TAV a Sona: la Commissione VIA chiede informazioni ulteriori sul progetto

Arriva in questi giorni una novità interessante in merito alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità TAV nel nostro Comune.

Lo scorso 23 dicembre infatti l’Ing. Guido Monteforte Specchi, Presidente della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del progetto della TAV sulla tratta Brescia Verona, ha scritto a CEPAV Due, che realizza l’opera, e per conoscenza al Ministero delle Infrastrutture, per ottenere nuove informazioni sull’opera.

“Con riferimento al progetto indicato e alla luce delle risultanze emerse dall’analisi degli elaborati prodotti dal Proponente e delle presentazioni del progetto nel corso delle riunioni del 31 Ottobre e del 20 Novembre u.s., al fine di completare la procedura di verifica di cui all’oggetto – scrive il Presidente della Commissione VIA e VAS – la Commissione ritiene necessario acquisire le integrazioni di seguito elencate”.

Le informazioni richieste sono veramente tante, ben 78, e molto articolate.

Tra queste, il Presidente della Commissione VIA e VAS chiede, ad esempio, di “integrare la documentazione con la descrizione, anche attraverso la redazione di elaborati cartografici, del: ‘Patrimonio Agroalimentare’ di particolare qualità e tipicità”, qualora nel territorio in esame siano presenti aree di questo tipo (e Sona ne fa sicuramente parte) “potenzialmente impattate dall’opera in progetto”.

Nella lettera si chiede anche di approfondire gli impatti progettuali sul sistema agricolo, sul tessuto rurale e sul sistema fondiario locale, con definizione delle corrispondenti misure di mitigazione progettuali, idonee a contenere gli impatti arrecati dalla sottrazione di superficie agricola e dalle problematiche di natura gestionale a livello produttivo e definizione di misure di compensazione rispetto agli attuali parametri produttivi ed economici dei comparti agricoli presenti.

In relazione al Progetto architettonico la Commissione VIA e VAS poi chiede di “porre particolare attenzione alla qualità architettonica delle opere d’arte principali previste dal progetto (ponti, viadotti, gallerie artificiali, imbocchi gallerie), verificando altresì la possibilità di scelta di tecniche costruttive alternative a quelle proposte al fine di minimizzare gli effetti di intrusione sul quadro paesistico esistente, fornendo adeguate foto simulazioni ad altezza osservatore, ante operam e post operam con e senza mitigazioni”.

cantiere tavImportante anche il passaggio dedicato al potenziale inquinamento generato dalla costruzione dell’opera. La Commissione scrive, infatti, che “Posto che nello studio non risultano presenti, in relazione alla caratterizzazione della qualità dell’aria, i principali inquinanti da traffico veicolare come la stima del loro valore di fondo, delle emissioni dovute ai gas di scarico dei mezzi operanti e dai veicoli circolanti sulle piste di cantiere e sulla viabilità pubblica (tragitto cava/cantiere, tragitto eventuale cava/impianto di frantumazione/cantiere), si ritiene necessario che: a) La caratterizzazione della qualità dell’aria contenuta nel SIA riguardi anche i principali inquinanti da traffico con relativa stima del valore di fondo; b) Il modello di riferimento, considerando che il modello ISC3, utilizzato nel SIA, già a partire dal 2007 è stato sostituito da AERMOD come modello gaussiano di riferimento dell’EPA per gli inquinanti primari, venga rivisto con le procedure più recenti; c) La stima delle emissioni da gas esausti (non solo particolato) venga rivista con l’inserimento delle emissioni dovute alle macchine operatrici ed ai veicoli circolanti; d) Nell’esposizione dei risultati della simulazione modellistica, in cui sono riportati in forma tabellare gli intervalli di isoconcentrazione, specificare, in corrispondenza di ciascun superamento del limite normativo nei due scenari considerati (10 h o- 24 h di funzionamento) la stima quantitativa della concentrazione”.

La Commissione VIA scrive poi che “in merito alle misure per il contenimento delle emissioni di polveri, per l’impianto di frantumazione e per quello di produzione del calcestruzzo, va specificato il sistema di abbattimento utilizzato (filtri) e il suo grado di efficienza di rimozione delle polveri”.

Anche il problema dei sistemi di irrigazione, che pure noi del Baco avevamo segnalato sull’ultimo numero della nostra rivista, viene preso in considerazione. La Commissione scrive infatti che “la descrizione dello stato attuale del reticolo idrografico naturale e artificiale richiede un approfondimento, relativo in particolare alle caratteristiche della rete di irrigazione e bonifica potenzialmente interferita (tipologia costruttiva dei canali, portata, direzione di deflusso, derivazione, recapiti, opere di regolazione ecc.), riportando nello studio informazioni aggiornate in merito all’eventuale presenza di aree soggette ad allagamenti o potenzialmente esondabili e/o a deflusso difficoltoso e La caratterizzazione qualitativa delle acque superficiali e sotterranee”.

In riferimento alla Componente Salute Pubblica la Commissione VIA e VAS chiede che chi realizza l’opera conduca “la caratterizzazione dello stato attuale della popolazione interessata dall’opera in oggetto, raccogliendo sia i dati demografici che i dati di mortalità e morbilità, preferibilmente a livello comunale” ed “integrare le informazioni utili e le stime degli eventuali impatti, riportate in particolare nelle componenti Atmosfera, Rumore e Vibrazioni, con i dati relativi allo stato di salute della popolazione interessata dalla realizzazione dell’opera in esame (fase di cantierizzazione), caratterizzandole in relazione al benessere ed alla salute della popolazione stessa, verificando la compatibilità delle conseguenze dirette ed indirette (sia in positivo che in negativo) della costruzione dell’opera e del suo esercizio, con gli standard ed i criteri per la prevenzione dei rischi riguardante la salute umana nel breve, medio e lungo periodo”.

Interessante anche il punto dedicato agli elettrodotti. La Commissione, infatti, richiede “una comparazione della proposta in esame con un’alternativa progettuale che preveda l’interramento dell’elettrodotto e che produca una valutazione di massima sugli aspetti ambientali, paesaggistici, tecnici infrastrutturali, economici e di manutenzione”.

Il termine che la Commissione affida a CEPAV Due per fornire le integrazioni richieste è di 30 giorni, quindi entro il prossimo 29 gennaio. “Qualora tale termine decorra senza esito – si scrive nella lettera – la Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto Ambientale concluderà l’istruttoria sulla base della documentazione agli atti. Il Proponente, entro il periodo a disposizione inoltrerà, qualora necessario, richiesta motivata di proroga, che potrà essere concessa dalla Commissione”. 

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