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In questa fase nella quale la politica locale sta riscaldando i motori in prospettiva delle elezioni amministrative dell’aprile 2013 diventa interessante sentire direttamente i protagonisti per capire le direttrici che vedremo svilupparsi nei prossimi mesi.

Uno di questi è sicuramente Mirko Ambrosi, Segretario del Partito Democratico a Sona. Presente in Consiglio Comunale in minoranza nelle fila della Lista Civica L’Incontro, e da sempre molto attivo nel volontariato sociale e nella politica sonese, ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Ambrosi, come definirebbe oggi lo stato di salute del PD di Sona?

La salute è discreta, per quanto possa essere discreta la salute di un partito di centro sinistra a Sona. Capisco però che questa condizione sia difficilmente percepibile all’esterno, visto che il Partito Democratico, per scelte precedenti, ora non ricopre alcun ruolo amministrativo a Sona e quindi è, se vogliamo dire, tagliato fuori dalla vita amministrativa sonese, perdendo così anche di visibilità. Anche considerato che gli sforzi che vengono fatti alla fine hanno il marchio de L’Incontro, lista che abbiamo deciso di appoggiare e sostenere.

Provando ad allargare lo sguardo, come giudica il lavoro della maggioranza del Sindaco Gualtiero Mazzi?

Lo giudico in maniera negativa e non solo perché mi trovo all’opposizione. E credo che a confortarmi in questa mia opinione ci siano state anche le dimissioni del Vice Sindaco e di uno dei Consiglieri, senza dimenticare i malumori che serpeggiano ancora oggi tra i banchi della maggioranza. Non vedo una vera e propria opera realizzata. La ristrutturazione della Canonica a Sona e lo spostamento dell’ufficio postale erano stati progettati ed iniziati dall’amministrazione precedente. Le tanto promesse scuola materna di Lugagnano e caserma dei carabinieri di Sona sono ancora in alto mare, e pensare che la prima doveva essere realizzata ancora con Bonometti, così come anche per la seconda se ne parla da allora. Quindi non posso che bocciare da questo punto il lavoro di Gualtiero Mazzi, che è risultato deficitario anche nella gestione dei rapporti con il personale e con alcune associazioni. 

E il lavoro della minoranza di cui lei fa parte? Come lo giudica?

A mio parere abbiamo lavorato bene, preparandoci nel miglior modo possibile ai vari Consigli e mostrandoci propositivi e non semplicemente “contro”. Ma si può sempre fare di più e meglio. Devo però confessare che se sono soddisfatto di come abbiamo lavorato in Consiglio non sono invece contento di come abbiamo lavorato al di fuori. Questo perché il progetto de L’Incontro, che ha saputo attrarre molti cittadini, non ha saputo poi, una volta concluse le elezioni, tener legate queste persone, continuare ad alimentare la partecipazione. Sicuramente un problema fisiologico inevitabile per un senso, vista la sconfitta ed il calo di entusiasmo, ma non mi aspettavo che tutti o quasi mollassero. Non credo che la responsabilità possa e debba essere data solo ad una parte, sicuramente anche noi sei consiglieri abbiamo avuto le nostre colpe, dedicando troppo tempo al Consiglio e meno alle “relazioni” con il gruppo, con il risultato che ci siamo trovati da soli a dover sostenere un compito che si è rivelato subito difficile ed impegnativo. Senza dimenticare la divisione interna, tra i banchi della minoranza, che ha visto protagonista la nostra lista civica.

Nel corso di uno degli ultimi Consigli Comunali il PDL si è spaccato in due sul voto del nuovo revisore dei conti, come commenta quanto accaduto?

L’idea è che ci sia una parte del PDL che non accetta di essere sottomessa alla Lega e vuole riconquistare quel ruolo che ricopriva a Sona nella passata amministrazione, e un’altra parte che capisce che un’ulteriore rottura dopo lo smacco al Sindaco sempre per la vicenda dei revisori dei conti vorrebbe poter dire “perdere la carega”. Ecco, secondo me quelli che non hanno avuto il coraggio di mantenere la linea presa qualche mese prima hanno avuto il timore di spezzare la corda. Oppure, più semplicemente, avevano già ottenuto quello che avevano tentato di avere con la prima dimostrazione di forza.

Lei proviene storicamente da Palazzolo, anche se ora non vi abita più: quali i problemi principali oggi di quella frazione?

A dire il vero Palazzolo è ancora il mio paese, è qui dove ho i miei genitori, i miei legami di amicizia e dove svolgo l’attività di volontariato. I problemi, almeno a mio parere, sono quelli legati ad un’identità di paese che si è modificata negli ultimi anni: molti abitanti in più che però non hanno visto, nella stessa proporzione, l’aumento dei servizi offerti alla popolazione e l’aumento della partecipazione della collettività alla vita del paese. Mentre per la prima la responsabilità va cercata per forza di cose nelle istituzioni, la seconda non è colpa di nessuno. E’ un dato di fatto, molti residenti della città si sono spostati in luoghi maggiormente vivibili ma la professione e gli affetti li hanno mantenuti nel luogo di origine. Manca un centro di aggregazione diverso dalla Parrocchia, che non può sempre sopperire a queste mancanze. Serve costruire il promesso ma mai realizzato centro civico. E serve maggior dialogo con i cittadini perché all’amministrazione precedente un gruppo di cittadini si era rivolta offrendo la mano, offrendo i propri servizi per il bene del paese, come il rifacimento della piazza ad esempio, ma all’offerta non è corrisposto né una domanda successiva, né un dialogo.

Venendo all’attualità politica, tra meno di un anno a Sona si voterà il nuovo Sindaco: come si comporterà il PD? Si presenterà con il proprio simbolo? Correrà da solo? Avete già un candidato Sindaco da proporre?

Mi sembra prematuro dare delle risposte definitive, più che altro perché non si sa ancora con quale sistema si andrà alle elezioni (unico turno o con ballottaggio, ndr). Inoltre la situazione, come si legge anche nelle vostre pagine e su questo sito, è in evoluzione e noi, come PD, la seguiamo attentamente, aperti a varie proposte ma con una nostra strategia e con nostre idee programmatiche. Qualora si decidesse di andare da soli alle elezioni siamo sicuri di essere in grado di presentare una squadra competente e  preparata a partire dal candidato Sindaco. Se si creassero le condizioni per fare una coalizione con altre forze politiche e sociali presenti sul territorio siamo disponibili a confrontarci, mettendo a disposizione le nostre risorse umane e di idee chiedendo visibilità perché riteniamo che il PD sia una forza che possa garantire credibilità e autorevolezza.

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