“Un anno difficile a Sona, ma la maggioranza è forte e compatta”. Tradizionale intervista di fine anno al sindaco Mazzi

La tradizionale intervista di fine anno rivolta al sindaco di Sona Gianluigi Mazzi (nella foto sopra di Mario Pachera) rappresenta un’occasione per tirare le fila degli avvenimenti politici e amministrativi dell’anno appena trascorso spaziando fra il bilancio dei lavori svolti e la pianificazione delle attività future.

Rispetto all’ultima intervista che facemmo al Consigliere di maggioranza Paolo Bellotti ci sono novità in merito agli interventi di bonifica presso il sito Sun Oil?
Questi interventi non sono avvenuti a causa dell’opposizione manifestata dal proprietario Gianni Savoia (il sito, infatti, attraverso un atto giudiziario fu dissequestrato dalla custodia comunale, NdR). Di conseguenza abbiamo notificato la questione al PM, il quale ha ribadito che l’ordinanza del sindaco sull’urgenza degli interventi ha valore. Pertanto, in coordinamento con i carabinieri e il NOE (Nucleo Operativo Ecologico, reparto dell’Arma dei carabinieri specializzato nella tutela dell’ambiente NdR), interverremo a brevissimo.

Ci saremmo aspettati tempistiche diverse, dato che lo stesso Bellotti parlava di “fine aprile 2021”.
Non si tratta, purtroppo, di un unico accesso alla proprietà, ma occorre procedere con una cantierizzazione del sito al fine di svolgere gli interventi di bonifica. Siamo in attesa di un via libera amministrativo: purtroppo la responsabilità delle tempistiche in questo momento ricade sulla magistratura, nonostante vi sia stato anche un pesante sollecito da parte di ARPAV. Sembra paradossale, ma pare che allo stato attuale la preoccupazione più grossa sia quella di ledere la proprietà privata. Non può essere una preoccupazione solo del sindaco.

Stando così le cose, che tempistiche può darci?
Sentito il nostro legale, nella prima quindicina di gennaio procederemo con una prima caratterizzazione dei contenuti delle cisterne; poi avverrà lo svuotamento dei silos contenenti i liquidi più pericolosi e il relativo smaltimento.

Nell’ipotesi in cui il proprietario Savoia si opponga rivendicando la proprietà, come procederete?
Entreremo con la forza, avvalendoci dell’ordinanza di carattere urgente già emessa. Se Savoia farà ricorso, affronteremo anche quello. Ribadisco che il nodo amministrativo sui tempi è di carattere giudiziale ed esula dalla nostra competenza: Veneto Acque, la ditta che eseguirà la bonifica, ha mantenuto la sua disponibilità nonostante i ritardi; la relazione tecnica è già stata eseguita; il costo dell’operazione, poco meno di due milioni, è pronto e liquidabile alla ditta.

Rimanendo sempre all’interno dell’ambito ambientale, le riporto alcune segnalazioni giunte in redazione.
Sì, certo.

Alcuni cittadini lamentano una fastidiosa disorganizzazione relativamente alla gestione del verde nel nostro territorio, in particolare rispetto alle aree pubbliche la cui manutenzione spetta agli abitanti del quartiere.
Premetto che si tratta di una convenzione nata circa un ventennio fa, per cui la gestione di alcune aree verdi veniva suddivisa fra i lottizzanti. La logica del passato era indubbiamente interessante e intelligente perché presupponeva una cittadinanza attiva nella cura del verde del quartiere; purtroppo si è rivelata fallimentare, dato che molte zone a carico dei privati non venivano gestite. Oggi la gestione di tutte le nuove aree verdi è in capo al Comune che, a posteriori, si distingue per un ruolo importantissimo a livello civico.

E per quanto riguarda, invece, le aree verdi rimaste in capo ai cittadini come procederete?
Riportare la responsabilità della gestione del verde sotto la competenza del Comune sarebbe complicatissimo oggi. Nel nostro territorio ci sono oltre settanta parchi “francobollo”, come li chiamo io, nati all’interno di varie lottizzazioni costituite nel corso degli anni e in linea con gli standard urbanistici. In passato non c’è mai stato, tuttavia, un ragionamento sul destinare quella piccola area verde in un grande parco.

Come risolvere, dunque, la situazione?
Nel documento del sindaco non progetteremo più parco giochi piccoli o destinati al quartiere; ma, come avverrà nelle nuove lottizzazioni, ci concentreremo su aree più grandi, viali, spazi per passeggiate e per adolescenti e giovani. Un esempio è la sistemazione della piastra in piazza a Sona. In merito, invece, alle convenzioni ancora in essere con i cittadini stiamo cercando di capire come risolvere la situazione nel modo meno burocratico e costoso possibile. Aggiungo una piccola postilla.

Prego.
Anche a costo di diventare antipatico, ritengo doveroso ricordare che le foglie cadute dagli alberi presenti nel giardino privato non sono raccolte dai servizi comunali; la pulizia delle caditoie sotto i propri alberi richiederebbe un aiuto, uno sguardo oltre il proprio giardino. Questa attenzione deve essere altrettanto pari anche nella generazione dei rifiuti: il concetto di ecologia non va fatto proprio solo grazie alla televisione o ai social, ma anche nel differenziare i nostri rifiuti il più possibile, senza concentrare tutto nei sacchetti del secco. Probabilmente in un futuro non troppo lontano il secco verrà raccolto una volta ogni due settimane, proprio per incentivare alla differenziazione e al riciclo.

“Piccoli poteri, grandi responsabilità: perché l’Italia non è un Paese per sindaci” è un articolo comparso sul quotidiano Il Sole 24 Ore la scorsa estate, in cui vengono elencate varie difficoltà legate al ruolo del primo cittadino, una professione oggetto al giorno d’oggi di candidature sempre meno frequenti. Com’è la situazione dal suo punto di vista?
Nel corso degli anni sembra che siano state legiferate normative pensando di avere a che fare solo con sindaci disonesti. Faccio qualche esempio: il sistema di trasparenza applicato a Sona ha avuto un costo sia in termini monetari sia di tempo. Basti pensare che per chiedere un bancomat possono passare mesi.

Un’operazione, però, che a parità di benefici diminuisce i rischi di corruzione e disonestà che si possono verificare.
Vero, però, come il caso Sun Oil, anche a questioni legate a necessità di carattere urgente seguono casi di ricorsi legali, cui il tribunale può dar ragione o rallentare l’intera procedura. La burocrazia è un limite alla nostra operatività.

Nell’articolo tra le cause si citava anche un compenso modesto a fronte delle responsabilità e del servizio prestato.
Confermo che in alcuni piccoli Comuni, e non solo, il compenso del primo cittadino risulta addirittura inferiore di chi prende il reddito di cittadinanza. Può un sindaco, che ha responsabilità penale in tutto ciò che fa, avere un compenso inferiore a chi non fa nulla? Non è un’affermazione partitica, ma una constatazione della realtà dei fatti: rispetto all’attività svolta e alla responsabilità acquisita, la paga è decisamente sproporzionata.

Come percepisce questo fatto sul nostro territorio?
Dico sempre: essere sindaco di Sona è come avere 18 mila clienti, che chiedono funzionalità dei servizi, assistenza, risoluzione di problemi; da sindaco, però, non possiedo quella libertà operativa tale da poter intervenire o procedere attivamente in modo tempestivo. Confermo, dunque, la tesi dell’articolo: pochi poteri, grandi responsabilità. Non a caso alle elezioni amministrative di quest’anno in alcuni Comuni non state registrate candidature sindaco.

C’è stato un momento nella sua esperienza in cui non si è sentito soffocato dalla burocrazia?
È successo l’anno scorso, quando applicavamo le misure finalizzate a fronteggiare le conseguenze della pandemia del Coronavirus. Mi riferisco all’erogazione dei buoni alimentari alla cittadinanza: tra quelle vissute, questa è stata una delle esperienze più brutte per il contesto, ma anche tra le più belle, in quanto siamo riusciti ad aiutare con una non indifferente libertà operativa chi veramente ne aveva bisogno. Un capolavoro in uno dei momenti più bui degli ultimi anni.

Cosa che non sempre avviene, ad esempio, con il reddito di cittadinanza.
Esatto, questo lo “subiamo” e basta. In qualità di sindaco il massimo che ho potuto fare è, conoscendo varie situazioni, denunciare alla Guardia di Finanza alcuni cittadini non idonei a ricevere il Reddito di Cittadinanza. Questo non va letto come un abuso di potere, ma come un atto di conoscenza del territorio. Ecco, avrebbe maggior senso delegare parte di responsabilità dell’erogazione del RdC anche all’amministrazione locale

Nell’intervista sul numero 110 del Baco ci aveva segnalato che dopo lo scoppio della crisi del Covid-19 anche nel nostro territorio è emerso uno strato sociale di “nuovi poveri”. La situazione è migliorata rispetto ad allora?
Ci sono principalmente due livelli di precarietà. Il primo riguarda coloro che ricercano lavoro, ed è un numero non indifferente di cittadini. Il secondo, invece, tocca solo alcune professionalità, il cui ciclo lavorativo è stato spezzato dalla pandemia: mentre prima vi era una certa periodicità fra compensi in qualità di camerieri e lavapiatti e sussidio di disoccupazione, dopo il Covid questo ciclo non è più ripartito. Ma più che un problema alimentare o economico, pongo l’attenzione sull’aspetto sociale-psicologico.

Che problemi segnala?
Purtroppo la situazione è drammatica, soprattutto nei confronti di adolescenti e giovani, presso cui sono sempre più diffuse situazioni di autolesionismo, chiusura sociale, difficoltà relazionali, uso esclusivo di internet come forma di comunità.

Passiamo all’ultimo capitolo della nostra intervista, ovvero a quello politico. Nell’analisi della scacchiera politica che abbiamo pubblicato sull’ultimo numero del Baco, parlavamo di una necessaria pianificazione politica anche in previsione del terzo mandato che, come ci ha già dichiarato, ha intenzione di intraprendere nel 2028. Di questa pianificazione oggi può darci evidenza?
In quest’ultimo periodo ho molto dialogo con la comunità sonese, che mi chiede se sarò più o meno coinvolto nella prossima legislatura. Ciò che rispondo è che manteniamo l’identità e l’unione del gruppo, nonostante le minoranze affermino che siamo “divisi e assenti”. L’amministrazione va vista, tuttavia, anche dal punto di vista del deliberato: in Giunta e in Consiglio comunale in maggioranza non abbiamo problemi, non ci sono ricatti o condizionamenti. Arriverà il momento in cui dal gruppo si eleverà un futuro candidato oppure verrà data libertà e ognuno procederà attraverso proprie scelte.

Eppure, il recente passaggio da parte di Mattia Leoni al gruppo di Verona Domani e la notizia ufficiosa che anche (l’ormai quasi ex) vice sindaco Elena Catalano seguisse le orme del presidente del consiglio comunale confermano quanto scritto nell’analisi politica, ovvero di una probabile e crescente vulnerabilità della sua leadership.
Io ho fatto presente al mio gruppo che il fatto di spostarsi da una sedia a un’altra non appartiene alla nostra etica politica. Ho unito e chiuso la mia maggioranza in un recinto, che rimane assolutamente fattibile da scavalcare, non è insormontabile. Anzi, il dialogo col gruppo di Verona Domani per Sona tramite Mattia e Nicolò Ferrari oggi è trasparente e costruttivo.

E il dialogo con la Lega?
Io ho parlato più con Vanna Ghini (il cui ingresso in Consiglio comunale è avvenuto ad ottobre, NdR) in due mesi, rispetto agli altri tre del gruppo in tre anni e mezzo. E qual è la conseguenza della guerra che ci hanno dichiarato (dopo un esposto anche alla Procura di Verona, NdR)? Attraverso le loro interpellanze non mettono in difficoltà noi amministratori, ma gli uffici comunali, obbligati a rispondere sacrificando spazio e tempo ad altre attività. Credo che un contributo della minoranza sia fondamentale per amministrare bene, ma dopo interpellanze di questo tipo purtroppo devo dire che loro rappresentano sé stessi o una parte minima della Lega, non certo la comunità.

Che augurio fa ai suoi concittadini per il 2022?
Faccio ai nostri concittadini un duplice augurio. Il primo è avere una maggior sensibilità civica, che non si traduce solo nella maggior attenzione a quegli aspetti ambientali di cui parlavamo prima, ma anche di accorgersi di quelle persone in difficoltà o sole che vivono nel nostro stesso paese. Auguro che quella stessa sensibilità verso gli animali manifestata nei gruppi Facebook “Sei di…” sia concretizzata anche verso quegli anziani che hanno anche solo bisogno di parlare con qualcuno. Il secondo augurio è volgere lo sguardo verso il futuro: dopo aver toccato nel 2021 il punto più basso in assoluto di numero di nascite nel nostro Comune, occorre credere e attivarsi anche in una ripartenza demografica e sociale, riporre fiducia nella comunità del domani.