Stop ai prelievi a Lugagnano

Ascolta questo articolo

Con una scarna nota pubblicata sul sito del Comune di Sona lo scorso 27 dicembre – e anticipata qualche giorno prima sui tabelloni luminosi nelle quattro frazioni – l’Amministrazione Comunale ha comunicato che dal primo gennaio sarebbe stato sospeso il servizio del punto prelievi presso il Centro Polifunzionale di Lugagnano.

 

Un importante servizio, a cui accedevano in moltissimi, che cessa quindi in questi giorni di essere erogato. E della cui assenza a Lugagnano in tanti già si lamentano.

 

Motivo di questa decisione? Nella nota dell’Amministrazione Comunale si legge che “la sospensione è dovuta alla complessiva riorganizzazione delle funzioni messa in atto dall’Azienda Ulss 22 oltre a disposizioni regionali non più differibili”. Presso l’ULSS 22 si è assistito ad una riduzione del personale amministrativo dedicato alle funzioni distrettuali con un passaggio da 13 addetti nel 2006 a 9 addetti nel 2011, numero destinato ulteriormente a diminuire per la cessazione nel 2012 di ulteriori 4 figure professionali.

 

Nella sostanza sembra di poter dire che i soldi sono sempre meno, ed i servizi iniziano purtroppo ad essere tagliati.

 

L’Amministrazione comunale e l’Azienda Ulss 22 riferiscono di essere in una fase di studio per riuscire a “realizzare una modalità operativa alternativa, nel contempo rispettosa delle disposizioni regionali, allo scopo di poter continuare ad offrire il servizio con eventuali implementazioni di prestazioni sanitarie offerte alla così detta ‘popolazione fragile’”.

 

“L’idea – viene riportato da L’Arena – è quella di aprire un ambulatorio per pazienti ‘fragili’. L´Ulss fornirebbe il materiale d´uso, mentre al Comune spetterebbe il compito di individuare il personale, che dovrebbe essere pagato dal Comune. Ci sarebbe bisogno di un medico responsabile e di alcuni infermieri professionali, che si occupino dei prelievi e delle altre prestazioni sanitarie”.

 

In questo contesto, non semplice, certamente non aiuta a sperare in meglio il commento rilasciato sempre a L’Arena dall’Assessore competente Gaspare Di Stefano, che oggi non appare in grado di determinare le scelte in questa materia che vengono fatte sul nostro territorio. “Avevo chiesto all´Ulss di prorogare la chiusura di qualche settimana – ha infatti dichiarato Di Stefano, – ma ciò non è stato possibile. Mi sono attivato per trovare una modalità operativa alternativa in tempi brevi. Sulla possibilità dell´ambulatorio per pazienti fragili posso dire che sono cautamente ottimista”.

 

L’impressione è quella che si stia assistendo ad una progressiva contrazione dei servizi offerti, certamente causata dalla crisi complessiva e globale che colpisce duramente anche il nostro territorio, ma che dovrebbe forse consigliare una migliore scelta delle priorità su cui intervenire.

 

Sicuramente vanno osservati i limiti normativi presenti (la legge prescrive che la distanza del punto prelievi da altri laboratori di analisi o punti prelievi non debba essere inferiore a 10 chilometri e che il punto prelievi debba servire una popolazione di almeno diecimila utenti) ma – ripetiamo – in settori delicati come questi il taglio di servizi così strategici ha sempre il sapore di una sconfitta per il welfare reale di cui necessitano le nostre comunità.

 

Articolo precedente“Grazie…”, scrive la mamma di Enrico
Articolo successivoIl Gruppo Stella di Lugagnano
Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.