TAV a Sona: Cantieri avviati su tutto il territorio. E Ancap non verrà spostata

I cittadini di Sona hanno ormai imparato in questi mesi a convivere con l’ingombrante presenza dei cantieri dell’Alta Velocità, cosparsi su tutto il territorio comunale (nella foto sopra di Giulio Braggio, il cantiere TAV a San Giorgio in Salici, in località Casa Stefania).

Se da una parte l’impatto visivo di un territorio notevolmente trasformato non può lasciare indifferenti, dall’altra ciò che più direttamente incide sulla quotidianità della cittadinanza sono gli stravolgimenti alla viabilità e il continuo transito di mezzi pesanti.

Di certo tutte circostanze ampiamente previste e annunciate, ma non per questo meno spiacevoli. Abbiamo contattato il sindaco di Sona Gianluigi Mazzi per avere un aggiornamento sui diversi fronti di avanzamento dell’opera.

A tutti è evidente che i lavori stiano procedendo a ritmo serrato su tutto il territorio, ma se dovessimo fare una panoramica più precisa e specifica, qual è la situazione nei diversi cantieri?
I lavori proseguono in modo importante e lo si sta vedendo perché i cantieri sono aperti ormai su tutta la tratta. In particolar modo, cominciano a vedersi i primi movimenti per la perforazione della galleria naturale di San Giorgio in Salici: in località Casa Stefania è infatti già pronto il sistema di traforo. Proprio per dar modo di avanzare ai lavori della galleria, nella notte tra il 6 e il 7 marzo scorso è stato demolito il cavalcavia di via Segradi, passante sopra l’autostrada Milano-Venezia e, nei prossimi mesi, la stessa carreggiata autostradale verrà spostata leggermente più a sud. Una volta che la galleria sarà ultimata, l’autostrada verrà ripristinata nella sua posizione originaria e anche il ponte di via Segradi verrà ricostruito. Per i cittadini di San Giorgio si tratta di un disagio considerevole, dal momento che il cavalcavia verrà riaperto solamente nel 2023 e fino ad allora dovranno sopportare l’impossibilità di attraversare quel tratto e tutte le deviazioni al traffico che ne conseguono. Durante la demolizione del ponte sono stati ritrovati al di sotto delle due rampe diversi materiali di riciclo provenienti dagli asfalti autostradali. Ciò è dovuto ad una pratica, oggi non più concessa, che però era assai diffusa negli anni Sessanta. In ogni caso la procedura che l’azienda deve seguire, per via delle indicazioni ministeriali, è molto chiara: il materiale spostato che risulta dalle lavorazioni non può essere in alcun modo ceduto a terzi per un qualche utilizzo, come qualcuno ha richiesto, ma va trasportato in altra sede per essere sottoposto a delle verifiche ed essere bonificato.

Il cantiere TAV tra Lugagnano e Caselle di Sommacampagna (Foto Gianmaria Busatta).

E proseguendo con gli altri cantieri?
Nel frattempo, vicino a località Sgrifona, il villaggio di Cepav Due visibile anche passando per San Giorgio, è stato completato ed è già ora effettivamente abitato dai lavoratori coinvolti nei cantieri. Anche nei pressi di località Campagnola si nota uno stato di avanzamento dei lavori significativo. Nell’ultimo periodo via Libia è stata allargata per permettere il passaggio dei mezzi in sicurezza, ma purtroppo c’è stato un cedimento della strada, al quale si rimedierà al più presto. Poco più avanti sono stati anche creati dei nuovi parcheggi per la ditta Ancap. Nella tratta di Lugagnano, invece, in via Mincio si sta per aprire il nuovo sottopassaggio che verrà realizzato più basso del piano di campagna affianco a quello attualmente esistente. Spostandosi in fondo a Via Betlemme si può vedere come si stiano già costruendo le prime basi su cui poi verranno posti i binari. In località Messedaglia si sta predisponendo per il passaggio dell’Alta Velocità al di sotto della vecchia linea ferroviaria, attraverso una breve galleria. Le opere certamente impressionano visivamente, al di là di quello che poi è l’effettivo disturbo che stanno recando, soprattutto a causa della movimentazione di terra e per il numero di mezzi che si stanno spostando. Si sta anche procedendo sul fronte delle cosiddette opere compensative richieste dai Comuni di Sona e Sommacampagna, come per esempio la rotatoria che sta per essere realizzata all’incrocio tra via Belvedere e via Rampa. A breve si inizierà con la creazione di diverse piste ciclopedonali, alcune sempre come opere compensative, altre invece previste negli accordi pubblico-privati per le nuove lottizzazioni: quella principale partirà da via Mincio e arriverà fino alla Grande Mela e avrà due innesti, uno su via Bellona, l’altro su via Molinara Nuova.

Negli ultimi mesi sappiamo che ci sono state diverse segnalazioni da parte dei cittadini di situazioni di disagio o addirittura di carenza di sicurezza nei pressi dei cantieri. Cosa si può dire in merito e come si sta comportando l’Amministrazione Comunale, alla quale spettano compiti di controllo e supervisione?
Ci sono arrivate alcune segnalazioni che ci hanno evidenziato delle situazioni di potenziale pericolo sulle nostre strade di campagna, dovute al passaggio in contemporanea di mezzi pesanti in entrambe le direzioni, i quali spesso per riuscire a transitare fuoriescono dalla carreggiata e rischiano di danneggiare le banchine. Per cercare di risolvere questo problema si asfalteranno le banchine per allargare la carreggiata. Sempre in merito a questo tema voglio citare un episodio avvenuto sul cavalcavia di via Borghe, durante il quale due camion si sono incrociati e, non avendo sufficiente spazio per passare, uno dei due ha dovuto procedere in retromarcia per diversi metri, compiendo una manovra certamente non priva di rischi. Per evitare che un’eventualità simile possa riverificarsi, pur essendo già presente in quel punto la segnaletica per il senso unico alternato, si interverrà installando un semaforo. In ogni caso, per prevenire questo genere di situazioni, ho dato mandato alla polizia locale di procedere con dei controlli specifici e mirati sulle strade di cantiere, con particolare attenzione a quelle strade utilizzate anche dalla viabilità ordinaria. A tutti i cittadini raccomando di consegnare le loro segnalazioni agli uffici competenti.

Per molti mesi il destino di Ancap spa, il cui stabilimento si trova molto vicino alla linea dell’Alta Velocità, è rimasto del tutto incerto, in dubbio tra il trasferimento in una nuova sede o la permanenza nell’area attuale. Si è arrivati ad un epilogo in questa vicenda?
Per Ancap si è finalmente trovato un accordo definitivo tra le parti. Il mese scorso, al tavolo delle trattative si sono trovati la stessa Ancap, RFI, Regione Veneto, Confindustria e i Comuni di Sona e Sommacampagna e si è deciso che lo stabilimento rimarrà nella sede attuale, nonostante la prossimità con il passaggio dell’Alta Velocità. Ad Ancap verrà riconosciuto un indennizzo economico compensativo che andrà a finanziare un piano industriale che permetterà all’imprenditore di proseguire negli investimenti e ai dipendenti di vedersi garantito il posto di lavoro.

Nella sezione speciale del nostro sito dedicata proprio alla realizzazione della TAV a Sona è possibile restare sempre informati su ogni novità che interessa direttamente il nostro territorio.