Tradizionale intervista di fine anno al sindaco di Sona: “Ecco cosa abbiamo fatto, e cosa stiamo per fare”

È una tradizione editoriale che ci accompagna dal 2017 quella dell’intervista di fine anno al sindaco di Sona, un’occasione per redigere il bilancio politico e amministrativo dell’anno appena trascorso. In quest’intervista al sindaco Gianluigi Mazzi (nella foto di Gaetano Fattori), ormai vicino alla conclusione del suo secondo mandato, ripercorriamo le tappe più salienti dell’anno appena trascorso, ripassando anche il programma con cui Mazzi e il suo gruppo si sono presentati alle elezioni comunali del 2018.

Il 2022 è stato un anno di numerose inaugurazioni. A quanto ammonta l’impegno economico delle casse comunali per gli interventi realizzati?
Al netto dei lavori di asfaltature e di acquisizioni di patrimonio, a fine 2022 abbiamo opere in corso di realizzazione per un importo complessivo di circa 13,3 milioni di euro. Una mole d’investimenti mai fatta nel nostro Comune. Due sono state le logiche alla base di questo intervento economico: saper utilizzare al meglio l’avanzo amministrativo e un grosso lavoro di squadra, composta sia dai funzionari comunali sia dal mio gruppo politico, checché venga scritto di “spaccature” o “divisioni interne”.

Un problema lamentato in altre realtà comunali è, infatti, legato alla mancanza di competenze per la gestione dei fondi e progetti del PNRR.
A Sona non soffriamo di questo problema. Senza una squadra politica e amministrativa risulterebbe davvero complicato o impossibile realizzare investimenti così importanti.

Quanto del suddetto importo proviene dai fondi del PNRR?
Abbiamo 1,356 milioni per Corte Fedrigo, 90 mila euro per efficientamento energetico e 820 mila per le chiese San Salvatore a Sona e la Pieve di Palazzolo. Siamo in attesa, infine, di oltre 2 milioni per la scuola di Palazzolo.

Nella tabella di seguito elenchiamo gli interventi in ordine di importo:

OperaFonte Importo  Totale
Secondo Stralcio S. Pellico 2 + Mensa Polo Scolastico4.800.000,005.100.000,00
300.000,00
Corte FedrigoPNRR1.356.000,001.726.000,00
370.000,00
Piazza Sona1° Stralcio1.300.000,001.440.000,00
2° Stralcio140.000,00
Centro Civico di Palazzolo1.025.700,001.025.700,00
Museo di Lugagnano715.000,00715.000,00
Cimitero Sona640.000,00640.000,00
Pieve di Santa GiustinaPNRR500.000,00500.000,00
Ciclo pedonale Via FestaraOpera299.600,00329.600,00
Esproprio30.000,00
Chiesa di San SalvatorePNRR320.000,00320.000,00
Piazza Vittorio Veneto315.410,00315.410,00
Marciapiede Via Santini312.500,00312.500,00
Efficientamento energetico Illuminazione Pubblica140.000,00230.000,00
PNRR90.000,00
Infrastrutture Comunali200.000,00200.000,00
Rete Gas Via Bussolengo193.000,00193.000,00
Biblioteca Comunale a Lugagnano150.000,00150.000,00
Barriera stradale Via Betulla Protezione Ferrovia125.000,00125.000,00
Angolo Via Fiume Via Kennedy26.216,9226.216,92


Parte dell’avanzo amministrativo, tuttavia, è bloccato dagli accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità e al fondo rischi per la causa pendente sulla Casa di Riposo di Lugagnano
.
Il fondo crediti per dubbia esigibilità complessivamente ammonta a oltre tre milioni e mezzo, mentre l’accantonamento per la causa relativa alla casa di riposo è stato pari a un milione e mezzo.

Non è possibile svalutare il fondo per le sanzioni non riscosse, dando per definitivamente persi i crediti più difficili da recuperare, e liberando risorse economiche?
Non è purtroppo possibile, dato che è previsto un iter per legge composto da sollecito, atto bonario di acquisizione del credito, iscrizione al ruolo ecc. Il fondo potrà essere svalutato solo al termine di questo processo burocratico-legale; non si tratta, infatti, di un fondo rischi generico calcolabile in modo oggettivo o discrezionale.

Novità, invece, sulla causa legata alla casa di riposo?
La giustizia in Italia ha il suo corso. Sarebbe un bene, certo, che il processo venisse accelerato, anche perché, se non fossimo costretti a pagare, le risorse economiche che verrebbero liberate verrebbero spese a favore della comunità.

Gli interventi di asfaltatura delle strade sono da sempre un tema caldo per la cittadinanza. Di che cifre parliamo per l’anno appena trascorso?
Quest’anno abbiamo speso un milione e mezzo di asfalti, di cui quasi un milione complessivamente per Sona e Palazzolo, contro gli 87 mila per San Giorgio in Salici e i 25 mila per Lugagnano. Ecco, i numeri del 2022 dimostrano che non è vero che c’è un’attenzione verso il paese più popoloso, Lugagnano, e meno per le altre frazioni.

Asfaltature già finanziate ma in previsione per il 2023?
Abbiamo previsto complessivamente 480 mila euro per interventi in via Molinara e via Fumanelli.

Relativamente alla bonifica della Sun Oil?
La bonifica e messa in sicurezza del sito sta proseguendo: degli 1,8 milioni a disposizione ne abbiamo spesi ad oggi circa 700 mila.

Sono state fatte acquisizione patrimoniali nel corso dell’anno?
La più importante è stata a Lugagnano con l’acquisizione della casa di Alice per un importo complessivo di 944 mila euro, di cui 70 mila per la bonifica della copertura. Abbiamo, inoltre, acquisito per un importo pari a 30 mila euro un terreno a San Quirico per la realizzazione del parcheggio presso i campi da rugby a Sona, e per 55 mila euro il terreno sul Monte Croce a Palazzolo, precedentemente in proprietà della curia. Abbiamo, infine, speso circa 75 mila euro per il parco della Madonna dietro a via Aleardi a Lugagnano.

Una cifra non indifferente quest’ultima.
Una cosa vergognosa, infatti, visto che amministrazioni del passato hanno creato un campo da calcetto su un terreno non comunale.

Pur non avendo esempi di confronto, qualcuno potrebbe obiettare che generalmente gli importi sono parecchio elevati.
Tutti gli importi che abbiamo stanziato a bilancio soprattutto nel secondo semestre nel 2022 sono, è vero, molto alti; ma ciò è dovuto al fatto che questi prezzi devono prevedere già una variazione di rincaro rispetto al preventivo iniziale. Pertanto, complice l’inflazione e l’aumento del costo delle materie prime, abbiamo dovuto prevedere importi per le gare di appalto maggiorati anche del 20 o 30%, proprio come punto di partenza dall’ipotesi peggiore.

Quando, invece, a consuntivo si spende meno rispetto all’importo iniziale?
Si fanno delle economie, come nel caso degli asfalti: la differenza fra quanto era stato preventivato nella gara e quanto viene effettivamente speso non viene destinato all’avanzo in bilancio, ma sfruttato per asfaltare altre strade o sistemare i marciapiedi.

Una delle voci d’investimento che ha attirato molteplici critiche è stata quella relativa alla spesa di 715 mila euro per l’ampliamento del museo degli Alpini di Lugagnano.
Esatto, ma consideriamo anche che, come ho appena detto, ci stiamo riferendo all’importo massimo stanziato dal Comune.

Al di là di ciò, la prima critica sollevata è relativa all’importo stanziato, visto come esagerato in questo periodo storico di inflazione e rallentamento economico rispetto ai benefici prospettati.
Faccio presente che 715 mila euro non sono tanti se consideriamo che corrispondono al medesimo valore di due piste ciclabili. Ricordo che i due dossi di Mancalacqua, realizzati dall’amministrazione precedente alla mia, sono costati al Comune ben 120 mila euro. Non bisogna, dunque, ragionare di pancia, ma di testa sui valori economici. Quando la politica si veste di populismo, diventa capace di minimizzare o rendere inutile l’opera pubblica di cui stiamo parlando, ignorando due aspetti fondamentali.

Cioè?
Valore economico e funzionalità. L’intervento non è finalizzato, infatti, a creare una taverna per gli alpini, ma un edificio pubblico a beneficio di tutta la cittadinanza (come abbiamo raccontato a pagina 58 del n. 115 del Baco, NdR). Lugagnano, che rispetto alle altre frazioni del nostro Comune soffre maggiormente dell’assenza di turismo, si presta per l’ampliamento del museo della baita degli Alpini, che fra vent’anni dovrà avere la stessa valenza di quegli spazi che, ad esempio, a Bassano del Grappa ospitano la mostra dedicata ad Antonio Canova. Ecco, alle prossime elezioni i cittadini dovranno premiare quegli amministratori che sapranno disegnare il nostro Comune nel futuro, non solo a livello urbanistico, ma anche economico, visto che il turismo legato alla storia, alla bellezza e alla cultura del nostro territorio sarà il motore dell’economia fra qualche anno.

Nel manifesto pubblicato dalla Lega di Sona si legge come sia stato sacrificato l’adeguamento antisismico in alcune scuole del territorio a beneficio dell’ampliamento della baita degli Alpini, come se fosse un’inversione dell’ordine delle priorità.
Chi ha scritto il volantino probabilmente non avrà nemmeno letto il piano triennale delle opere. Per la scuola di Palazzolo, ad esempio, abbiamo già impegnato 480 mila euro, stiamo attendendo oltre 2 milioni dal PNRR.

Una seconda critica è invece legata alla collocazione del museo: come ci ha detto l’ex sindaco Gualtiero Mazzi in una recente intervista, la scelta di destinare quei 715 mila euro presso la Casa di Alice avrebbe portato maggior beneficio alla cittadinanza, essendo uno spazio più accessibile e al centro di molteplici sedi associative.
Secondo la nostra visione, la Casa di Alice rappresenta e rappresenterà la cittadella delle associazioni. Ampliare il museo della baita degli alpini di Lugagnano è stata una nostra scelta politica, che abbiamo messo nero su bianco anche nel nostro documento programmatico in vista delle elezioni del 2018. Il populismo di qualcuno, che opta di spendere quei 715 mila euro per contrastare il rincaro delle bollette, si schianta contro la realtà: ad oggi, nessun cittadino ha richiesto un aiuto per il rincaro delle bollette.

Fenomeno che, però, ha inevitabilmente colpito le fasce più deboli della popolazione.
Certo, però è anche vero che, come Comune, abbiamo aiutato e stiamo tuttora aiutando più di 247 tra persone e famiglie con TARI, bollette e affitti. Solo quest’anno abbiamo erogato complessivamente 221 mila euro. Più che combattere il rincaro delle bollette, il problema maggiormente percepito in questo periodo è trovare un’abitazione. Non si può ignorare l’emergenza abitativa presente sul nostro territorio.

Come si sta manifestando a Sona?
Oggi nel nostro Comune sono presenti molteplici case e appartamenti sfitti, inoltre si sta generando una tendenza a non affittare le abitazioni per esperienze nel passato, vuoi per inadempienze nei pagamenti vuoi per noncuranza generale. Purtroppo, questa situazione si sta riversando a valle in termini di costo sociale; alcuni Comuni, infatti, stanno alzando IMU e tassazioni sulle case sfitte al fine di incentivare la stipula di contratti di locazione. Invito, dunque, i cittadini che possiedono appartamenti sfitti a contattare i nostri uffici dei servizi sociali, considerando che il Comune potrà farsi da garante per i primi mesi di locazione.

Ci sono fondi del PNRR destinati al sociale?
Ad oggi, in qualità di Comune capofila della provincia di Verona, abbiamo elaborato progetti per un importo complessivo di 2,665 milioni di euro, destinati al nostro Comune e agli altri 36 veronesi. I progetti toccano vari ambiti, dalla genitorialità all’assistenza per anziani e diversamente abili, ma anche a chi non ha una casa. Ecco, queste iniziative non sarebbero mai nate senza una buona squadra politica e amministrativa, nonostante nell’ultimo triennio ci sia stato un ricambio di circa il 35% dei dipendenti comunali. Se i cittadini non si sono accorti di scossoni pubblici, significa che quest’ultimo passaggio generazionale a Sona è stato gestito molto bene.

Ripercorriamo ora i punti principali del vostro programma del 2018 ancora pendenti, per capire se ci sono progetti in corso o interventi in procinto di iniziare.
Prego.

Presente anche nel programma del 2013, è stata trovata “una soluzione definitiva alla Tangenziale Nord di Lugagnano”?
Il peccato originario è che l’aspetto urbanistico non è stato gestito nel migliore dei modi, costruendo dove doveva in realtà passare la tangenziale. Anche a seguito di alcune trattative con i privati, abbiamo constatato che è complicatissimo realizzarla. Oggi probabilmente non vi è più nemmeno il bisogno, dato che gli automobilisti preferiscono percorrere via Vassanelli. Aggiungo che anche via Sacharov a Lugagnano era prevista come “tangenziale” e mi auguro che venga valorizzato dalla futura amministrazione attraverso la costruzione di una pista ciclabile – collocata su lato Lugagnano –, di cui è già presente il progetto.

Nel 2018 vi siete proposti a “dare il via al progetto di unire pedonalmente e ciclisticamente Lugagnano a Sona tramite un sottopasso alla strada Morenica”. Novità?
Abbiamo avanzato questa richiesta sia alla provincia sia fra le opere compensative da chiedere a Cepav in occasione della realizzazione della Tav. Tutti ci hanno sconsigliato di fare un sottopasso in quanto diventerebbe una zona non sicura; la controproposta è stata una strada sopraelevata – come in Alto Adige, ad esempio – il cui costo, tuttavia, sarebbe stato superiore al reale bisogno e beneficio. In fondo a via Morsara e verso via Montespada, però, verrà realizzato da Cepav un attraversamento in sicurezza per pedoni e ciclisti.

Passiamo alla rotonda al Bosco di Sona.
Stiamo ancora trattando per via legali con la proprietaria del terreno. Mi auguro di chiudere nei primi mesi del 2023, in modo tale da iniziare i lavori il prima possibile. L’opera è già finanziata per un importo di quasi 900 mila euro.

In attesa della rotonda non era prevista l’installazione di un semaforo con il countdown?
Sì, nonostante il voto a favore in Consiglio comunale (come abbiamo raccontato in questo articolo, NdR), ma il nostro comandante della polizia locale non lo ritiene legittimo e non è stato favorevole al parere tecnico.

Vostre iniziative del 2018 erano di creare a Mancalacqua “il parco più grande di Lugagnano” e una piazza adiacente. Sono ancora valide?
La realizzazione del parco è già stata deliberata ed avverrà entro giugno, e subito dopo inizieranno i lavori anche per la piazza. Il parco sarà vicino a via VII luglio 1797 e si collegherà tramite la piazza alla strada principale di via Mancalacqua – dove si trovava lo storico bar delle “Palpette”. L’intervento per il parco e la piazza costerà complessivamente oltre 350 mila euro.

Nel 2018 proponevate di progettare e realizzare una sala polifunzionale utile sia per la banda di Sona sia per incontri con la cittadinanza, in alternativa alla sala consiliare.
Purtroppo non ci siamo riusciti. C’è ancora un mezzo ragionamento su una struttura dietro alla chiesa di Sona, ma appartenente alla curia, ma al momento non possiamo offrire altro equivalente alla sala consiliare.

Anche all’inizio del vostro mandato c’era la problematica del parcheggio selvaggio di Tir e mezzi pesanti nella zona industriale della Grande Mela, come abbiamo evidenziato anche diversi mesi fa. Ora la situazione si è risolta?
Decisamente sì: abbiamo potenziato l’attuale parcheggio, ridistribuendo la segnaletica orizzontale, e poi sanzionato.

Un altro punto del vostro programma per Lugagnano era “l’acquisizione di via 24 Maggio a patrimonio pubblico per favorire la circolazione veicolare dei residenti, porre ordine ai parcheggi e realizzare i sottoservizi necessari per il decoro dell’area”. È stata ultimata?
Il progetto è stato realizzato; ad oggi, siamo ancora in fase di trattazione con i privati. Alla luce di quanto abbiamo realizzato in generale, di cosa abbiamo progettato e di cosa vogliamo ancora realizzare sono orgoglioso di affermare che a livello urbanistico gli interventi sono stati studiati da chi abita e vive il territorio.

Concluderei con una domanda politica: al penultimo consiglio comunale del 2022 il Consigliere di minoranza Di Stefano l’ha sfidata a un confronto pubblico su temi amministrativi di vario genere. Si è più fatto vivo?
Non ho più ricevuto riscontri da Di Stefano, per me si può fare quando vuole. Ma io vorrei davvero confrontarmi su temi attuali, non su questioni del passato, come ha fatto emergere durante quel Consiglio comunale. Ne approfitto, anzi, per aggiungere che sono molto critico verso le loro posizioni politiche più di pancia che di testa. Non è questione di essere più o meno umili, come mi ha ironicamente definito Mazzi Gualtiero in una vostra intervista, ma di vivere il paese e presenziare alle manifestazioni o ricorrenze pubbliche. Cosa che l’amministrazione di Gualtiero ha fatto pochissimo, e che i consiglieri Di Stefano e Pesce non hanno mai fatto in questi cinque anni di opposizione.

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.