Un secolo di storia e memoria: Lugagnano celebra i 100 anni del Gruppo Alpini e l’inaugurazione del museo

Manca poco ormai alla grande festa del Gruppo Alpini di Lugagnano che, dal 18 al 21 settembre, vede la baita della frazione al centro dei festeggiamenti per l’inaugurazione dell’ampliamento del Museo Storico degli Alpini e della Civiltà Locale e per i cento anni dalla fondazione del gruppo.  Due traguardi straordinari e pregni di significato.

Cento anni sono un traguardo di longevità che qualifica appieno la vita di qualsiasi organizzazione. Per un gruppo alpini ha un significato profondo di resilienza allo scorrere del tempo, al mutare della società civile, al modificarsi degli usi e dei costumi, al venir meno della leva obbligatoria che ha portato, in maniera fisiologica, ad un assottigliamento delle fila degli associati.

Lo slogan “100 anni di braccia tese che non chiedono ma offrono”, coniato dalle penne nere, è il perfetto riassunto di una vita di dedizione ai valori del vivere civile e di presenza attiva e costruttiva verso i bisogni delle comunità. Una consapevolezza e una gratificazione morale che inorgogliscono gli Alpini e con essi gli Aggregati e gli Amici degli Alpini, questi ultimi sempre più forza trainante del movimento.

L’inaugurazione dell’ampliamento del museo rappresenta un’altra pietra miliare nella storia delle penne nere della frazione. Il risultato di un sogno fortemente e tenacemente perseguito, attuato in collaborazione con l’amministrazione Comunale di Sona, frutto di “cuori buttati oltre l’ostacolo”.

Un percorso, non privo di ostacoli, partito con la posa della prima pietra nel settembre 2022 e proseguito poi con l’inizio lavori nel 2023. Un progetto ambizioso, imponente, visionario. Non completamente realizzato nella sua ideazione iniziale ma pur sempre un’opera di rilievo.

Nello slogan creato per l’occasione “Un museo di tutti e per tutti” c’è la sintesi dell’orientamento voluto dai padri fondatori: un’opera di contenuti storico-culturali che fosse proprietà morale e fisica della comunità ed accessibile a chiunque della comunità stessa. Comunità intesa non come confine alla sola Lugagnano, ma comunità in senso allargato il più ampio possibile a tutto il territorio nazionale e, perché no, anche estero legato ai ricordi delle persone che emigrarono nel corso del ‘900 in altri paesi in Europa o fuori dal continente e dei loro discendenti.

Veniamo al nutrito programma della quattro giorni alpina. Gli eventi si svolgeranno in due location: la baita e il teatro parrocchiale di Lugagnano.

Giovedì 18 alle ore 20.30, presso la baita, si terrà la proiezione del docufilm “Le 7 giornate di Bergamo” che ricorda un periodo difficile e complicato della nostra recente esistenza e ci riporta a momenti in cui non è stato possibile accompagnare persone care nell’ultimo viaggio a causa delle restrizioni legate alla pandemia COVID-19. Tra di essi anche nostri soci Alpini “andati avanti”.

Venerdì 19 alle ore 20.30, presso il teatro Parrocchiale, si terrà una rassegna di cori che vede protagonisti il nostro Coro Ana Amici Della Baita e il Coro Scaligero dell’Alpe. Una serata da sonorità coinvolgenti e da “cuori che si scaldano”.

Sabato 20 alle ore 17, presso la baita, si terrà incontro dedicato alla celebrazione dello storico traguardo dei cento anni del gruppo, alla presenza di soci, autorità pubbliche e degli Alpini di oggi e del passato

Domenica 21 la giornata clou con l’inaugurazione del museo. Si inizia alle 9.30 con lo sfilamento dalla baita fino al piazzale della chiesa dove, davanti a monumenti ai caduti, si terrà la cerimonia dell’alzabandiera al suono dell’inno di Mameli e la deposizione dell’omaggio ai soldati di tutte le guerre. A seguite la S. Messa officiata dal Cappellano degli Alpini Don Rino Massella e concelebrata dal parroco di Lugagnano Mons. Giovanni Ottaviani. Al termine della messa si procederà ancora in sfilamento fino all’ingresso del museo in via Stazione per la cerimonia di inaugurazione. Un momento memorabile!

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 17, grande evento musicale che chiude e suggella la festa delle penne nere di Lugagnano. Sul palco, sotto la sapiente regia de Il Club Il Giardino 2.0, si alterneranno i Madreselva con sonorità provenienti dal canto popolare, la Capoverso Band del lugagnanese doc Sergio Mazzo con musica italiana anni 60-70-80-90 e per finire i Dragon Fly, sostenitori del museo in bèn due occasioni, anche loro con musica anni 60-70-80.

Il Baco da Seta è media partner di questa quattro giorni e seguirà molto da vicino il susseguirsi degli eventi con notizie, riprese ed interviste ai protagonisti.

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Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Ho fatto parte per più più di 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Nel Gruppo Alpini di Lugagnano, di cui sono Capogruppo dal Dicembre 2025, trovo i valori della solidarietà che mi fanno amare il mio cappello con la penna. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio un valore fondamentale del sentirsi comunità