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Primo gennaio 2020, gara di freestyle. Sono le 4.00. La polizia. Il volume troppo alto. Cantiamo a squarcia gola. Felici. Probabilmente perché ubriachi, ma comunque felici. La sessione universitaria incombe. Corriamo verso un lontano miraggio. Alle volte si raggiunge anche. E al sudato posto ridiamo (verosimilmente per non piangere).

Sembra quasi un galà. Una splendida vetrina. Dentro il negozio ansia al 78%. La gioia si misura in trentesimi. O in spritz, dipende dal punto di vista.

Il fuoco divampa dall’altra parte del mondo.

Ci voleva proprio con il cambiamento climatico. Dopo aver donato si cerca la motivazione sul fondo di una bottiglia di cognac. La libertà dispensata in pacchetti di massimo dieci minuti. Arriva l’ordine di Wish. Ansia. Il 7 gennaio finisce l’agonia. L’8 gennaio febbre a 38.5°C. Bella per le vacanze. Anche quest’anno Sona Film Festival l’anno prossimo. Nel frattempo la Sun Oil ha finalmente un piano per la messa in sicurezza.

Addio al certificato medico per tornare a scuola. Anche a Sona.

Inizia il semestre. S’intravede una gioia. Sabato. Ma finché la dispensavano ero in coda per le montagne russe. Brutta scelta. Forse era meglio andare alla rassegna Buonanotte Sognatori. Davano “Lo schiaccianoci”. Ci credete che non l’ho mai visto?

Scuole chiuse. Poi l’11 Marzo.

“Io non ho paura del virus”. Dio solo sa cosa arriva alle orecchie dei giornalisti.

24 marzo mascherine casa per casa.

La Pasqua chiusi in casa, isolati.

Cinquantaquattro giorni. Forse il peggio è passato.

Guanti abbandonati per strada e mascherine con il volto di Mussolini. O forse no.

Esami di terza media e di maturità, tra mezza presenza e videochat.

Forse meglio estraniarsi di nuovo dal mondo.

Ripeto. Videochiamata.

Amici. Videochiamata.

Lezione. Videochiamata.

Guardo un film. Videochiamata.

Sessione estiva. Videochiamata.

Compleanno. Basta.

TAV a Sona: avanzano i lavori. E dal 15 giugno chiude per due anni il sottopasso della Rampa, tra Lugagnano e Caselle.

24 giugno: zero positivi a Sona.

Il sole del Lago. Caldo. L’acqua fredda. Cullata da un piacere effimero. Calli morbidi sfiorano la mia schiena. Il cielo si riempie di riflessi vitrei. I suoni sono più sordi. Il profumo di una sigaretta. Il sapore di un cubetto di ghiaccio. La sera ci perdiamo a guardare la cometa Neowise.

Approvazione del progetto “Ecoborgo di Mezzacampagna”. In fondo i commercianti del Comune stanno una crema, gli serve proprio un nuovo centro commerciale.

È strano tornare all’interno delle grate grigie. La biblioteca universitaria è vuota. Il pranzo dentro una scatola. Il sole bollente. L’aria condizionata. La corsa dalle vespe. La corsa contro il tempo. Sembra quasi di poter respirare.

Tempesta di vento e acqua a Sona, il 2 agosto.

29 agosto. Risalgono a quattro i positivi a Sona.

Uno spritz. Un altro. Mi mancava la pizza con gli amici. Piove. Gocce di consapevolezza cadono sulla pelle. Non è finita. Piove. Forte. Mi butto dallo scoglio. Il sale brucia gli occhi. Attendo con ansia l’alba. Il freddo tagliente entra nelle ossa. Non smetto di aspettare.

4 settembre. Ripartono in sicurezza i progetti di Ants Onlus per l’autismo di Lugagnano.

20 settembre. Referendum. Ha davvero senso votare alle regionali in Veneto?

7 ottobre. Proroga dello stato di emergenza. Ripartiamo.

È sempre più divertente prendere il bus alla mattina.

26 ottobre. Sospensione dei tirocini.

29 ottobre. È vietato tassativamente il consumo di cibo all’interno delle strutture universitarie, anche nelle aree esterne.

3 novembre. Dpcm.

4 novembre. Sospensione delle lezioni in presenza. Era troppo bello per essere vero. Ma riapre finalmente la farmacia di San Giorgio in Salici.

I ristoratori sono in piazza. Le associazioni sportive sono in piazza. La biblioteca chiude. Progetto studenti per contact tracing.

Dopo anni e anni e anni e anni il Comune sposta il campo nomadi di Lugagnano.

Chiamo il consultorio. Ho bisogno di uno psicologo. Basta. Non voglio essere costretta a casa. Non posso essere costretta a casa. Non posso vivere di nuovo quell’incubo. Ho paura. Magari una passeggiata con un’amica. Non esce di casa da un mese. Non uscirà di casa per un altro mese. Il fratello del fidanzato è positivo. Basta un calzolaio. Basta un calzolaio che non ti ridarà le scarpe finché non ti toglierai quell’inutile mascherina. Perché tanto si sa, “Questo è uno dei grandi segreti della vita. Attualmente gran parte della gente muore a causa del buon senso che la pervade, e poi scopre troppo tardi che l’unica cosa di cui non ci si pente mai sono i propri errori” (Oscar Wilde).

Ordino i regali di Natale su Amazon. Ho qualche risparmio da parte.

Santa Lucia è riuscita a passare anche nel nostro Comune. È bello come il mese più freddo riesca sempre a portare calore.

Troppi lutti, anche tra noi. Troppi.

Ci sarebbe una conferenza su zoom, Biden ha vinto. I miei amici mi hanno chiesto di giocare su skribbl.

Mi sa che non consegnerò quei regali. Entriamo in zona rossa.

Spengo il telefono. Tanto dopo questo 2020 non voglio fare auguri per il 2021. Che poi uno si fa delle aspettative.