Omicidio Meche a Lugagnano: Stoleru tenta l’infermità mentale

Ha cercato di imbrogliare le carte, durante la perizia psichiatrica. Claudiu Stoleru ha provato in un test psicologico a disegnarsi con tratti decisamente diversi rispetto a quello che è. Il motivo? Voleva ottenere a tutti i costi l’incapacità di intendere e di volere. E con questo «handicap», voleva avere pene meno severe e trattamento carcerario più leggero. Ma gli è andata male: il perito se ne è accorto e la pesantissima situazione a suo carico non si è mossa di un centimetro. L’ha detto chiaro ieri il perito Gianfranco Rivellin, durante l’incidente probatorio svoltosi nell’ufficio del gip Sandro Sperandio: il romeno Claudiu Stoleru, 20 anni, è capace di intendere e di volere. Sapeva perfettamente quello che stava facendo il pomeriggio del 23 aprile a Lugagnano quando uccise a colpi di martello i coniugi Luciana Rambaldo e Luigi Meche.

Ora la palla passa al pm Fabrizio Celenza che già nelle prossime ore potrebbe firmare la richiesta di rinvio a giudizio del romeno con l’accusa di duplice omicidio. Resta così in piedi il rischio ergastolo per Stoleru anche se la sua giovanissima età potrebbe avere un ruolo determinante sull’entità della pena. Bisognerà vedere poi le scelte processuali dei suoi legali. Proprio ieri, si è aggiunto anche l’avvocato Davide Adami alla collega Monica Lazar. I due difensori, però, mantengono il riserbo sulla strategia difensiva anche perchè bisogna rivalutare gli elementi raccolti dall’accusa alla luce anche della perizia psichiatrica.

Durante l’incidente probatorio di ieri, lo psichiatra ha anche rilevato il passato certo non facile di Stoleru. Le indiscrezioni filtrano con il contagocce ma sembra che la famiglia del romeno presentasse non poche problematiche. E non potrebbe essere altrimenti vista l’esplosione di violenza del romeno quel pomeriggio dell’aprile scorso.

Il processo poi verterà sicuramente sulla difesa di Stoleru che ha sempre sostenuto di aver ucciso solo il Meche mentre ha negato il massacro della moglie. Come già noto, il giovane avrebbe raccontato di essere stato costretto dal Meche ad avere un rapporto sessuale con la moglie. Ne sarebbe nato poi un diverbio tra i due coniugi conclusosi, stando a quanto racconta Stoleru, con l’omicidio della donna da parte del marito. Poi il romeno avrebbe ucciso il Meche perchè insidiato dalle sue avance sessuali.
Una ricostruzione che, a parere della procura, non sta assolutamente in piedi. Agli investigatori appare inverosimile prima di tutto che lo Stoleru possa avere avuto un rapporto sessuale con la donna sotto minaccia. Inoltre, concludono gli inquirenti, non c’è alcun elemento oggettivo (tracce di sangue o dna o esami sui corpi delle due vittime) che possa essere compatibile con quanto dichiarato dallo Stoleru. Ora la parola passa al giudice dell’udienza preliminare.