Telecamere o buonsenso? Una riflessione dopo le parole del sindaco sulla sicurezza

Lo scorso 29 gennaio L’Arena titolava un articolo: Scorribanda a Lugagnano nella notte provoca la reazione dei residenti delle case di via Cattaneo che attendono da mesi l’urbanizzazione del quartiere. E il Sindaco rispondeva: “A primavera il servizio di vigilanza privata.” Scusate, ma c’è qualcosa che a noi non torna. In via Cattaneo abitano almeno 60 famiglie, qualcuna già da tre anni, si entra in quelle vie e sembra di entrare ancora in un cantiere edile, mancano i lampioni, la segnaletica per terra come pure quella verticale, ci sono dei pozzetti stradali malamente coperti con dei pannelli di compensato, c’è un area verde che è diventata una discarica a cielo aperto…

Cosa potrà fare questa ronda privata per mettere in sicurezza i residenti di via Cattaneo da questa situazione? O fino a che punto interessa realmente questo genere di sicurezza ai residenti di quel quartiere?

La sicurezza non è soltanto la protezione contro chi può introdursi nelle nostre case e poi, comunque, non si può nemmeno mettere una telecamera per ogni casa. La sicurezza è anche la possibilità di poter usufruire di strade adeguatamente segnalate (in via Cattaneo mancano tuttora gli STOP!), di poter percorrere a piedi delle strade residenziali adeguatamente illuminate, di poter usufruire di tutti quei servizi quali le aree verdi che fanno parte del minimo bagaglio di civiltà che dovrebbe avere un Comune come il nostro.

Se un bambino giocando sulla strada cade in uno di quei pozzetti, se si inoltra nell’area verde e vista la presenza di ferri e lamiere si taglia, poi titoliamo i giornali con “tragedia a Lugagnano”? Non è poca sicurezza questa? A volte più che in un Comune del ricco nord-est sembra d’essere nel Comune di Calascibetta alle pendici dell’Etna (con tutto il rispetto per i la’ residenti!). La sicurezza non si ottiene unicamente mettendo delle telecamere.

Quello che vogliono i residenti di via Cattaneo è che la loro lottizzazione venga ultimata. Che vengano messi finalmente i lampioni e resa civile quella che dovrebbe essere la loro area verde. Non capiscono perché a distanza di anni il loro quartiere sia ancor in quelle condizioni di assoluto degrado. Per questo hanno chiamato anche noi del Baco. Per dare risalto alle loro proteste, alle loro assolutamente giustificate lamentele. E certamente non possono attendere un intervento che riqualifichi tutta Mancalacqua per avere i lampioni.

Come giustamente rimarcano loro stessi “gli oneri per un’urbanizzazione completa sono stati pagati per intero già da un pezzo!”. Per questo riteniamo che una volta di più in questo caso non servono gli slogan sulla sicurezza, serve soltanto un po’ di buonsenso. Terminare quella lottizzazione come già dovrebbe essere stato fatto molti mesi fa è soltanto buonsenso. E aggiungiamo pure, rispetto per i cittadini. Con i lampioni forse questi vandali non avrebbero agito in maniera così indisturbata come qualche settimana fa.

Perché in un Comune come il nostro mancano quelle normali strutture che dovrebbero garantire il buon vivere, comprendendo in questo la possibilità di avere dei servizi e di usufruire di questi? Perché continuiamo a proporre delle soluzioni estemporanee, come può essere quella della ronda notturna (che poi dura 3 mesi come l’ultima volta) e non pensiamo a delle soluzioni strutturali per vivere i nostri paesi? Rimarchiamo la parola vivere, e non sopravvivere rinchiusi nei nostri fortini iperprotetti.

Vivere nelle piazze, nelle aree verdi, sui marciapiedi, tutte cose che a Lugagnano mancano. E capire che servono queste cose è solo buonsenso.

La Redazione
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