TAV a Sona, ecco le novità sul tracciato. E nel frattempo parte un’indagine della Procura di Firenze

TAV: i due cavalcaferrovia di Lugagnano

Sul passaggio della linea ferroviaria nel territorio della provincia di Verona sembra che l’accordo sia stato raggiunto. Questo è almeno quanto sostiene il Presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello, sostenendo che ora il tracciato è condiviso con tutte le amministrazioni comunali.

La Commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale VIA ha infatti accolto le osservazioni presentate dai sei Comuni interessati dalla linea – Sona, Sommacampagna, Peschiera, Castelnuovo, Verona e Bussolengo – e si è espressa all’unanimità favorevolmente al rilascio del giudizio di compatibilità ambientale, subordinando però il suo via libera al rispetto delle raccomandazioni arrivate dal territorio.

“Vista la tipologia delle osservazioni e la larga condivisione di cui godono, ritengo che sia possibile ritoccare il progetto senza determinare alcuno stop o significativo rallentamento dei tempi”, ha dichiarato il Consigliere regionale della Lega Nord Andrea Bassi a L’ArenaOra l’azione della Regione da più fiducia agli Amministratori veronesi e si spera che le 117 osservazioni saranno vagliate e accolte da Cepav Due.

Per quanto riguarda nello specifico Sona, le notizie sono in parte positive ed in parte negative.

Sembra infatti che verranno accolte molte delle osservazioni riguardanti la galleria di San Giorgio, la zona Valle di Sona, e la richiesta del Comune di non realizzare il gigantesco cavalcaferrovia in via de Amicis a Lugagnano, che andrebbe a portare traffico enorme su una strada che, di fatto, risulta ad oggi quasi sterrata e soprattutto non conduce a nulla, non essendo mai stato completato il collegamento con via Sacharov.

Su questo punto forti resistenze perché l’infrastruttura venga realizzata arrivano però dal Comune di Sommacampagna e dal Comune di Verona, ma proprio la mediazione della Regione e la determinazione del Comune di Sona ha portato alla proposta di compromesso favorendo, anziché il cavalcavia, una nuova strada sfruttando la linea di cantiere lungo l’asse di Lugagnano, parallela alla linea ferroviaria.

Negativo è invece il ritorno sull’altro cavalcaferrovia, lungo seicento metri ed alto venti, previsto in località Rampa in Via Stazione, sempre a Lugagnano. Non è stata accettata la richiesta del Comune di transitare con la strada sotto la ferrovia, come già è ora, e quindi il gigantesco ponte è ancora presente sul progetto.

Anche su questo l’Amministrazione ha puntato i piedi affinché vengano percorse tutte le strade per evitarlo, visto l’impatto impressionante e devastante che avrebbe su questa zona, a ridosso dell’hotel e di zone residenziali. Nell’immagine sopra i due cavalcaferrovia di Lugagnano come presenti sul progetto di Cepav Due.

I lavori nel nostro Comune inizieranno, forse già a fine anno, con gli scavi per la realizzazione proprio della galleria a San Giorgio in Salici.

Notizie dell’ultimissima ora, e si tratta purtroppo di cronaca nera, raccontano invece che a seguito di una clamorosa inchiesta della Procura di Firenze ci sono stati ieri quattro arresti, cinquanta indagati e cento perquisizioni per presunte corruzioni legate all’Expo e alla costruzione proprio della TAV. E tra le tratte progettuali oggetto di indagine vi è anche la linea ferroviaria Brescia-Verona, quella che passa per Sona.

Tra gli arrestati a seguito dell’inchiesta vi è Ercole Incalza, dirigente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (forse cessato al 31 dicembre 2014), che è tra quei funzionari con i quali si sono rapportati negli scorsi mesi anche gli Amministratori dei Comuni della nostra tratta.

Oltre ad Incalza, l’altro personaggio chiave dell’inchiesta è l’imprenditore Stefano Perotti, responsabile della società Ingegneria Spm, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse grandi opere, ferroviarie ed autostradali tra le quali figura – appunto – anche la tratta della TAV che attraversa Sona.