Traguardo delle 120 donazioni del sangue per Vanni Cordioli da Lugagnano

Vi siete mai chiesti se, in qualche momento della vostra vita, vi siete resi protagonisti di un’impresa eccezionale? Se potete dire di aver battuto un record, di aver raggiunto un obiettivo veramente significativo? Certo, a ognuno di noi è capitato di stabilire un record per il numero di semafori rossi incontrati quando si è in ritardo per un appuntamento, oppure quello per il maggior tempo di attesa passato in fila alle poste, ma vogliamo oggi parlare di un record vero, unico, e lo faremo attraverso le parole del suo autore, Vanni Cordioli, nostro concittadino di Lugagnano che vanta la bellezza di 120 donazioni del sangue nell’arco di oltre quaranta anni di grande disciplina e generosità.

 

Abbiamo avuto la possibilità di porre qualche domanda a Vanni grazie al prezioso aiuto di suo figlio Enrico, per cercare di conoscere meglio la sua storia di donatore Avis.

 

Che significato ha per lei il conseguimento di questo importante traguardo?

È per me e la mia famiglia un traguardo importante per un duplice motivo: per le 120 donazioni in sé, ma anche e soprattutto per il fatto che sono state effettuate da una persona disabile, pertanto rappresentano doppiamente un gesto di altruismo e solidarietà nei confronti del prossimo. Penso di essere tra i pochi soggetti in Italia che hanno raggiunto un traguardo del genere. Ringrazio poi mio figlio Enrico e l’associazione Avis Lugagnano che mi hanno fatto una sorpresa organizzandomi una splendida festa per questo successo.

 

A quando risale la sua prima donazione e dove è avvenuta? Ha donato sempre nello stesso luogo?

La mia prima donazione risale a 42 anni fa e l’ho fatta presso l’ospedale di Negrar, poi ho proseguito a donare presso il centro trasfusionale di Bussolengo, mediamente quattro volte all’anno tranne quando ho dovuto interrompere per interventi vari.

 

Per quale motivo ha cominciato a donare il suo sangue?

Ho incominciato ai tempi delle superiori quasi per scherzo, con i compagni di scuola, poi ho continuato per mio conto iscrivendomi all’Avis di Lugagnano.

 

Il fatto di donare sangue ha influito in qualche maniera sulla sua salute?

Io penso proprio di non essere mai stato così bene, anche perchè sapevo che questo mio gesto sarebbe servito a qualcuno che stava peggio di me.

 

Quali devono essere i requisiti per poter donare? E’ complicato?

Chi intende diventare donatore di sangue può recarsi presso una sede o un centro di raccolta Avis o un Servizio trasfusionale dell’ospedale. Si deve anzitutto fare un colloquio con il medico. Il colloquio aiuterà a stabilire l’idoneità e ad individuare quale tipo di donazione è più indicata: sangue intero o aferesi (tecnica per rimuovere solo alcune componenti del sangue reintegrando il resto). Dopo la visita medica verrà effettuato il prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l’idoneità al dono. Accertata l’idoneità il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione con valutazione clinica, firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione. Ad ogni donazione il medico per prima cosa effettuerà una valutazione clinica del donatore (battito cardiaco, pressione arteriosa, emoglobina), quindi l’intervista per l’accertamento di eventuali situazioni che rendano la donazione controindicata tanto per la sicurezza del donatore che per quella del ricevente (tra cui i comportamenti a rischio intercorsi dall’ultima donazione) e richiederà al donatore la firma del consenso alla donazione. Il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno. Il prelievo di sangue intero è assolutamente innocuo per il donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a 450 centimetri cubici. Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post donazione. Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge una giornata di riposo retribuita. Ad ogni donazione il donatore e il sangue prelevato vengono sottoposti a una serie di esami. L’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l’altra è di 90 giorni. Di norma, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l’anno, mentre le donne 2 volte l’anno. Le donne non possono donare sangue durante le mestruazioni o la gravidanza, e per un anno dopo il parto. Concludendo diciamo che è tutto molto semplice, basta rivolgersi a qualsiasi centro trasfusionale e pensano a tutto loro.

 

Che tipo di persone ha incontrato nel corso di queste numerose donazioni?

Le persone che ho incontrato sono state persone meravigliose, anche perchè ogni donatore compie questo gesto in silenzio e a titolo gratuito, farebbe bene a tutti donare quando si sta bene e non rendersi conto che è una cosa utile solo quando si sta male e si ha bisogno di trasfusioni.

 

Si è fatto un’idea del tipo di persone che donano il sangue e se qualcosa le accomuna?

Credo che la cosa che accomuna i donatori sia quella di avere attenzione verso il prossimo, che è un po’ come l’amore che una mamma ha verso i suoi figli.

 

Qual è secondo lei la fascia di età prevalente nei donatori?

Nella regione Veneto, nell’insieme dei donatori, la fascia rappresentata dai 18 e i 35 anni si attesta sul 18% del totale, pertanto, risulta che il numero dei giovani coinvolti in Avis è molto inferiore alla potenzialità di giovani presenti sul territorio veneto. L’Avis investe comunque molto nell’attività di promozione e sensibilizzazione sui temi della solidarietà e della salute per favorire la donazione gratuita del sangue e considera la scuola un canale di comunicazione importantissimo.

 

Consiglierebbe ai nostri lettori di andare a donare? Perchè?

Donare il sangue è un semplice gesto che può salvare la vita ad un’altra persona. Consiglio a tutti di provare a diventare donatore. Nella mia vita ho dovuto subire parecchi interventi, ho visto la sofferenza di parecchie persone e il pensiero di poter contribuire con un minimo sforzo a riportare il sorriso ad una persona in difficoltà mi rende felice.

 

Le è mai capitato di sentirsi male durante o dopo una donazione?

No, però mi é capitato in qualche circostanza di assistere a casi di donatori, spesso aspiranti donatori, che si sono sentiti male, probabilmente solo per un po’ di paura.

 

Ha visto o vissuto episodi particolari o divertenti durante le sue donazioni?

Tra gli episodi particolari ho seguito tanti anni fa una trasfusione diretta a un nostro concittadino che poi purtroppo è morto, tra quelli divertenti invece c’è la prima donazione di mio figlio che ha voluto seguire l’esempio del padre nonostante abbiano la prima volta dovuto fare diversi tentativi per riuscire a trovargli la vena giusta!