Torna l’allarme nelle case di riposo. Alla Papa Giovanni II di Lugagnano per ora ai visitatori basta il green pass

E’ recente la decisione di molte strutture di accoglienza anziani di rialzare le barriere anti-Covid a causa dell’aumento dei casi positivi in alcune strutture residenziali e considerata la fragilità delle persone che vi sono ospitate.

Ad esempio, nelle sedi dell’Istituto assistenza anziani di Verona viene chiesto ai familiari un tampone con esito negativo effettuato almeno nelle 48 ore precedenti all’incontro. Alla Morelli Bugna di Villafranca è stata emanata una circolare che chiede il tampone con esito negativo effettuato addirittura nelle 24 ore prima dell’accesso alla struttura.

A Verona e provincia gli istituti sono 70 e accolgono 4.800 anziani, nel nostro centro anziani Papa Giovanni Paolo II di Lugagnano (nella foto di Mario Pachera) attualmente se ne contano 40 e tutti hanno ricevuto la terza dose del vaccino.

La situazione dei contagi al momento è sotto controllo ma il livello di allerta è massimo. Se oggi è sufficiente per i familiari visitatori presentare il green pass non si può escludere che anche qui si potrebbe attuare un’ulteriore restrizione in caso di un peggioramento dei contagi, prima di dover nuovamente chiudere la struttura ai visitatori.

L’introduzione del tampone, anche per chi ha il green pass, è una misura a salvaguardia degli anziani ospiti che a fine dell’ondata invernale scorsa ha contato un migliaio di vittime, circa metà delle morti complessive di Verona dall’inizio della pandemia.

Non avremmo mai voluto riparlarne, ma purtroppo il timore è forte e memori del prezzo pagato un anno fa non si può fare diversamente. Una maggiore attenzione e la prontezza ad intervenire per bloccare nuovi pericolosi focolai all’interno delle case di riposo sono necessari per il bene dei nostri anziani e delle loro famiglie.