TAV a Sona: ma ci sono i soldi? Per il Movimento 5 Stelle no

Dell’esistenza o meno di una sufficiente copertura finanziaria per la costruzione dell’immensa infrastruttura TAV tra Brescia e Verona – che dovrebbe attraversare anche il Comune di Sona – si parla da sempre. E ce ne siamo occupati anche noi del Baco.

La questione torna in questi giorni di attualità in quanto il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Verona e l’attivista del M5S Marta Vanzetto – citando i dati della legge di stabilità 2014 e 2015 – hanno dichiarato che i soldi per l’alta velocità ferroviaria sulla tratta Brescia-Verona sono assolutamente inferiori rispetto a quanto dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Gianni Benciolini, Capogruppo M5S in Consiglio Comunale a Verona
Gianni Benciolini, Capogruppo M5S in Consiglio Comunale a Verona

In una nota di qualche giorno, infatti, il Ministero spiegava che “l’alta velocità-alta capacità nella Brescia-Padova è un’opera da realizzare per quattro lotti costruttivi e oltre 2 miliardi per i primi due lotti sono stati già previsti nelle leggi di stabilità 2014 e 2015”.

“Ammontano a 2 miliardi 268 milioni – proseguiva la nota del Ministero – le risorse nazionali già destinate all’opera. Con la legge di stabilità 2014 è stata assicurata la copertura finanziaria di un primo lotto costruttivo per un valore di 768 milioni per attività progettuali e opere civili di maggior durata. La Legge di Stabilità 2015 ha poi garantito ulteriori coperture finanziarie per 1,5 miliardi per opere civili dall’interconnessione di Brescia Est fino a Verona”.

Ma per gli esponenti veronesi del Movimento 5 Stelle le cose non stanno così in quanto per la tratta Brescia-Verona ci sarebbero solo 848 milioni su una previsione di 3 miliardi 106 milioni, per la Verona-Padova 459 milioni su 5,6 miliardi e per la tratta Vicenza-Padova 459 milioni su 3,2 miliardi.

I Grillini inoltre sostengono che la Banca Europea degli Investimenti non ha erogato i due miliardi promessi per l’opera in quanto la Corte di Giustizia europea ha contestato la modalità di assegnazione dell’incarico da parte del Governo al soggetto privato che ha progettato la Tav, con assegnazione diretta e senza bandire una gara d’appalto.

Nel frattempo più di seicento veronesi nel primo fine settimana di ottobre hanno sottoscritto la petizione lanciata da gruppo “No Tav Brescia-Verona” per chiedere al Governo e ai Presidenti di Veneto e Lombardia il ritiro del progetto della TAV sulla tratta tra Brescia e Padova. Nella petizione i firmatari chiedono inoltre di migliorare e riqualificare la linea ferroviaria già esistente.

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