dal 2002.

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