Studenti e trasporti per Verona: Anche da Sona arrivano proteste per autobus nei quali sembra mancare il distanziamento

Non è certo partito bene l’anno scolastico per il trasporto pubblico da e per Verona.

Che sarebbe stato un anno difficilissimo lo si sapeva: le regole per il contenimento del Covid hanno reso tutto terriblmente complicato. E già in periodi normali tante sono sempre state le lamentele degli studenti di Sona per le carenze del servizio di trasporto soprattutto verso la città, con mezzi talvolta insufficienti.

Ma ora la situazione sembra peggiorata, anche perché proprio le prescrizioni contro la pandemia prevederebbero un distanziamento tra gli utenti dei mezzi che, soprattutto in certe fasce orarie come quella tra le 7 e le 8 e tra le 12.30 e le 13.30, spesso sembra non venire assicurato.

La regola più difficile da applicare sembra proprio quella della capienza massima all’80 per cento. Anche se dall’Atv confermano però che quel limite di capienza è in realtà rispettato. Anche perché la media giornaliera di traffico del 2019, che in periodo scolastico, era di circa 180mila passeggeri sui 4.700 chilometri della rete, risulta oggi dimezzata e oscilla tra 70 e 80mila.

Anche dal territorio di Sona arrivano in questi giorni però molte proteste di ragazzi e famiglie che si trovano ad aver a che fare con autobus pieni.

“Per i primi giorni di scuola ho preso l’autobus solo al ritorno – racconta ad esempio Sofia, studentessa di Lugagnano che frequenta la terza superiore a Verona – e mi sono accorta che non tutti rispettano le regole, con alcuni autisti che nonostante vedano il bus già pieno decidono di continuare a far salire le persone. La mattina invece, le cose sono più controllate e gli autisti cercano di fare rispettare le regole a tutti i passeggeri. Chi usa i mezzi comunque indossa sempre la mascherina”.

“Per ora operiamo in uno scenario condizionato dalla variabilità e disomogeneità degli orari scolastici provvisori – ha spiegato il Presidente di Atv Massimo Bettarello -. Ingressi e soprattutto uscite da scuola non sono allineati con il servizio scolastico apposito. Alcune corse sono quindi affollate perché non previste per sopportare i flussi anomali di studenti, a fronte di altre programmate che sono sottoutilizzate. In ambito extraurbano, all’interno della fascia oraria scolastica, notiamo picchi di utenza su singole corse mentre quelle precedenti sono quasi vuote. Faccio un appello ai genitori perché invitino i ragazzi a distribuirsi in modo omogeneo sui bus disponibili, senza attendere l’ultimo. Alle fermate, inoltre, i ragazzi tendono ad accalcarsi per salire sul bus. Anche qui faccio appello a una collaborazione di genitori, studenti, insegnanti. In strada viaggiano 450 autobus. Il servizio c’è ed è sufficiente per tutti. Dove si sono registrati problemi siamo intervenuti o stiamo intervenendo. Non serve accalcarsi alle fermate”.

A tutto questo va aggiunto che il giorno del ritorno a scuola, lo scorso 14 settembre, solo il 15% degli studenti aveva sottoscritto l’abbonamento con Atv, ma tanto del problema derivava dal fatto che i voucher di rimborso del mancato utilizzo dell’abbonamento dello scorso anno stavano arrivando solo in quei giorni. E quindi tante famiglie non si erano ancora mosse, aspettando il rimborso.

Ora la situazione abbonamenti sta tornando quasi in linea con gli anni scorsi, pur con un calo prevedibile dovuto comunque ai timori per il contagio.