“Tenet”, di Christopher Nolan. Un film spettacolare, ma senza cuore

Trama e Recensione

Mentre il mondo intero è minacciato dallo scoppio della Terza Guerra Mondiale, un agente segreto viene reclutato da una misteriosa organizzazione denominata Tenet per sventare il pericolo globale.

Nelle vesti di un thriller adrenalinico e ben contestualizzata nel genere dello spionaggio, l’ultima fatica del regista Christopher Nolan centra perfettamente anche il genere fantascientifico, in cui viene rivisitato il concetto dello spazio-tempo con un approccio nuovo.

A livello di fabula e intreccio la sceneggiatura, firmata dallo stesso Nolan, del tempo prende in considerazione sia l’aspetto concettuale (visto in Inception e Interstellar) sia quello di forma (Memento e Dunkirk sono i principali esempi).

Un indizio di questa rivisitazione sta proprio nel titolo palindromo, Tenet, che fa riferimento al Quadrato di Sator, un’inscrizione latina composta dalle seguenti parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Collocate in una matrice le cinque parole si ripetono da sinistra a destra, dall’alto al basso, e viceversa. La traduzione letterale è “Il seminatore col suo carro tiene con cura le ruote”; si tratta di un rompicapo criptico che nel corso dei secoli ha sollevato parecchie interpretazioni simboliche.

Dal titolo ai titoli di coda Tenet si conferma un film intricatissimo e cervellotico, contente più livelli di trama e potenzialmente sottoposto a diverse chiavi di lettura. I concetti scientifici di entropia, di meccanica del tempo e di interazione nelle unità di spazio sono tematiche ricorrenti, la cui logica è effettivamente complessa da sviscerare a una prima visione.

La narrazione enigmatica, stratificata e a tratti manieristica del film rappresenta il suo punto di forza e, allo stesso tempo, di debolezza: da un lato, infatti, vince l’aspetto spettacolare della pellicola, facendo leva anche sul fascino della labirintite e del mistero (lo spettatore gradualmente riesce a comporre il puzzle della trama, mai lineare); dall’altro la sceneggiatura non lascia spazio all’introspezione dei personaggi, di cui conosciamo appena il nome.

La locandina del film

Lo spettatore può ammirare sullo schermo magnifiche scene d’azione, tecnicamente calibrate e affascinanti a causa dell’effetto spazio-tempo (incredibile una lotta corpo a corpo in una scena del film e semplicemente grandiosa la sequenza dell’aeroporto), ma non può apprezzare quell’equilibrio raggiunto, invece, in Inception (ma anche nella trilogia di The Dark Knight), in cui l’azione dei personaggi è guidata anche dalla complessità dei sentimenti.

L’unico elemento di pathos nel film si può riscontrare forse solo nella colonna sonora, potente e tonificante, che unisce la componente strumentale con quella elettronica.

Benché la sceneggiatura non arrechi profondità e rotondità ai personaggi, il cast si presenta eterogeneo e un po’ sottotono: il ruolo di Protagonista (sì, si chiama così) è affidato a John David Washington, qui parecchio monocorde; Kenneth Branagh (unica eccezione) prova a bucare lo schermo con Andrei Sator (un altro riferimento al Quadrato), un trafficante d’armi russo diabolico e senza scrupoli, somigliante molto al Thanos del film Avengers. Spesso apatici e incolori, infine, Robert Pattinson ed Elizabeth Debicki.

Tenet merita assolutamente visione sul grande schermo per gli effetti visivi e il montaggio sonoro e per tornare a vivere l’esperienza cinematografica, che a causa della pandemia di Covid-19 ha subìto una brusca e inaspettata interruzione.

Un film da vedere per la sua straordinaria e bellissima complessità e spettacolarità, ma senza l’aspettativa che rimanga sulla pelle dello spettatore anche quando le luci si riaccendono e si esce dalla sala cinematografica.

La Scheda

“Tenet”, regia di Christopher Nolan, 2020

La Valutazione

3,5 stelle di 5

Il trailer