Un codice contro le molestie nei locali pubblici. E’ possibile anche a Sona?

“C’è Luisa?”. Ecco il codice condiviso che è in grado di attivare una serie di interventi per mettere subito in sicurezza una donna minacciata, molestata, o comunque in situazione di disagio in luogo pubblico. Si tratta di un progetto promosso a Verona negli scorsi giorni da Krav Maga Verona, con il patrocinio del Comune, assessorato sport e tempo libero e pari opportunità.

In tutti gli esercizi aderenti al progetto, in caso di pericolo, sarà sufficiente avvicinarsi al personale del locale e chiedere “C’è Luisa?” per allertare lo staff che consentirà alle vittime di uscire con discrezione e in sicurezza dal locale, dapprima con l’allontanamento in uno spazio protetto e riservato, poi offrendo l’aiuto più opportuno per il rientro a casa e se necessario allertando le forze dell’ordine. Il format è già attivo in altri paesi d’Europa come Germania, Austria e Svizzera.

“Contiamo di far partire il progetto al più presto non solo nei locali di città e provincia ma in tutta Italia”, spiega Nicola Provolo, presidente dell’associazione Krav Maga Verona.

Sarebbe possibile anche a Sona? Certo. Nulla lo vieterebbe e l’attuazione non richiede uno sforzo particolare. Anzi, possiamo dire che iniziative simili sono già operative sul territorio. Infatti attraverso i progetti scolastici denominati Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze e Sbulliamoci, è già in atto da qualche anno una proposta molto simile. Gli esercizi commerciali aderenti esibiscono sulle vetrine un adesivo che gli identifica come luoghi sicuri per i bambini che dovessero trovarsi in difficoltà mentre circolano fuori casa.

Una semplice ruota della bicicletta bucata, piuttosto che la necessità di fare una telefonata a casa o la vera e propria situazione di pericolo. Gli esercenti offrono la propria disponibilità ad accogliere il minore e ad attuare le soluzioni più opportune.

Quindi possiamo fare anche di più. Attivare anche a Sona un protocollo di sicurezza di fronte al problema, serio e diffuso in tutta Europa, delle molestie sessuali  sulle donne non può che essere una buona idea, anche fosse solo dal punto di vista preventivo.

La diffusione dell’iniziativa significa diffondere nella cittadinanza la consapevolezza di una sempre maggiore sensibilità al problema della violenza, che si traduce nella capacità di accoglier le richieste di aiuto delle vittime e potrebbe avere un effetto dissuadente rispetto all’intenzione di mettere in atto comportamenti molesti.

Tentar non nuoce.