Torniamo alla cultura? Qualche consiglio (non richiesto) al nuovo Assessore

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Dobbiamo veramente augurarci che la nomina del nuovo Assessore alla cultura Maurizio Moletta (nella foto), a seguito delle dimissioni del Vicesindaco Di Stefano, possa significare veramente un voltare pagina per la cultura del nostro Comune.

Negli ultimi anni, a fronte di un numero enorme e qualificato di eventi organizzati dalle associazioni del territorio, abbiamo invece purtroppo dovuto assistere ad un progressivo svilimento delle iniziative culturali promosse dal Comune, che talvolta sono apparse unicamente piegate a finalità di promozione di quel partito o di quel movimento, mortificando un settore che invece, per un Comune della rilevanza del nostro, dovrebbe brillare di ben altra luce.

L’esempio più eclatante è stata sicuramente la celebrazione della ormai famigerata battaglia mai tenutasi al Bosco di Sona, un evento nato solo per dare visibilità ad una componente molto influente della Lega Nord presente in Amministrazione e che ha segnato veramente il punto più basso per la cultura locale. Con l’Assessore alla Cultura, il dimissionario Di Stefano, che in merito arrivò addirittura a dichiarare – quando gli fu obiettato che si andava a celebrare un evento di fantasia con tanto di stemma del Comune di Sona – che “Per i promotori dell’evento, comunque, la rievocazione ha essenzialmente un valore ideologico, quindi credo che il luogo effettivo dove è avvenuto il combattimento sia del tutto secondario”.

Oppure come dimenticare la targa posta accanto al Comune per ricordare l’appartenenza di Sona, dal XV al XVIII secolo, alla Serenissima Repubblica di San Marco, in assurda contrapposizione con la targa posta un mese prima per celebrare i 150anni dell’Unità d’Italia? Con tanto, tra l’altro, di incisione della scala dell’Hellas invece di quella della Provincia di Verona.

Ma se questi sono sicuramente casi limite, gli ultimi anni a Sona sono stati segnati purtroppo da un continuo arretramento delle iniziative culturali comunali. Situazione che non può essere spiegata solo con la carenza di fondi. E’ proprio la concezione della cultura come momento aggregativo collettivo, al di la’ degli schieramenti politici e dei partiti, che tante volte è venuta a mancare. Abbiamo colpevolmente permesso che la politica, con la p minuscola, si appropriasse anche di questo settore vitale.

Ora abbiamo un nuovo Assessore, Virginio Moletta, che già dai suoi primi passi ha dimostrato una disponibilità al dialogo e al confronto sconosciuta a chi è oggi in Amministrazione con lui e a coloro che l’hanno preceduto.

C’è quindi da augurarsi che la primavera alla quale stiamo faticosamente approdando dopo settimane di gelo porti anche nuova linfa, nuove idee e una nuova concezione della cultura a Sona. Che non è altro che l’unica concezione della cultura possibile: scambio di idee, promozione del pensiero, rigorosità accademica, apertura a 360 gradi alle realtà presenti sul territorio, iniziative libere da patenti e da targhe di partito. E’ forse chiedere troppo?