Dal 12 al 15 aprile a Verona si è tenuta la 58esima edizione del Vinitaly, il Salone Internazionale del vino e dei distillati. Anno dopo anno, la città accoglie festosamente un evento prestigioso e massivo – in 100.000 metri quadrati di superficie espositiva e 18 padiglioni, con iniziative diffuse anche nel centro storico per il “Vinitaly and the City” – in grado rendere partecipi istituzioni, addetti ai lavori, appassionati e turisti.
Muoversi all’interno della Fiera in quei quattro intensissimi giorni è un’esperienza che coinvolge a ogni livello, dall’organizzativo al sensoriale. La quantità di persone, di prodotti, di idiomi parlati, di impegno profuso affinché l’ingranaggio funzioni alla perfezione si guarda, assaggia, ascolta e respira ovunque.
Tra tutte, spicca una categoria che unisce “l’utile” della visita alla manifestazione al “dilettevole” dell’aspetto collezionistico: chi ama procurarsi gli annulli speciali realizzati da Poste Italiane per celebrare le occasioni.
La marcofilia è la branca della filatelia che studia l’apposizione di un segno indelebile, tramite timbri o impronte, per impedire che i francobolli vengano riutilizzati. Il cosiddetto annullo è oggetto di attenzione da parte dei collezionisti. Esistono gli annulli primo giorno di emissione, abbinati a un francobollo (solitamente ne ripropongono l’immagine) e gli annulli speciali (connessi a eventi o simili, come in questo caso).
Anche nel 2026, come da tradizione, ne è stato realizzato uno che riporta il logo della manifestazione e le date dal 12 al 15 aprile. Sarà poi disponibile fino a metà giugno allo Spazio Filatelia di Verona.
Gli annulli speciali possono essere apposti su qualsiasi francobollo, purché nuovo, emesso dopo il 1967 e dal valore minimo di 450 lire o 23 centesimi di euro. Così, il collezionista si può davvero sbizzarrire, ideando composizioni tematiche coerenti che soddisfino l’occhio – e, in particolare qui, anche il naso e il palato.
Il vino e le sue pertinenze sono apparsi in filatelia e marcofilia, in Italia e all’estero, innumerevoli volte: svariati gli autori che hanno firmato i bozzetti, alterne le fortune di questa o quella scelta, ma sempre alla spasmodica ricerca di un punto di vista strategico che sia al contempo riuscito e accattivante.
Per la filatelia, ricordiamo le ultime emissioni italiane con un diretto riferimento al tema vitivinicolo in ordine cronologico: per il 20esimo anniversario della Guida Bibenda nel 2019, per il 170esimo anniversario della Fratelli Gancia & C nel 2020 e per il 120esimo anniversario della Fondazione Ferrari Trento nel 2022.
Più da vicino: il foglio sui vini DOCG Made in Italy del 2012 riguarda anche il Veneto e nel dentello per il decimo anniversario del Consorzio Tutela Prosecco DOC del 2019 fanno capolino Alpi e filari del Nord Est.
Al Vinitaly è stata dedicata una emissione di due francobolli per la 50esima edizione, nel 2016.
Per la marcofilia, ad esempio, calici e grappoli d’uva appaiono stilizzati in due annulli nostrani del 2019: il primo per la “Mostra antologica 1867-1977 Cantina Ruffo – Storia di una grande famiglia” a Soave a settembre e il secondo sulla mostra “La filatelia celebra i vini italiani” allo Spazio Filatelia di Verona a novembre.
Ricordiamo infine che la materia è stata ampiamente trattata dalla stampa di settore; menzioniamo il ricettario e libro/album “Francobolli diVini” di Fabio Bonacina e Mariangela Palmisano edito da Vaccari per Poste Italiane nel 2017 (presentato all’allora Vinitaly) e i cataloghi tematici editi da Unificato.
Tradizione e arti grafiche si intrecciano sui supporti amati dai collezionisti creando memorie e mescolando emozioni, proprio come sa fare il vino, da sempre silenzioso ma sapiente testimone al crocevia degli incontri.
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