“Un attacco politico, la verità è un’altra”. Il Movimento 5 Stelle di Sona replica al PD

Come era facilmente prevedibile, non si è chiusa ma anzi trova nuova linfa la polemica nata domenica scorsa quando il PD Veronese, attraverso il proprio sito e attraverso le colonne de L’Arena, aveva pesantemente attaccato la condotta del Movimento Cinque Stelle di Sona sul tema della Discarica Cà di Capri, imputando ai Grillini una condotta incomprensibile e non lineare. Attacco poi ripreso pari pari anche dal sito del PD di Sona. Una polemica talmente estemporanea che, a dir la verità, aveva sorpreso molti a Sona e aveva originato più di un dubbio sui modi e sulle tempistiche.

 

Oggi a replicare ai Democratici su quella vicenda sono direttamente i Cinque Stelle di Sona, attraverso il loro blog.

 

“Contro le infantili menzogne esposte nel blog del PD veronese e poi riprese, senza citare la fonte e senza verificarne l’autenticità, dal giornale L’Arena in un comunicato a firma Bertucco–Bonfante, vi esponiamo semplicemente i fatti. Traetene voi le conclusioni – scrivono i Grillini sonesi – su chi è dalla parte dei cittadini o chi fa tutto solo per calcolo politico”.

 

“Nel Consiglio comunale di Sona del 12 marzo 2014 il Consigliere del PD Enrico Cordioli presenta una mozione in cui chiede che l’Amministrazione faccia ricorso al TAR contro la riapertura della Cava Cà di Capri come richiesto dall’omonimo comitato. Sorprendendo un po’ tutti (anche noi del M5S), il Sindaco, a fronte anche della raccolta di circa 700 firme, diventate successivamente circa 1000, da parte del suddetto comitato, tra cui quelle dei nostri attivisti, anziché respingere la richiesta – spiegano dal Movimento – chiede al Presidente del consiglio di sospendere il Consiglio comunale e convoca in una saletta adiacente i capigruppo per cercare di trovare una soluzione condivisa a quello che è un problema non solo dei 1000 cittadini firmatari ma di tutta la nostra comunità”.

 

“Il Sindaco, che aveva interpellato nei giorni precedenti l’avvocato dell’amministrazione, avvocato che per inciso è riconosciuto come uno dei migliori di Brescia e al quale non piace assolutamente perdere, espone l’opinione del legale, il quale ritiene che il ricorso al TAR, che doveva essere presentato da lì a pochissimi giorni, senza ulteriori elementi di accusa non avrebbe potuto essere risolutivo ma che, come migliore risultato, avrebbe potuto ottenere una sospensiva. Aggiunge inoltre che il Comune di Sona potrebbe fare altresì ricorso al Presidente della Repubblica, quindi al Consiglio di Stato, con tempi di presentazione decisamente più ampi e utili a raccogliere nuovi elementi probatori. A questo punto – proseguono i Grillini – il Consigliere Bonometti suggerisce che, qualora il Consigliere Cordioli ritirasse la mozione, l’Amministrazione si potrebbe impegnare su due fronti, da un lato contribuendo tecnicamente ed economicamente al ricorso al TAR portato avanti dal Comitato (al quale, per inciso, molti elementi per ricorrere sono stati forniti proprio dal movimento 5 Stelle di Sona) e dall’altro a preparare il ricorso alla Presidenza della Repubblica, riscrivendo insieme la delibera”.

 

“I presenti, tutti i presenti incluso il Consigliere Cordioli, si dicono soddisfatti della soluzione. Viene proposto, prima di riprendere il Consiglio comunale, di coinvolgere in questa delicata decisione anche il Presidente del Comitato, il sig. Santinato. Anch’egli si dice d’accordo. A questo punto, dopo circa un’ora di conferenza, riprende il Consiglio comunale. Il Consigliere del PD Cordioli, appena ripreso posto, riceve una serie di sms e si mostra subito molto turbato (circostanza confermata dai Consiglieri di minoranza che gli siedono accanto). Il Presidente del Consiglio da la parola al Sindaco, il quale rinuncia al suo intervento e lascia la parola al Consigliere Cordioli. Tutti si aspettano, come da accordi, che lui ritiri la mozione – spiegano dal Movimento Cinque Stelle di Sona. – Cordioli invece inizia a leggere un foglio, che è evidente non essere farina del suo sacco, infarcito di accuse verso l’Amministrazione e, anziché ritirare la mozione, chiede venga messa ai voti. Lo sconcerto non è solo tra i Consiglieri di Maggioranza e Minoranza ma anche in altri esponenti del PD presenti in Consiglio tra il pubblico e tra i membri del Comitato. a questo punto la mozione va ai voti, logicamente la maggioranza vota contro e tutta la minoranza (ad esclusione di Cordioli) si astiene. La mozione viene bocciata per colpa esclusiva della decisione di Cordioli”.

 

“In un attimo si passa dal fare due ricorsi assieme a lasciare solo il Comitato col suo ricorso. Ora il PD, nella Commissione consigliare del 30 aprile in Comune a Verona, ha chiesto come mai l’Amministrazione di Sona non abbia ancora fatto il ricorso al TAR dopo il Consiglio del 12 marzo. Come può pretendere che il Comune di Sona faccia qualche azione contro questa discarica, come il ricorso al TAR, quando il PD locale ha trasformato in mera contrapposizione ideologica tutta la loro azione, trascinandovi anche il Comitato e Legambiente? Chiedetevi – proseguono – chi ha in verità ingannato i cittadini? Chi in verità opera per mero tornaconto politico fregandosene della salute della popolazione? Grazie anche ad una nostra richiesta esaudita dalla maggioranza è stato possibile incontrare la proprietà e i tecnici della discarica e del Comune per avviare una trattativa sui possibili controlli che, a nostro parere, sono molto più importanti di tante demagogie. Noi in ogni caso auspichiamo che il Sindaco onori la promessa fatta di ricorrere comunque alla Presidenza della Repubblica, ma la vicenda ci porta a ben altre riflessioni”.

 

“Questo incredibile attacco al M5S di Sona – stilettano duramente dal M5S di Sona – sembra scritto da persone in malafede e ignoranti, visto che i gestori della cava sarebbero stati arrestati (copia/incolla dal blog del PD di Verona e da L’Arena) ‘…per una serie non irrilevante di presunti reati in campo ambientale’. Appunto. Presunti reati. Tant’è che dopo sette anni la discarica è stata dissequestrata e nessuno degli arrestati è stato né processato né tantomeno condannato. Vi piacerebbe molto, cari Piddini, condannare le persone sulla presunzione di reato, ma questo, purtroppo o per fortuna, in questa malandata Italia che tanto avete aiutato a diventare il 57° paese al mondo come libertà di stampa (con un peggioramento di 4 posizioni dal 2012, fonte ‘reporter senza frontiere’ http://rsfitalia.org/classifica-mondiale-della-liberta-di-stampa-2013/) non è ancora possibile”.

 

“E’ altresì chiaro che questo puerile attacco, fatto scavalcando completamente il PD di Sona che ci ha candidamente confidato di non saperne nulla, sia a sfondo esclusivamente politico, visto che proprio in questi momenti il sig. Renzi, Presidente del Consiglio nonostante non sia legittimato dal voto e nonostante, lui sì, abbia una condanna in 1° grado per danno erariale, ha ammesso che il M5S è il primo partito anche nei vostri sondaggi interni. Poiché alle elezioni europee del 25 maggio si prospetta un sorpasso del M5S nei confronti del PD a livello nazionale (cosa che aprirebbe immediatamente una crisi politica) e temendo una sonora batosta del PD a Sona dovuta alla inettitudine proprio sul tema Cà di Capri, avrete pensato che la miglior difesa sia l’attacco. In fondo in fondo – terminano dal Movimento Cinque Stelle di Sona – ci fate un po’ di tenerezza: provate a smacchiare il giaguaro ma sbagliate il prelavaggio; provate a mangiarvi il M5S ma trovate la cartina ‘ritenta, sarai più fortunato’”.