TAV a Sona: “A rischio il futuro di Ancap”, l’azienda che dà lavoro a 108 dipendenti lancia un nuovo grido d’allarme

“Il futuro di Ancap è drammaticamente a rischio”, questo il grido di allarme del responsabile marketing dell’azienda di porcellane di Sona Simone Boschini.

Il problema, noto, è quello della sorte dell’importanze azienda posizionata proprio sul tracciato della TAV, la cui realizzazione è iniziata in queste settimane (nella foto Pachera i lavori lungo la ferrovia a Lugagnano) e che attraverserà il Comune di Sona da San Giorgio in Salici a Lugagnano. Ancora nel 2018 sembrava fatta per lo spostamento dell’azienda in un’area accanto alla Grande Mela, grazie anche all’interessamento del Comune di Sona, ma poi l’accordo è saltato in quanto CEPAV, il general contractor incaricato per la realizzazione dell’infrastruttura Brescia-Verona, aveva abbandonato il tavolo delle trattative.

Poi, ad inizio di quest’anno, era diventata concreta la possibilità che invece Ancap – con i suoi 108 dipendenti – potesse rimanere dov’è, grazie ad un piccolo spostamento del tracciato della TAV.

“A febbraio si era sparsa la voce che si poteva evitare demolizione e trasferimento dell’Ancap con un limitato spostamento del tracciato – spiega infatti Boschini -. Insomma, un’opportunità per proteggere la continuità aziendale senza rallentare i lavori dell’alta velocità sulla linea Brescia-Verona così da permettere di finirli in tempo utile per le Olimpiadi del 2026. Ma tutto questo è una clamorosa forzatura perché non esiste alcuna intesa. In base agli accordi confermati più volte avremmo dovuto avere un’azienda nuova, rilocalizzata in un’altra sede e in grado di ripartire e svilupparsi senza interruzioni. La realtà è che ci troviamo ancora qui, circondati e soffocati dai cantieri della Tav, dopo che ci è stato impedito di investire. Per giunta senza ricevere alcun indennizzo per i danni subiti e per poter compiere quegli interventi strutturali e impiantistici indispensabili per il mantenimento dell’attività produttiva in loco”.

“Da 27 anni Ancap attende prospettive concrete per poter lavorare, investire e tutelare il lavoro. Ma a questo punto ci chiediamo se esiste la volontà di trovare un’intesa che non cancelli l’azienda. La proprietà non intende arrendersi né accettare compromessi che mettano in pericolo un’attività di grande valore per il made in Italy. Oggi il rischio è che Rfi stessa approvi la variante – aggiunge il responsabile marketing -: e a quel punto i giochi saranno fatti senza più margini di manovra. Senza la rilocalizzazione prescritta né ‘rimborsi’ per l’esproprio che permettano di rinnovare sotto il profilo strutturale e impiantistico lo stabilimento esistente. Ad Ancap verrebbe in pratica detto di arrangiarsi”.

Ad aggravare la situazione vi è il fatto che dal 2003, quando il Cipe ha stabilito che l’azienda doveva essere trasferita, il vincolo di esproprio, reiterato periodicamente, ha in pratica azzerato il valore del fabbricato di Ancap e ha impedito qualsiasi tipo di innovazione, limitando progressivamente la produttività e la redditività di Ancap.

La volontà di Ancap oggi rimane quella di spostare la sede e di non rimanere nella collocazione attuale. Ma la questione si presenta sempre più complessa.

Nel frattempo, avanzano sul territorio i lavori di realizzazione della nuova linea ferroviaria. Lo scorso 15 giugno vi è stata la chiusura del sottopasso della Rampa, posto tra Lugagnano e Caselle. Una chiusura che si protrarrà per due anni.

Successivamente, il 17 luglio ha chiuso anche il sottopasso di via Betlemme, sempre a Lugagnano. I residenti nelle abitazioni con civico da 1 a 15 poste a Sud della ferrovia, che risiedono quindi nel territorio del Comune di Sommacampagna ma che, di fatto, gravano sull’accesso da Lugagnano, per spostarsi devono ora percorrere la nuova viabilità asfaltata realizzata parallelamente alla linea ferroviaria fino a Via Siberie. La chiusura di Via Betlemme è necessaria per la costruzione del sottopasso denominato SLF3, in allungamento a quello esistente sopra cui correrà la nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità. Da progetto il sottopasso dovrebbe riaprire a metà gennaio 2021, tra sei mesi.

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