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Nella mattinata di oggi domenica 21 marzo anche la Lega Nord è intervenuta sul tema dello sciopero dei dipendenti del Comune di Sona con un volantino in distribuzione nelle frazioni.

 

Ecco il testo integrale del volantino.

 

Martedì 2 marzo nel corso di un’assemblea sindacale dei dipendenti comunali di Sona è stata respinta a maggioranza l’offerta dell’Amministrazione Comunale per chiudere il contratto integrativo aziendale relativo al biennio 2009-2009, offerta che prevedeva uno stanziamento complessivo di risorse aggiuntive a quelle fisse contrattuali di oltre 95.000 euro, nella stessa assemblea è stato programmato uno sciopero per il 22 marzo.

 

Dopo un anno di incontri e trattative per cercare di trovare un accordo, con questo rifiuto si è avuta la conferma che una minoranza politicizzata dei rappresentati sindacali interni (che fanno capo principalemente alla CGIL) stia strumentalizzando i colleghi dipendenti comunali e il ruolo che riveste, unicamente per far guerra all’Amministrazione, per motivi che nulla hanno a che vedere con i reali interessi dei lavoratori.

 

E’ paradossale che in questo momento di crisi economica, a causa della quale molti lavoratori hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro, anche dalle nostre parti, vi siano delegati RSU così irresponsabili da portare i dipendenti comunali (che hanno comunque un posto di lavoro garantito e uno stipendio fisso mensile a prescindere dalla crisi) ad uno sciopero anacronistico, solo per fare guerra all’Amministrazione sapendo che quanto offerto era il massimo che si poteva fare e che con lo sciopero i dipendenti rischiano ora di non avere più quei soldi di premio di produzione offerti dall’Amministrazione (che andavamo da un minimo di 700 euro ad un massimo di 1.100 euro pro capite).

 

Quello che è grave è che qualcuno ha fatto di tutto per portare la situazione a questo limite di scontro; prima indicendo uno sciopero illegittimo (nel mese di febbraio) con comunicazione al prefetto ma non al Comune che è il datore di lavoro e inserendo una delle tre sigle sindacali presenti nel Comune di Sona (il sindacato autonomo del DICCAP/SULPM) con relativa firma, quando invece questa non aveva dato alcuna adesione allo sciopero, nè firmato la lettera al prefetto (un falso quindi!!); poi non spiegando ai colleghi dipendenti i veri termini della proposta fatta dall’Amministrazione, per bocca del Sindaco, nell’incontro con i rappresentanti sindacali del 25 febbraio scorso e cioè che c’era la disponibilità a mettere ulteriori risorse per arrivare ad oltre 95.000 euro di risorse aggiuntive, nonostante ciò comportasse una forzatura rispetto ai vincoli di bilancio imposti dalla Legge Finanziaria, nonchè a dare anche corso ad una riorganizzazione degli uffici con cambio di competenze in campo ai vari responsabili di settore, per andare incontro alle richieste di molti dipendenti.

 

Come forza politica che sostiene l’attuale Amministrazione, riteniamo che un buon dipendente comunale (pagato con i soldi pubblici di tutti i cittadini) debba svolgere il proprio lavoro con serietà e dedizione a prescindere dal colore politico dell’Amministrazione che governa il Comune (peraltro scelta dal voto dei cittadini) e che mai debba trasparire un atteggiamento di scarso impegno verso il lavoro che è chiamato a svolgere e di ostilità verso l’Amministrazione comunale, solo per avversione politica verso questa.

 

Riteniamo inoltre che sia più giusto dare premi di produzione a pioggia (come si faceva nel passato) a prescindere dall’impegno dimostrato, dal merito e dai risultati raggiunti ma che questi soldi (aggiuntivi e facoltativi rispetto alla voci fisse contrattuali) debbano essere dati a fronte di progetti obbiettivo specifici di miglioramento dei servizi comunali, come prevede il contratto nazionale di lavoro; evidentemente qualcuno è rimasto invece fermo agli schemi di ipergarantismo e immobilismo sindacale degli anni 8090, senza accorgersi che il mondo è completamente cambiato.

 

L’auspicio e che i dipendenti comunali che hanno a cuore il bene del Comune di Sona e il proprio lavoro (riteniamo la maggioranza) si dissocino da chi invece utilizza il sindacato per fare una propria guerra personale e politica all’Amministrazione e alla maggioranza che la sostiene e che, dissociandosi da uno sciopero incomprensibile e anacronistico, riprendano la via del confronto e del dialogo che è nell’interesse di tutti e dei lavoratori comunali per primi.