Tutti abili con le danze di Giorgia

«E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo»: non è solo una citazione di Baricco, è anche l’indirizzo ispiratore della scuola di danza di Giorgia Panetto, 27 anni, di Lugagnano, che ha fatto della propria passione per il ballo una professione di originalità e valore. Dal 2002, infatti, Giorgia dedica ogni risorsa ed ogni competenza acquisita al progetto di «avvicinare le persone diversamente abili al mondo della danza e di sensibilizzare gli ambienti artistici al tema della disabilità». Nei suoi spettacoli, che nascono da un profondo ripensamento del concetto di “limite”, corpi affetti da disabilità più o meno gravi volteggiano sul palcoscenico insieme a corpi normodotati; ballerini e ballerine in sedia a rotelle creano movimenti che si armonizzano perfettamente con quelli di ballerini e ballerine che piroettano sulle punte; ciascuno mette la propria particolare espressività al servizio di una coreografia che vuole essere, e di fatto riesce ad essere, un’arte a tutti gli effetti.

 

Ciò che Giorgia fa dice molto di ciò che Giorgia è. Ordine, disciplina, fantasia e creatività: queste sono, fin dai tempi della scuola, quelle doti che principalmente la caratterizzano, e che hanno segnato la sua precoce predisposizione allo studio della danza, che l’ha portata all’età di 15 anni a frequentare i corsi di una scuola affiliata alla Royal Accademy of Dancing di Londra. Nemmeno la spiccata propensione per il greco manifestata al liceo classico e il proposito di iscriversi alla facoltà di lettere e filologia l’hanno dissuasa dalla strada intravista coltivando la sua grande passione, quella dell’insegnamento.

 

«La svolta umana e professionale», racconta Giorgia, «è arrivata come una folgorazione, proprio nel momento in cui, al penultimo anno delle superiori, ho iniziato a chiedermi cosa avrei fatto della mia vita. Passeggiavo per Padova, e dopo aver visitato la zona universitaria, mi trovai ad essere stupita spettatrice di una coreografia con danzatori disabili, organizzata proprio in strada. Dire che rimasi ammirata sarebbe riduttivo. Quello che quei danzatori riuscivano a fare e ad esprimere mi colpì nel cuore e nell’anima, al punto che mi dimenticai del tempo che passava, e pur di rimanere a vedere lo spettacolo fino alla fine, persi autobus e treno per tornare a casa».

Da quel giorno, Giorgia iniziò a frequentare corsi di danceability, contact, danza educativa e danza sensibile, discipline che le avrebbero permesso di realizzare al meglio quella che era ormai diventata la sua vocazione.

 

Iscrittasi a Scienze dell’educazione all’Ateneo veronese, ha conseguito la laurea triennale con il massimo dei voti, presentando una tesi sul valore educativo della danza, che le ha permesso di accedere alla scuola di formazione per operatori in “Danza, movimento, terapia, metodo Maria Fux” e specializzazione in chiave simbolica presso il centro “Danza e movimento” di Firenze. “Diversamente in danza” è il nome che ha voluto dare alla sua associazione, che ha sede a Lugagnano, ma che collabora anche con le scuole di danza di Colognola ai Colli, Grezzana, San Giovanni Lupatoto, e Verona: «Diversamente», spiega, «perché tutti siamo diversi e la nostra diversità diventa la ricchezza dei nostri incontri e lo stimolo per superare quei limiti che tutti abbiamo, siano essi fisici, intellettivi o emotivi; in danza, perché la danza è un linguaggio accessibile a tutti, con cui è possibile dare voce a chi non ne ha».

 

Gli allievi di Giorgia sono, in tutto, una cinquantina, di età compresa fra i 7 e i 50 anni. Alcuni hanno disabilità lievi, altri più gravi, altri ancora sono normodotati, e frequentano il corso come un’occasione di arricchimento umano ed artistico. Sul palcoscenico non ci sono persone disabili, ma «ballerini diversamente abili», che fanno dei loro limiti una risorsa. Ognuno di loro dà un contributo unico alla coreografia, che non viene pensata a priori prescindendo da chi dovrà eseguirla, come accade nelle normali accademie, ma che «nasce quasi da sola dalle capacità uniche che ognuno, nella sua personalità irripetibile, può offrire alla sensibilità estetica, non solo umana, del pubblico».

Gli spettacoli messi in scena da Giorgia e dal suo gruppo, ad oggi, sono cinque, uno dei quali, “Parole di silenzio” ha vinto il primo premio al Festival Internazionale delle Abilità Differenti 2010 di Modena, ed è stato replicato al Teatro Romano e al Filarmonico.

 

Federica Valbusa

(Da “L’Arena del 31 agosto 2010)