Tav a Sona. Il sindaco Mazzi: “Siamo quasi al trenta per cento, ma è stata realizzata la parte più complessa”

A due anni dall’apertura dei cantieri, incontriamo il sindaco di Sona Gianluigi Mazzi sullo stato di avanzamento dei lavori del TAV sul nostro territorio.

Sono trascorsi ormai più di due anni dalla comparsa dei primi cantieri all’interno del nostro Comune. Possiamo dire di essere a buon punto? Le tempistiche inizialmente preventivate saranno rispettate? E per quanto riguarda i costi?
In linea di massima sono confermate le tempistiche iniziali: la tratta che attraversa il nostro Comune sarà operativa per il 2026, o forse addirittura per la fine del 2025, giusto in tempo per le Olimpiadi. I tecnici fanno sapere che siamo quasi al trenta per cento del lavoro, ma in questa prima fase ci si è concentrati sulla parte più complessa, ossia quella relativa a gallerie, sottopassaggi e altri punti critici di varia natura. Pertanto, è lecito supporre che da qui in avanti si procederà più speditamente. Le previsioni attuali sul costo dell’opera sulla tratta Brescia-Verona si aggirano attorno ai 2,5 miliardi.

Quali sono le novità più rilevanti emerse nell’ultimo periodo?
Le novità più importanti riguardano il Nodo Verona, ossia la tratta che parte dal nostro Comune, più specificatamente nei pressi di località Messedaglia, e prosegue in tutta l’area del Comune di Verona, e che, una volta terminata, fungerà da raccordo con la linea ferroviaria Modena-Brennero. In particolare, in occasione di un incontro che si è tenuto il mese scorso, cui hanno presenziato la vicepresidente della Regione Elisa De Berti, il commissario di Governo Vincenzo Macello, che gestisce la tratta Brescia-Verona-Padova e il responsabile di CepavDue Franco Lomabardi, è stata ufficializzata la costruzione di una nuova stazione ferroviaria sotterranea nei pressi di San Massimo. Come amministrazione del Comune di Sona, abbiamo potuto prendere parte al suddetto incontro e presentare alcune nostre istanze riguardanti la porzione del Nodo Verona che ci interessa direttamente: abbiamo richiesto che venga in qualche modo preservato il tratto di strada ciclopedonale che collega via De Amicis con il Cason, in maniera tale che quell’area non si ritrovi completamente soffocata tra l’autostrada Modena-Brennero e la nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità.

Venendo più nel particolare dei vari cantieri disseminati sul nostro territorio, i lavori come stanno procedendo?
Gli avanzamenti sono ben visibili un po’ su tutti i cantieri, soprattutto in zona Messedaglia. Per quel che riguarda la galleria di San Giorgio in Salici, che una volta ultimata raggiungerà una lunghezza complessiva di tre chilometri e mezzo, attualmente sono stati scavati già quasi cinquecento metri, con un avanzamento che si attesta sui due o tre metri al giorno. Per lo scavo, stanno utilizzando utilizzano la tecnica dello “spritz-beton”, che consiste nello sparare una miscela di aria compressa e cemento contro le pareti per rinforzarle. Rimanendo nell’area di San Giorgio, l’autostrada Milano-Venezia, come molti avranno avuto modo di notare, è stata deviata leggermente verso sud, in attesa del completamento dei lavori. Quando potrà essere ricollocata nella sua sede originale verrà ricostruito anche il cavalcavia precedentemente demolito. Spostandoci invece nella zona nei pressi di Ancap, è stata rimossa la casa che si trovava poco distante dalla storica fabbrica di porcellane. Inoltre, in quell’area l’imbocco con la SP26 è stato drasticamente modificato nei mesi scorsi. Nel frattempo, negli uffici comunali sta proseguendo una trattativa che vede coinvolti CepavDue, il Comune, e Corbaz, dal momento che per preservare l’attuale sede di Ancap si è dovuto optare per lo spostamento del binario leggermente più a nord. Si sta dunque lavorando per raggiungere un esito che possa soddisfare gli interessi di tutte le parti in causa. Proseguendo, tra poche settimane dovrebbe aprire anche il nuovo sottopassaggio di via Mincio, trasformando definitivamente la vecchia strada in una pista ciclabile, anche se quest’ultima non sarà ancora percorribile, siccome deve essere ultimato il passaggio ferroviario lato Sommacampagna. Per il sottopassaggio in via Rampa (nella foto sopra) siamo ancora fermi alle tempistiche date inizialmente: i due anni preventivati dovrebbero scadere tra poco, quindi per l’estate, o al meassimo nei mesi immediatamente successivi, mi aspetto che venga riaperto. Al riguardo bisogna dire che i lavori avrebbero potuto essere forse anche più tempestivi se si fosse mantenuta l’idea iniziale del progetto, che prevedeva il cavalcaferrovia, ma siccome sarebbe stato un’infrastruttura molto invasiva per il territorio, abbiamo fatto di tutto perché si trovasse una soluzione alternativa seppur meno immediata, dal momento che prevede il complicato rifacimento del sifone del canale. Prossimamente, cominceremo a vedere anche le prime barriere antirumore. Secondo i tecnici a seguito delle istallazioni di questi dispositivi, il rumore percepito dal centro abitato dovrà essere addirittura inferiore rispetto a quello attuale.

Passiamo invece al tema delle opere perequative. Come si sta andando avanti su questo fronte?
In questo momento stiamo operando sulle ciclabili in via Mincio, cui abbiamo fatto cenno precedentemente, ma anche in via Festara, che è già avviata, in via Capitello, che arriverà fino alle Canove di Sona, in via Bellona e in via Molinara. Alcune di queste piste sono in fase di cantierizzazione, altre di definizione e di acquisizione dei terreni. In ogni caso contiamo di partire da via Festara per proseguire poi con le altre e che nel giro di un anno siano percorribili. Abbiamo già certificato la fattibilità, ma le procedure di esproprio portano sempre a contestazioni di vario tipo e non rendono semplice la realizzazione di di queste piste in un’area già abitata. Altre opere compensative si stanno vedendo nella zona della Valle di Sona, dove si sta iniziando a realizzare un secondo sottopassaggio. Molte delle altre opere sono state realizzate in condivisione con Sommacampagna: sta per essere ridefinita la viabilità della zona che collega via Rampa all’imbocco della tangenziale, che è un tratto molto utilizzato anche dai nostri concittadini. Qui, ad esempio, deve essere creata una nuova strada parallela a quella attuale con la contestuale creazione anche di due rotatorie.

Il tema della scarsa sicurezza per quel che riguarda la circolazione dei mezzi di cantiere continua a tenere banco?
Purtroppo sì. A tal proposito c’è stata una mia partecipazione ad una riunione con il Prefetto e con tutte le forze dell’ordine preposte al controllo del traffico di cantiere, in cui mi sono fatto portavoce del malessere manifestato dai cittadini per le non infrequenti infrazioni del codice della strada compiute dai mezzi pesanti, che talvolta non rispettano i limiti di velocità e invadono la corsia opposta, andando a mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

Nella sezione speciale del nostro sito dedicata proprio alla realizzazione della TAV a Sona è possibile restare sempre informati su ogni novità che interessa direttamente il nostro territorio.

Francesco Lorenzini
Nato a Villafranca nel 1995, risiede a Lugagnano. Ha conseguito la maturità scientifica presso l'istituto Enrico Medi di Villafranca e la laurea triennale in Ingegneria Gestionale presso l'Università di Padova. Lavora nell'ambito dello sviluppo web e dei software gestionali.