Un anno di grandi esordi per Rachele Pesce, giovane promessa del teatro da San Giorgio

La scorsa estate, nella nostra città, si è svolta la rassegna teatrale veronese “Juliet”, una serie di appuntamenti dedicati proprio al personaggio romantico shakespeariano. In questa rassegna ha debuttato “Black Juliet” di Soledarte, nella chiesa di Santa Maria in Chiavica, regia di Solimano Pontarollo, e lì ha debuttato anche una giovane ragazza di San Giorgio in Salici nella parte della protagonista. Lei è Rachele Pesce. Ho appuntamento a casa sua per l’intervista. Mi accoglie con un grande sorriso e sul tavolo in cucina ha pronta la locandina della rassegna teatrale a cui ha partecipato. Ha un viso sveglio e simpatico, capelli neri e corti, abbigliamento semplice; gli occhiali dalla grossa montatura nera e il trucco scuro non nascondono due grandi occhi brillanti.

Com’è nata la tua passione per il tetro? L’hai ereditata dai tuoi genitori o da qualcun altro?

Assolutamente no, da nessuno della mia famiglia. In quinta elementare ho partecipato come protagonista ad una recita scolastica e in quell’occasione ho capito che recitare era quello che volevo fare. Dalla prima secondaria frequento il corso di animazione teatrale Martinelli ma non mi sono mai esibita prima se non nei saggi di fine corso davanti a parenti e amici. Ho anche partecipato con la scuola a due progetti cinematografici, l’anno scorso non ho fatto un gran lavoro ma siamo comunque stati citati, non so come sia potuto succedere. Quest’anno il cortometraggio è andato meglio. Io ho scritto il testo, ho seguito la regia e mi sono occupata del montaggio. A febbraio dovremmo sapere il risultato.

Davo per scontato che frequentassi la Soledarte Academy o che facessi già parte della loro Compagnia. Come sei finita a debuttare con loro?

Da una notizia su facebook. Solimano cercava attori adolescenti per mettere in scena una versione particolare di Giulietta e io mi sono presentata a un colloquio con lui, mezz’ora in ritardo perché non riuscivamo a trovare la scuola. Subito non mi ha detto niente poi c’è stato un po’ di silenzio e di certo non mi aspettavo di essere contattata per il ruolo della protagonista. Di solito non si interpreta Giulietta prima dei venticinque anni, serve molta esperienza.

Caspita. Allora è tutta farina del tuo sacco. Sei molto intraprendente per essere così giovane. La mamma  di Rachele interviene e la invita a dirmi qual’ è il suo sogno, tutto il suo sogno. Lei sorride, è un po’ titubante, come se non avesse capito, poi le si illuminano gli occhi.

Bè il mio sogno è recitare e fare la regista. Vorrei trasferirmi a Londra se potessi lo farei anche subito, adoro Londra, e frequentare la Royal Academy. Il mio mito è Charlie Chaplin, adoro il suo stile. Mi piacerebbe essere geniale come lui, non nel muto ovviamente. Mi piace anche Pirandello, le sue opere teatrali sono molto belle e lo leggo sempre volentieri. Intanto voglio continuare a studiare recitazione. Mi sono iscritta al Maffei, indirizzo comunicazioni, ho scelto questo liceo principalmente perché tra i progetti di formazione c’è anche teatro e poi vorrei continuare a studiare con la Soledarte.

So che a scuola sei molto brava. Hai appena terminato le scuole secondarie e sei stata una pagella d’oro (e recentemente è stata premiata in sala consiliare assieme alle altre eccellenze scolastiche del nostro Comune) ma voglio fare comunque una domanda a tua mamma. Non ha paura che tutto questo entusiasmo distolga Rachele dagli studi o che la trasporti in un mondo che potrebbe farle “bruciare le tappe”?

Noi genitori siamo molto orgogliosi di Rachele. Ha sempre ottenuto ottimi voti a scuola e questa sua passione per adesso non l’ha ostacolata o distratta anzi credo l’abbia aiutata. E poi vedi il suo entusiasmo? Impossibile frenarla. Sta vivendo questo sogno con passione ed è una sana passione, noi non possiamo che appoggiarla.

Grande capacità di linguaggio, per nulla intimidita, brillante e spigliata. Obiettivi non comuni, interessi non per tutti, soprattutto non per gli adolescenti. Com’è il rapporto con i tuoi coetanei?

Non facile. A volte sono invidiosi, nel senso che qualcosa scritto da me o le mie conoscenze, soprattutto se apprezzate dai professori, per loro sono copiate perché non mi credono in grado di farlo da sola oppure si lamentano perché alla fine “sono sempre io, io sono sempre quella più brava….”. – La interrompe la mamma “dai Rachele non tutti, non sempre” –  Ma non sono quei tre, quattro che fanno la differenza. Di solito è così. Per la gran parte degli adolescenti quello che faccio o che mi piace è noioso. Per me è molto più facile rapportarmi con gli adulti. Mi sento meglio in mezzo a loro. Infatti mentre preparavo Black Juliet stavo benissimo, unica principiante ed unica adolescente tra attori professionisti. Tra loro mi sono sentita a mio agio ed è stato straordinario potermi confrontare con loro.

Quanto eri emozionata dietro le quinte?

Da morire! Durante il discorso del Presidente di Medici Senza Frontiere, a cui è stato donato il ricavato, non stavo più nella pelle. Non vedevo l’ora di cominciare, eravamo tutti in fermento e non aspettavamo altro che andare in scena. E’ stato bellissimo, nessun errore, è andato tutto come doveva andare senza imprevisti. Solimano è stato bravissimo, è un attore straordinario e un grande regista. Mi ha insegnato tantissimo, essere stata scelta proprio da lui e aver ricevuto i suoi complimenti è stata un’esperienza straordinaria.

Grazie Rachele per il tempo che mi ha dedicato. Ultima cosa, posso scattarti una foto nella tua camera? Sono certa che è comunque una stanza da adolescente.

La foto no è tutto in disordine perché stiamo pitturando casa e devo ancora finire il mio murales ma se vuoi te la faccio vedere volentieri.

Saliamo in camera, una camera da ragazza. Pareti colorate, letto a soppalco, scrivania ben accessoriata e il murales. Per adesso è tracciato a matita lo skyline di Londra e sono state date le prime pennellate di colore. Rachele prende dalla scrivania il progetto a colori, lo ha fatto lei al computer. Vari particolari di Londra sullo sfondo, in primo piano il bus rosso che sembra ti voglia investire, a destra Charlie Chaplin nella sua classica posa con bombetta e bastone e a sinistra il cantante dei Muse che suona la chitarra.

I Muse? Anche a me piacciono, sei stata a una loro tappa italiana questa estate?

Sì a Bologna, sotto il palco. Meraviglioso. – Guarda la mamma che ride. Capisco cosa intende dire. I Muse dal vivo per ore sotto il palco non sono per tutti. “Non ho più l’età, avrei preferito stare almeno seduta. Ma si meritava assolutamente che la accompagnassi e alle sue condizioni.” Cosa non si fa per i figli!

Non mi resta che fare un grande in bocca al lupo a Rachele e augurarle che tutti i suoi sogni si realizzino.