Tamara e Valentina, allenatrici di calcio a Lugagnano in un mondo di uomini. “A volte i piccoli ci chiamano maestre”

Il calcio femminile in Italia per tanto tempo ha dovuto convivere col disinteresse generale e con la convinzione di molti, Figc compresa, che non valesse la pena investire su di esso.

Gli italiani per decenni hanno pensato al gioco del pallone solo come una prerogativa maschile e ciò ha indubbiamente influito sullo sviluppo e sulla crescita di tale sport declinato al femminile, basti solo pensare all’attuale differenza di stipendi di un calciatore e di una calciatrice, a parità di categoria.

Sebbene nel resto dell’Europa, per esempio in Germania, siano stati fatti passi da gigante in questo senso, da noi, lentamente ma progressivamente, qualche miglioramento comunque si registra e lo dimostra la sempre maggiore presenza delle donne in questo sport, che rimane esigua ma in crescita rispetto a soli dieci anni fa.

Nel 2018, secondo i dati del Centro Studi della Figc, il movimento del calcio femminile italiano contava circa ventiquattromila tesserate, mentre gli arbitri donne ammontavano a millecinquecento. Nel dettaglio, l’attività dilettantistica riguarda circa quattordicimila calciatrici tesserate (tra calcio a 11, a 5 e misto), a cui se ne aggiungono quasi diecimila nel settore giovanile e scolastico.

L’UCD Lugagnano nel passato ha potuto contare saltuariamente su qualche allenatrice donna, ma quest’anno si registra una bella novità in questo senso, con un lieve incremento di piccole calciatrici iscritte alla scuola calcio e con la presenza di ben due allenatrici. Una di esse è Valentina Pulcrano, di Lugagnano, e l’altra Tamara Allegrino, di Borgo Nuovo.

“Questa è la mia prima esperienza come allenatrice – ci racconta Tamara – anche se in me ho sempre cullato questo desiderio. Quest’anno la cosa è capitata quasi per caso e al momento posso dire di essere felice che la società di Lugagnano mi sia venuta a cercare. Alleno i Pulcini 2009, cioè diciotto vivaci bambini di dieci anni, e la cosa all’inizio mi spaventava un po’ ma ce la sto mettendo tutta e mi sto trovando a mio agio.”

Tamara Allegrino con la divisa dell’UCD Lugagnano. Sopra con i suoi pulcini 2009 (Foto Fiorenzo Danieli)

Tamara Allegrino è anche una calciatrice, precisamente nel ruolo di attaccante, della Proioxis Legnago, che si batte per la serie C. “Ho 27 anni ma gioco a calcio da quando ne avevo sei. Ho iniziato nel Foroni e sono stata in porta fino ai dieci anni. Poi mi hanno cambiato il ruolo e da allora sono fissa in attacco. Ho giocato anche nel Mozzecane, poi ho smesso per un breve periodo e ripreso nel San Martino Buon Albergo. Ora faccio parte della Proioxis Legnago, sempre come punta”.

“Non è facile perché devo far combaciare il lavoro, i miei allenamenti, quelli dei piccoli giocatori del Lugagnano e le partite, mie e loro nel weekend. Sono anche volontaria in Croce Verde – prosegue Tamara -. Ci vuole tanta passione e forza di volontà. Quando ho iniziato a giocare, il calcio femminile era davvero poco diffuso, mentre anche solo dieci anni dopo avrei trovato un terreno più fertile e più possibilità. All’estero la situazione è molto diversa. Solo in Italia esiste un enorme divario tra il calcio femminile e maschile. Se sei donna e vuoi giocare a pallone, sai già che riceverai poche soddisfazioni, anche se le cose stanno lentamente migliorando.”

Valentina Pulcrano con la divisa dell’UCD Lugagnano.

Valentina Pulcrano, napoletana d’origine, si è trasferita da qualche tempo a Lugagnano con una laurea in scienze motorie conseguita a Napoli e una in scienze infermieristiche ottenuta a Verona. “Lavoro attualmente come infermiera a Peschiera – ci dice Valentina – e da quest’anno sono allenatrice della Scuola Calcio, precisamente dell’annata 2012. Ho molto entusiasmo e mi trovo molto bene con i piccoli calciatori che mi sono stati affidati. Per loro il fatto di avere una allenatrice e non un allenatore è qualcosa di naturale”.

“I bambini sono fantastici – spiega Valentina -, non hanno i preconcetti degli adulti, sanno essere accoglienti, positivi e spontanei sempre. A volte invece di chiamarmi ‘mister’ mi chiamano ‘maestra’ e questo mi fa molto ridere. Ho detto loro di chiamarmi ‘Vale’, così non ci sono confusioni! Voglio trasmettere loro l’idea che lo sport deve essere sano divertimento e che tutto va fatto col sorriso.”

Chiara Giacomi

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.

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