L’ultima stagione calcistica in casa Lugagnano è stata di quelle che lasciano il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Un’annata abbastanza turbolenta perché la salvezza è arrivata solamente ai playout.
Archiviata la paura, per la compagine gialloblu è tempo di azzerare il passato e riprogettare il futuro. La ricostruzione e il rilancio della società U.C. Lugagnano riparte dal nuovo direttore sportivo Alberto Costa. Lo abbiamo intervistato per capire come intende tracciare la rotta della nuova stagione.
E’ la tua prima esperienza da direttore sportivo, quali sono le tue prime impressioni ed emozioni?
Si esatto è la mia prima esperienza in questo ruolo, ho la fortuna di essere affiancato da Roberto Spada e Claudio Panarotto, che mi hanno dato molto appoggio in questa nuova esperienza che un po’ mi spaventava, perché ci sono delle dinamiche diverse da quando sei solamente un giocatore e non sono semplici da gestire, soprattutto a livello umano. Sono stato fortunato anche perché è subentrato un altro mio amico storico che si occupa della squadra juniores.
Il tuo passato da giocatore ti sta agevolando in questo nuovo ruolo?
Le conoscenze e l’esperienza che mi mancano le sto imparando più da Roberto Spada, da giocatore hai solamente la conoscenza di qualche ex compagno di squadra o avversario. Sotto l’aspetto gestionale, con giocatori e dirigenza, forse quello che mi ha aiutato di più è che ho un ruolo simile anche nel mio lavoro principale.
Quali sono gli obiettivi della società per la prossima stagionale calcistica?
L’anno scorso è stata una stagione maledetta, tra infortuni, sfortuna e anche demeriti nostri. Quest’anno il nostro obiettivo è arrivare il prima possibile a 35 punti, poi si vedrà. Sicuramente quest’anno c’è stato il cambio di allenatore, l’integrazione di giocatori importanti, e dunque siamo molto fiduciosi, ma essendo anche molto scaramantico non voglio espormi di più.
Che tipo di squadra avete cercato di costruire?
Il giusto compromesso per questa categoria è un mix di giocatori di esperienza integrato a dei ragazzi giovani, essendo anche un nostro obiettivo quello di valorizzare il lavoro fatto nelle categorie giovanili. Abbiamo inoltre investito di più nel reparto offensivo, visto che l’anno scorso siamo stati il secondo peggior attacco del campionato.
E’ arrivato un nuovo mister, Emiliano Testi che l’anno scorso ha fatto molto bene con l’Olimpia Verona. Quali sono stati i criteri di questa scelta?
Al di là delle capacità tecniche del mister, la sua qualità migliore è sicuramente il rapporto umano che instaura con i giocatori, che per me è fondamentale. Io personalmente già lo conoscevo, ma ovviamente ci siamo informati da ex calciatori che l’hanno avuto come mister, su come svolge gli allenamenti e sul suo metodo di lavoro.
Per una storica e prestigiosa società dilettantistica come il Lugagnano, il settore giovanile riveste un ruolo fondamentale, cosa ci puoi dire a riguardo?
Sicuramente il settore giovanile ha un ruolo fondamentale, però negli ultimi anni sono cambiate delle leggi per quanto riguarda i contratti dei giovani calciatori che dunque alla fine di ogni stagione sono liberi di cambiare società e per noi, che magari abbiamo investito su di loro negli anni precedenti, è sicuramente un problema. E’ dunque difficile fare una programmazione sul lungo periodo. Ciò nonostante ogni anno abbiamo l’obiettivo di far crescere comunque il nostro settore giovanile essendo una società storica, ambiziosa e con una struttura importante.
Come si fa il calciomercato per una società dilettantistica?
Allora, premetto che è devastante: per due settimane non ho avuto tempo per altre cose. Solitamente si visiona il giocatore, ti informi e contatti direttamente l’interessato. Poi si parla della parte economica, della struttura che possiamo offrirgli ed eventuali benefit che possiamo riconoscergli.
Guardando le partite in televisione si vedono in questi anni molte novità tattiche, sono aspetti che noti anche in queste categorie?
In realtà queste cose le noti in categorie maggiori a cominciare dall’Eccellenza, dove c’è un’impronta similare alle squadre professionistiche. In categorie invece come la nostra diciamo che tatticamente le cose non sono cambiate più di tanto, rispetto a qualche anno fa. Anche se sicuramente tanti allenatori osservano e studiano queste nuove dinamiche per proporle anche in queste categorie.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insiemeQuanto conta il calcio nella tua vita?
Ho iniziato a giocare quando avevo 6 anni e ancora adesso, nonostante gli acciacchi, cerco sempre di andare a giocare con i miei amici. Sono rientrato in questo mondo perché mi mancava tanto, in tanti aspetti come lo spogliatoio o la domenica impegnata per giocare. Per fortuna mia moglie mi sostiene in questa avventura nonostante questo ruolo mi occupi molto tempo. Diciamo che la passione per questo sport è il motore di tutto, sperando sempre di riuscire a portare a casa qualche buon risultato.
Nella foto il DS Alberto Costa con il nuovo allenatore Emiliano Testi.
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