Tra i due litiganti il terzo… è Russell

“Incredibile! Colpo di scena! Problemi! Oooooooohh! Woah callo! Mama mia! Fucsia!”. Penso di aver elencato tutte le possibili citazioni di stupore dei commentatori F1 Carlo Vanzini e Marc Gené perché sfido chiunque a dire che si aspettava un simile finale a sorpresa per questa intensissima gara sul circuito di Spielberg in Austria, alias Red Bull Ring di domenica 30 giugno. Una gara che, analizzandola con calma, si rivela essere la più rivoluzionaria del campionato sinora.

Alla domenica la griglia di partenza non è promettente (per la Ferrari). I primi dieci: Max Verstappen su Red Bull abbonato alla pole position, seguito da Lando Norris su McLaren, George Russell su Mercedes, Carlos Sainz sulla prima Rossa, Lewis Hamilton su Mercedes, Charles Leclerc sull’altra Rossa, un deluso Oscar Piastri su McLaren reduce da penalità per track limits nelle qualifiche, Sergio Pérez su Red Bull, Nico Hülkenberg su Haas ed Esteban Ocon su Alpine.

Su i motori! Partenza, Leclerc si trova improvvisamente ad interpretare il ruolo della bistecca nel Big Mac, schiacciato in curva 1 tra Perez a destra e Piastri a sinistra ed arriva infatti il contatto che fa passare a miglior vita l’ala anteriore del monegasco. Rientra ai box, cambio d’ala, cambio gomme e rientra diciannovesimo davanti solo a Logan Sargeant detto “Everlast” (sarò cattivo ma i risultati parlano da soli). Ho capito l’antifona oramai, siamo destinati ad un risultato da dimenticare come quello di Barcellona. Non ci resta che tifare per degli altri team meritevoli.

La gara procede senza particolari momenti di euforia. C’è un’avanzata non indifferente delle due Haas di Nico “Hulk” Hülkemberg e Kevin “Gladiatore” Magnussen e l’irrinunciabile battaglia tra connazionali (Ocon e Gasly) in Alpine che dà un po’ di brio ad una gara anonima. Poi, box per Verstappen e Norris, con l’inglese che arriva dopo ai box e in rotta di collisione con Verstappen che sta lasciando il box. Norris frena fino al bloccaggio delle ruote (forse esagerando un po’) per sottolineare che a Verstappen spetterebbe una penalità per impeding, penalità che non arriverà.

Per non rischiare di addormentarmi decido di andare a farmi la barba. Dovrei farlo più spesso perché da qui in poi è successo letteralmente il finimondo, a partire da un lungo pit stop di Verstappen (!) per una pistola avvita-gomme poco collaborativa. Il gap tra Norris e Verstappen si riduce progressivamente sempre di più e comincia una lotta feroce tra i due a suon di track limits, manovre discutibili in frenata del pilota Red Bull anche in seguito ad una copiosa perdita di aderenza all’anteriore, Norris che si fa vedere all’interno di curva diverse volte, Verstappen che chiude, spinge fuori pista (spesso e molto volentieri) e non restituisce mai la posizione a differenza di Norris.

Infine, il fattaccio: Norris è sotto DRS e tenta in curva all’esterno, ce la potrebbe fare a sorpassare ma Verstappen spinge, spinge e c’è il primo contatto, poi un altro, Verstappen che continua a muoversi in sfavore di Norris e vanno entrambi fuori curva devastando le gomme posteriori destra per Norris e sinistra per Verstappen. Mentre passano in prima, seconda e terza posizione rispettivamente Russell, Piastri e Sainz, Verstappen e Norris rientrano ai box per salvare il salvabile. Verstappen cambia le gomme e riparte mentre Norris, nonostante una gara magistrale, viene punito da una vettura troppo danneggiata per ripartire e da una penalità di cinque secondi per track limits che non può nemmeno scontare in questa gara a causa del suo ritiro (li sconterà in griglia a Silverstone la prossima settimana).

La gara si conclude con una griglia di arrivo a punti che vede la seconda vittoria in carriera per Russell seguito da Piastri, un incredulo Sainz (Ferrari a podio, evvai!), Lewis Hamilton, Max Verstappen, Nico Hülkenberg, Sergio Pérez (Verstappen è comunque riuscito ad arrivargli davanti praticamente su tre ruote, vobis iudicium), Kevin Magnussen, Daniel Ricciardo e Pierre Gasly. Charles Leclerc chiude in undicesima posizione, quindi niente punti per una sola posizione.

Nel post gara Norris è infuriato, anzi infuocato, anzi magmatico e chi più ne ha più ne metta. È scioccato dalla scorrettezza del probabilmente fu amico fraterno Verstappen che ha dimostrato ancora una volta di essere un robot in pista e di quanto la ricerca della vittoria venga prima di qualsivoglia rapporto di amicizia con chiunque. Norris difende la sua posizione ed accusa di guida scorretta Verstappen che, a sua volta, accusa Norris di non avergli lasciato spazio e se la prende persino con i meccanici che l’avrebbero messo nella condizione di dover lottare in pista come ogni pilota normale!

Lungi da me implicare i rapporti di amicizia in quanto, si sa, in pista “dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”. Faccio persino fatica a dire che l’arrivo in quinta posizione abbia dimostrato a Verstappen di non essere impunibile perché tanto lui al traguardo ci è arrivato e ha portato a casa punti lo stesso, mentre Norris no. Chissà, forse nelle prossime ore, ad adrenalina calata e dopo un’analisi delle sue azioni in gara (magari anche pregresse) si farà un esamino di coscienza. Ne dubito, ma staremo a vedere.

In tutto ciò non dimentichiamo comunque che Russell, approfittando della bagarre come nel gp di Spagna della scorsa race week, si è trovato dinanzi a tutti concludendo stavolta vittorioso, un podio in più in Ferrari c’è, Ricciardo ha festeggiato il duecentocinquantesimo gran premio ed il compleanno concludendo a punti e sia “Hulk” che “il Gladiatore” non sono arrivati in zona retrocessione. Tutt’altro! Voglio altre gare così butei!

Nicola Franchini
Nato nel 2004 e Palazzolese doc, si è diplomato al liceo linguistico Medi di Villafranca nel luglio 2023. Frequenta attualmente il corso di Scienze della Comunicazione all'Università di Verona ed ha iniziato a collaborare con il Baco da Seta nel novembre 2023 come corrispondente per Palazzolo. Cresciuto secondo il culto dell'automobile, negli anni ha collezionato centinaia di modellini e riviste del settore dell'automotive e visto tutti gli episodi del celebre programma britannico "Top Gear". Ascoltatore sin da neonato dell'emittente radiofonica che trasmette "musica di gran classe", nel tempo libero si diletta ad ascoltare (per ore) la musica, suonare (per altrettante ore) la chitarra e nuotare (fin dai tempi dell'asilo).