Tennis: set (e partita?) al Comune

Arrivata questa mattina – dopo l’udienza di mercoledì scorso – l’Ordinanza n. 8805 datata 05.09.2012 del Tribunale di Verona, sezione feriale, nella persona dei giudici D’Amico, Aliprandi e Abbate, che doveva decidere in merito al ricorso presentato dal Comune di Sona contro l’ordinanza con la quale era stato ordinato al Comune stesso di reintegrare l’Associazione Tennis Lugagnano nella detenzione dell’impianto sportivo di Mancalacqua.

 

“Nel proprio atto di reclamo – si legge nell’ordinanza emessa mercoledì scorso – il Comune di Sona ribadiva che il giudice adito era sprovvisto di giurisdizione” in quanto la materia non è ritenuta negozio di diritto privato.

 

L’Associazione Tennis Lugagnano invece “ribadiva che la pubblica amministrazione aveva commesso uno spoglio in assenza di un potere conferitole dalla legge”.



Il Collegio con l’Ordinanza 8805 ha accolto il reclamo proposto dall’avvocato Scappini, che difende il Comune di Sona, in quanto “se è vero che le azioni possessorie sono esperibili innanzi al giudice ordinario nei confronti della pubblica amministrazione quando il comportamento della medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo emesso nell’ambito di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, nel caso concreto non si può affatto affermare che la pubblica amministrazione abbia agito iure privatorum ovvero in difetto di qualsivoglia potere autoritativo”.



“In altre parole – preseguono i giudici – se la pubblica amministrazione da in concessione dei propri beni in forza di atti pubblici, il precedente concessionario deve necessariamente restituire la cosa, salvo impugnare l’atto amministrativo innanzi al giudice amministrativo, ma la pubblica amministrazione può esercitare i propri poteri autoritativi per recuperare il bene senza la necessità di esperire azioni giudiziali con finalità recuperatoria”.

 

“Nel caso concreto è pacifico – scrivono ancora i giudici – che la reclamata (Ndr l’Associazione Tennis Lugagnano) non possa vantare alcuna situazione di detenzione qualificata in quanto il contratto di comodato inter partes era già scaduto nel 2009 e da detto periodo l’Associazione Tennis Lugagnano aveva potuto continuare la gestione solo in forza di provvedimento amministrativo la cui efficacia temporale era strettamente limitata al periodo necessario per espletare la nuova procedura di affidamento”.



Il Tribunale pertanto “dichiara il difetto di giurisdizione del giudice adito e per l’effetto revoca il decreto del 23.07.2012 e l’ordinanza 6.08.2012” e compensa le spese tra le parti, cioè ognuno si paga le proprie.

 

In questa accesa partita giudiziaria tra il Comune di Sona e l’Associazione Tennis di Lugagnano, che ha infiammato l’estate di Lugagnano, il set, e forse la partita lette le motivazioni, vanno pertanto al Sindaco.



Ora bisognerà attendere per vedere se l’Associazione Tennis Lugagnano proverà ad impugnare questa decisione nelle sedi ritenute opportune. E se pertanto la battaglia legale avrà – come sembra probabile – un seguito.