Quasi cinquecento ore di lavoro in meno ogni settimana nei servizi affidati alla Cooperativa Luigi Morelli per conto dell’Ulss 9 Scaligera. La data indicata dai sindacati è quella di giovedì 1° ottobre, quando entreranno in vigore le nuove condizioni previste dal capitolato. Un cambiamento che, secondo Filcams Cgil Verona e Fisascat Cisl Verona, avrà conseguenze sia sui lavoratori sia sui cittadini che utilizzano i servizi sanitari.
Il numero che fotografa la dimensione della riduzione è 491 ore settimanali. Secondo quanto denunciano le organizzazioni sindacali, il nuovo assetto prevede l’azzeramento delle ore di back office amministrativo nei quattro distretti sanitari, una riduzione del 10% dell’orario agli sportelli Cup e Casse e la chiusura anticipata alle ore 12 delle attività domiciliari ADI gestite dagli operatori della cooperativa.
Per Filcams Cgil e Fisascat Cisl si tratta di riduzioni “drastiche e inaccettabili”. Il primo effetto segnalato riguarda naturalmente chi lavora nell’appalto: meno ore possono tradursi in una diminuzione delle retribuzioni, in un settore nel quale i sindacati sottolineano come i salari siano già messi sotto pressione dall’aumento del costo della vita.
Ma la vertenza non riguarda soltanto l’occupazione. Secondo le due organizzazioni sindacali, ridurre il personale impiegato nei servizi potrebbe avere conseguenze anche sull’utenza, con un aumento dei tempi di attesa, un rallentamento nella gestione delle pratiche e maggiori difficoltà nel rispondere alle richieste dei cittadini. Una situazione che, denunciano Filcams e Fisascat, potrebbe aumentare anche la pressione sugli operatori agli sportelli, già esposti a tensioni e aggressioni verbali da parte degli utenti.
Non è la prima volta che il rapporto tra monte ore, servizi dell’Ulss 9 e lavoratori della Cooperativa Morelli finisce al centro di una vertenza sindacale. Nel marzo 2025 era già stata denunciata una riduzione delle ore nei Contact Center ospedalieri, con effetti indicati allora su almeno 80 dei circa 300 lavoratori complessivamente impiegati dalla cooperativa. In quella stessa occasione i sindacati avevano espresso preoccupazione per possibili ulteriori riduzioni nei servizi dei distretti sanitari.
Nella nuova vertenza compare anche il tema dell’intelligenza artificiale, ma su questo punto è necessario distinguere ciò che è già previsto dai tagli da quanto viene prospettato dai sindacati. Filcams e Fisascat riferiscono che il nuovo capitolato prevede un crescente utilizzo di sistemi di automazione per alcune attività amministrative e di sportello, come prenotazioni, smistamento delle richieste e gestione delle pratiche. Le stesse organizzazioni definiscono però questo scenario ancora “tutto da verificare”: non viene quindi indicato come la causa accertata delle 491 ore già destinate a scomparire.
È proprio su questo passaggio che i sindacati chiedono attenzione, temendo che in futuro l’automazione possa determinare un’ulteriore diminuzione del fabbisogno di personale in assenza di adeguate garanzie occupazionali. Al momento, tuttavia, il dato concreto sul quale si concentra la protesta resta quello delle 491 ore settimanali in meno dal 1° ottobre.
Secondo Marta Cordioli di Filcams Cgil Verona ed Elisabetta Gallina di Fisascat Cisl Verona, inoltre, alle segnalazioni avanzate dai lavoratori non sarebbero seguiti interventi correttivi da parte della cooperativa. Le organizzazioni sindacali chiedono quindi un passo indietro sulle riduzioni, l’apertura urgente di un tavolo con Ulss 9 e Cooperativa Morelli e garanzie sulla tutela del reddito e dell’occupazione.
La questione è dunque destinata ad aprirsi concretamente già nelle prossime ore: dal 1° ottobre il nuovo monte ore entrerà in vigore e saranno i servizi interessati, insieme ai lavoratori che ogni giorno li garantiscono, a misurare sul campo gli effetti della riduzione denunciata dai sindacati.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
