Un sedicenne negli USA. Il racconto di Carlos Marchesini

A fine giugno con un volo Alitalia partito da Roma sbarco negli Stati Uniti, il paese che tanti sognano. Per quello che vediamo nei film, per le opportunità di lavoro o anche solo per la moderna cultura, tutti vorrebbero conoscere questa grande nazione. La prima cosa vista dall’aereo è stata lo skyline di Chicago (nella foto), con i suoi altissimi grattacieli che da lontano spiccano in mezzo alla pianura dell’Illinois. Sembrava quasi che volessero incutere stupore e meraviglia al turista giunto dall’Europa, come dire: questi sono gli States ed ogni cosa è immensa.

Ho vissuto con i miei parenti di Chicago per tre settimane e con quelli di San Diego una settimana, e devo dire che la loro società si avvicina molto a quella che vediamo nei film, ma bisogna saperla interpretare con una chiave di lettura, un occhio diverso. La velocità della vita è due volte superiore, forse è questo il motivo per cui sono più avanti.

In questo mese in America ho cercato di immergermi nella loro cultura, senza fare l’italiano, ma piuttosto mimetizzandomi e provando a fare come loro. Così ho scoperto ragazzi che sono come noi, alcuni peggio e alcuni meglio, come dappertutto. Non posso dire che i nostri giovani sono più colti, più sportivi o più magri, perché ho trovato ragazzi che si allenavano tutto il giorno a football anche d’estate e altri che frequentavano la summer school tutti i giorni, poi è vero, ho visto anche qualche ragazzo che non riusciva a camminare da quanto era grasso.

Tuttavia secondo me gli Usa non sono il paese dei contrasti. La loro ricchezza media ci supera di molto e andando per le strade quasi dappertutto trovi un ordine e una pulizia che non ho visto né in Germania né in Svizzera. Anche le tanto criticate scuole pubbliche hanno un’organizzazione e una struttura superiori ai nostri istituti privati. Dove sono allora queste tanto discusse tematiche sociali sui grandi contrasti degli Stati Uniti? E la loro tanto famosa superficialità? E’ vero non hanno la nostra stessa storia e non hanno una grande cultura umanistica, ma il loro sistema funziona e noi lo stiamo sempre più emulando. Il loro stile di vita non è peggiore, è semplicemente diverso. Mangiano peggio di noi, ma solo perché il cibo non ha un ruolo importante nel loro modo di vivere.

Lo sport, la musica e l’arte sono invece molto più rilevanti, e vengono presi sul serio anche dai giovani. Alla fine questi americani non sono altro che tedeschi, irlandesi, italiani, polacchi, inglesi e africani che sono emigrati qualche secolo fa, ci potrà mai essere questa immensa differenza tra noi e loro?

Le tre settimane a Chicago mi sono servite per esplorare il mondo americano nei suoi usi e costumi, anche culinari. Dalla Polish sausage all’Italian beef, ci sono mille cibi che a noi sono ancora sconosciuti e che forse in un futuro saranno di moda anche in Europa.

Interessante poi è anche scoprire le varie differenze che ci sono all’interno della nazione, come gli accenti, gli orientamenti politici e i modi di fare. Effettivamente gli Stati del Sud (tipo Alabama, Texas…) sono presi in giro perché rurali e repubblicani proprio come ci viene mostrato nei film, ma scommetto che se un giorno andassi in Texas incontrerei anche dei Texani che hanno qualcosa da ridire su quelli del Nord.

La settimana a San Diego mi ha invece mostrato la bellezza dell’oceano Pacifico e la grande densità di popolazione della California, Stato ricco e dove i messicani sono sempre più numerosi. Il clima è terribilmente caldo e la vegetazione è quasi desertica, ma hanno imparato a conviverci. Lì il tempo libero si passa sulla spiaggia e in piscina, e certamente non è un brutto stile di vita.

Tuttavia il caldo più torrido l’ho trovato a Las Vegas, dove di giorno c’erano 44 gradi e di notte 36. Però non ho badato alla temperatura perché ciò che vedevo era spettacolare: enormi alberghi con casinò a tema che ti trasportavano in un altro mondo. Sono arrivato a Las Vegas alle due di notte con tutte le luci della Strip accese, sembrava di essere in un film. Le strade erano ancora piene di gente e ogni edificio aveva qualcosa di straordinario e luminoso. Las Vegas è veramente strepitosa come si racconta. Ho scoperto questo mondo girando in mezzo ai tavoli del Black Jack e del Poker, alle Slot Machines e alle mille attrazioni che risiedono all’interno del Bellagio, MGM Grand, Venetian, Caesars, etc.

Il mio ultimo giorno di viaggio l’ho passato di nuovo a Chicago, prima di partire per l’aeroporto mio zio mi ha portato a mangiare uno dei migliori hamburger che fanno in America, è stato questo l’ultimo sapore che ho degli USA, un sapore che narra un’esperienza favolosa, nuova e diversa.