Buon Natale cari sonesi, buon Natale a tutti voi. Finalmente il 25 dicembre è arrivato, non ci sembra vero, lo dobbiamo ammettere, ma più di tutto non ci sembra vero che possiamo “festeggiarlo”.

A dirla così ricorda un po’ la vittoria “mutilata” dell’Italia durante la Prima Guerra Mondiale: si festeggia qualcosa che abbiamo aspettato da tempo, che non sapevamo se saremmo riusciti ad avere interamente e che, una volta capiti gli accordi, le possibilità e le limitazioni, abbiamo imparato ad accettare.

Ci aspetta un pranzo in famiglia, per pochi intimi, un pranzo che ci ricorderemo per tutta la vita. Di questo giorno si è parlato fin dal mese di novembre con un rimbalzo mediatico di messaggi del tipo “se fate i bravi, possiamo passare un Natale sereno, senza coprifuoco, con la famiglia e il panettone”. Un pensiero che ha dato origine a dibattiti senza fine, a critiche e contestazioni, fino ad arrivare alle offese pubbliche. Perché diciamolo, siamo ancora in piena pandemia.

Che sia la seconda o la terza ondata poco importa, ciò che veramente pesa è il fatto che da dieci mesi siamo costretti a vivere attenendoci a delle regole igienico-sanitarie e comportamentali senza precedenti. A distanza di quasi un anno siamo ancora impossibilitati a scambiarci una stretta di mano, o un abbraccio, fra amici e parenti, un anziano non può dare un bacio al proprio figlio, o nipotino, se non attraverso la fotocamera di un cellulare.

E in questo scenario, già di per sé sconvolgente, leggiamo delle continue morti che si susseguono giorno dopo giorno, dei posti letto negli ospedali che continuano a diminuire, e della stanchezza di medici ed infermieri che lavoro incessantemente.

Così, per un istante, ci dobbiamo fermare, e pensare che, tutto sommato, non sarà la fine del mondo se per un anno, un unico anno nella nostra vita, non potremmo andare a sciare per Natale, se non potremmo cenare fuori alla Vigilia, o se non si è riusciti a comprare un regalo perché venduto in una regione diversa dalla propria.

Ritorniamo con la mente al passato, quante dure prove abbiamo vissuto e siamo riusciti a superare.

Sono ormai passati settantacinque anni dall’ultima grande guerra, non dimentichiamoci il senso del sacrificio e della resilienza che la Storia ci ha insegnato. Che sia un Natale più sobrio ed intimo per un 2021 più allegro e festoso.

Facciamolo per noi, per i nostri cari, e per tutti coloro che si sono ammalati o che hanno perso una persona cara a causa di questo Covid-19. Facciamolo per la nostra famiglia. Buon Natale.