Sub zero barriere: Un’esperienza di inclusione fuori dagli schemi, che parte da Sona

Si è svolta domenica 21 novembre a Garda, presso il centro sportivo Gardacqua, la prima giornata di Sub zero barriere.

L’iniziativa è stata pensata ed offerta dalla Gas diving school Bardolino di cui abbiamo già avuto modo di parlare per le iniziative di pulizia dei fondali del lago.

La Gas diving school affiliata CSEN, Centro Sportivo Educativo Nazionale (ente di promozione sportiva e sociale) per questo progetto ha ricevuto il supporto della ANAOAI, Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia ed il patrocinio del comune di Garda e della provincia di Verona.

Il titolare Michele Girelli, insieme a Matteo Boschi, il suo braccio destro (“o badante”, come si definisce lui scherzosamente), ed il loro staff hanno accompagnato in acqua una decina di ragazzi ed adulti con diverse disabilità con un’età compresa tra gli 8 ed i 41 anni.

Quasi tutti alla prima esperienza, dopo le operazioni di vestizione con muta e calzari si sono lasciati guidare per sperimentare l’emozione di fluttuare sott’acqua. Anche i più emozionati o titubanti si sono affidati con estrema fiducia agli istruttori che con la loro competenza e simpatia sono stati immediatamente in grado di entrare in sintonia e creare il clima adatto.

Lo scopo di questa giornata, che si spera possa essere la prima di una serie, è principalmente quello di far fare un’esperienza fuori dell’ordinario a persone a cui difficilmente vengono proposte.

La subacquea è addirittura considerata uno sport estremo, ma svolta in piscina si può garantire la massima sicurezza.

Anche se l’attività proposta non ha l’ambizione di avere caratteristiche terapeutiche, di fatto ha immediati riscontri positivi sui partecipanti. La gioia di riuscire in un’attività relativamente complessa entusiasma chi partecipa non meno di chi la propone ed aumenta la fiducia in sé. Proviamo ad immaginare la difficoltà già solo nel vestirsi per chi ha difficoltà motorie, figuriamoci entrare in acqua vestiti con la muta e con le bombole e tutto l’armamentario connesso.

Anche per i genitori è l’occasione di fare un’attività con i propri figli insieme ad altri in un ambiente informale ed amichevole. Un clima festoso e rilassato che non tutti vivono quotidianamente.

Oltre all’interesse generale che suscitano queste iniziative per chi gravita attorno al mondo della disabilità, a noi di Sona interessano in particolare visto che i promotori risiedono nel nostro Comune. Recentemente sono stati anche ospiti speciali ad una serata di S.ce.f dove hanno potuto illustrare la loro attività ed invitare tutti a questa giornata ed infatti a questa prima volta hanno aderito in tre, Matteo, Marta e Lia. Speriamo che il loro entusiasmo sia contagioso per gli altri.

Speriamo, inoltre che questo riuscitissimo evento possa essere di stimolo ad altre realtà per avvicinarsi al mondo della disabilità e potersi accorgere che in fondo non sono mondi così distanti.

L’unione di idee, competenze, mezzi, entusiasmo e altruismo creano le opportunità per una vera inclusione e “la migliore ricompensa per tutto l’impegno profuso sono gli enormi sorrisi di tutti i partecipanti”, come dice Michele. E lo sguardo commosso mentre lo dice fa capire che non c’è assolutamente nessuna retorica.