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Quest’anno, in occasione della ricorrenza del ventennale della nascita del nostro gruppo, la Comunità Capi dell’AGESCI e il MASCI hanno pensato di vivere l’esperienza del campo estivo nella modalità più comunitaria possibile, con un campo di gruppo.

All’interno di un’esperienza di questo tipo si è voluto anche dare risalto al legame di fratellanza che c’è tra scout di diversi paesi e nazioni. Quindi, dato che il nostro gruppo è gemellato dal 2006 con il gruppo scout di Weiler, la Comunità Capi ha pensato di organizzare il campo di gruppo proprio in Germania per rinsaldare il legame che ci unisce nella fratellanza e nella fedeltà ad un’unica promessa. Ciò è stato possibile grazie al lavoro encomiabile svolto da Claudio Miotto, magister del MASCI, da Maria, responsabile del gruppo di Weiler e dai nostri capi gruppo dell’AGESCI, Emanuela Chesini e Silvio Spada, che, nonostante tutti gli scetticismi, hanno creduto molto in quest’esperienza e hanno fatto in modo che si potesse partire, l’8 agosto il Reparto maschile e femminile, il 13 agosto il Branco e il Clan, con destinazione Weiler.

Il viaggio con il pullman in notturna, durato una decina d’ore, è stato impegnativo per tutti, ma la bellezza del posto in cui si è arrivati ha fatto dimenticare ogni fatica. Per chi non lo sapesse, Weiler è un paese nei dintorni di Bingen, sul Reno, a poco meno di un’ora di strada da Mainz. La sede del campo era a dieci minuti di macchina da Weiler, ma sembrava di essere a centinaia di chilometri da qualsiasi centro abitato perché eravamo immersi nel cuore verde della Foresta Nera, dove potevamo ammirare ogni giorno la maestosità di querce e faggi secolari, dove potevamo gustare il profumo, ormai raro, di un bosco selvaggio.

I lupetti avevano la loro sede nella casa attorno a cui sono ruotati molti dei momenti più significativi, mentre il reparto aveva l’alzabandiera, la cambusa e le tende piantate a circa trecento metri. Il clan, invece, in attesa di partire per la route o campo mobile nelle foreste intorno, si era stabilito nei pressi della casa dei lupetti, sul limitare del bosco.

Ogni branca, anche se eravamo nello stesso posto, ha svolto il proprio campo in modo autonomo e secondo le modalità metodologiche di ognuna. Ci sono stati dei momenti in cui tutte le branche si sono riunite e hanno provato l’esperienza di sentirsi appartenenti ad un’unica grande famiglia. Anche l’ambientazione del campo era la stessa, Il Mago di Oz, un libro che racconta, come sapete, del fantastico viaggio di una bambina, Doroty, per tornare dal mondo di Oz, dove è stata portata da un tremendo uragano, alla sua casa in Kansas. Lungo la strada incontra tanti personaggi (lo Spaventapasseri, l’Uomo di latta e il Leone), tutti in cerca di qualcosa (il cervello, il cuore, e il coraggio) che, attraverso molte avventure e l’incontro con il Mago, che poi Mago non è, scoprono di avere già in sé stessi.

Bisogna ricordare che assieme a noi c’era anche il MASCI che ha vissuto la prima esperienza di campo della sua breve vita visitando le cittadine circostanti e i luoghi dei dintorni. Tra i membri del MASCI, anche se di quello del VR3, è doveroso citare Gelmina Matuzzi, che con questo campo ha festeggiato il venticinquesimo anno di seguito che è cambusiera dei lupetti.

Sarebbe bello poter condividere con voi lettori ogni istante che abbiamo vissuto, ma lo spazio di una pagina non lo consente. Quindi mi limito a descrivere alcuni dei momenti più significativi che abbiamo vissuto tra noi e in compagnia dei nostri fratelli tedeschi. Domenica 15 agosto, (giorno piovoso ma è stato come ci fosse il sole) abbiamo ricevuto le visite delle guide di Weiler e abbiamo partecipato assieme alla Messa, celebrata per metà in tedesco e per metà in italiano, a sottolineare che l’unica lingua che Dio parla è quelle dell’amore, che tutti gli uomini comprendono. Poi il corpo dei vigili del fuoco di Weiler, dotato di una efficientissima cucina da campo, ha preparato il pranzo per tutti. Nonostante la pioggia nel pomeriggio abbiamo fatto un grande cerchio in cui si è danzato con dei bans proposti a turno. E’ stata una giornata magnifica, trascorsa nell’allegria e nella gioia, che ci ha fatti sentire tutti fratelli nonostante le differenze.

Durante la permanenza abbiamo ricevuto la visita di alcune autorità come il cordialissimo Sindaco di Weiler, che tanto si è adoperato perché tutto riuscisse per il meglio, e del presidente del Land. A questo proposito bisogna ringraziare due italiani residenti in quella terra da decenni ormai, Alfredo e Rosario, che in alcuni momenti di difficoltà ci sono venuti subito in soccorso. La sera della vigilia del ritorno il Comune ha offerto a tutti noi e a chi del paese volesse partecipare una cena tipica e ha fatto a tutti i membri del gruppo dei doni, segno di grande ospitalità. Il sindaco ha fatto un discorso sul senso della fratellanza in cui ha pronunciato queste parole che dovrebbero essere scolpite a chiare lettere nel cuore e nella mente di ogni uomo del presente e del futuro: “Dove c’è amicizia non c’è la guerra”.

La mattina dell’ultimo giorno i ragazzi, divisi in tre gruppi per il grande gioco conclusivo, partendo a piedi dal campo, hanno raggiunto Weiler attraverso la foresta, per trovare tre pezzi di un trochetto che, composto, ha rivelato l’ultimo pensiero di Doroty in procinto di partire dalla terra di Oz, “Ora so che se voglio trovare la felicità non dovrò cercarla più in là della mia stessa casa”.

Alla sera prima della partenza per il ritorno, tutti raccolti attorno al fuoco abbiamo intonato il Canto della Promessa, la cui melodia e le cui parole sono identiche per tutti gli scout del mondo e ognuno di noi ha ricevuto un po’ delle ceneri del fuoco che ogni sera illuminava il nostro cerchio del campo, nella speranza che le braci di quel fuoco, che ci ha riscaldati e ci ha fatto sentire tutti una vera, unica famiglia, ardano sempre vive nei nostri cuori.