Un Comune senza la Lega Nord? Un percorso politico per Sona

Un precetto dei Gesuiti suggerisce come comportamento – in ogni tipo di rapporto – “nisi caste saltem caute”, se non castamente almeno con prudenza.

Quindi, anche nei rapporti politici, quando sia necessario tessere dialoghi inevitabilmente complessi quello che raccomanda la saggezza politica Gesuita è di farlo in maniera riservata, coltivando una certa dose di pragmatismo. Una posizione intelligente che consente di creare una serie di legami senza che la loro eccessiva esposizione pubblica rischi di bruciarli in partenza, prima che ottengano gli effetti per cui sono stati intessuti.

Una situazione analoga riteniamo debba nascere a Sona oggi. Come già abbiamo scritto crediamo che l’esperienza di governo della Lega Nord nel nostro Comune si stia dimostrando deficitaria, sotto molteplici aspetti: mancanza di prospettive progettuali, assenza di visione del territorio nel medio e lungo periodo, rinuncia al dialogo con la popolazione se non a livello di feste paesane, incapacità di affrontare i veri problemi del nostro Comune, dalla viabilità all’insufficienza delle infrastrutture scolastiche per citarne solo due dei più rilevanti.

Eppure a Sona – nonostante tanti indicatori negativi – la politica non è scomparsa. Solo che vivacchia sottotraccia. Esistono capacità ed esistono professionalità, fuori e anche all’interno della maggioranza che sta amministrando il Comune. E’ un fatto però che, causa la rigida disciplina di partito che scandisce l’agire della Lega Nord (basti pensare all’esclusione dell’”eretico” Troiani), queste voci non riescono ad esprimersi, ed anzi ne risultano quasi completamente schiacciate. Nel dire questo ci riferiamo soprattutto al Popolo della Liberà, che pure può contare in Amministrazione un Vicesindaco, alcuni Assessori e un gruppo di Consiglieri, che però letteralmente scompaiono di fronte all’azione onnivora della maggioranza Leghista.

Alcuni Assessori del PDL l’ordinaria amministrazione la stanno perseguendo – mentre già dicevamo, e questo è grave, che di lavoro progettuale a medio e lungo termine non ne esiste – e alcuni provvedimenti si tenta di porli in essere. Ma il verde leghista colora tutto, dando un’immagine di omogeneità, che in realtà non esiste, e soffocando ogni fuga in avanti. Con il risultato che oggi a Sona soffriamo di un immobilismo amministrativo preoccupante: un sistema che avrebbe potenzialità e anche volontà di pianificare viene completamente ingessato per l’impossibile coesistenza di due anime – quella Leghista e quella PDL – che quasi non riescono nemmeno più a parlarsi.

Come già abbiamo fatto, ribadiamo che è assolutamente necessario un salto di qualità da parte dell’anima liberale del Consiglio e della Giunta, per evitare che un’intera legislatura vada persa in un ristagno di cose che si dovrebbero fare ma che non si riescono nemmeno a progettare. E’ tempo che ognuno si prenda le proprie responsabilità, evitando di delegarle ad altri. Salvo poi tirarsene fuori quando sarà il tempo di tracciare dei consuntivi.

E nel contempo è necessario che le forze migliori di Sona trovino momenti e spazi per confrontarsi. Sona necessità di almeno due legislature di lavoro condiviso, per mettere le basi di un nuovo rinascimento locale, nelle opere e nella vita pubblica. Legislature che potrebbero essere le prossime due. Nisi caste saltem caute.