Stelle al Merito: Un premio all’eccellenza. Tra i nuovi Maestri del Lavoro c’è Loretta Bottura di Lugagnano

Eight people in formal attire on a stage, with a certificate and medal being awarded; Italian and EU flags in the background.

Per l’edizione 2026, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, ha conferito la prestigiosa onorificenza della Stella al Merito del Lavoro a dodici cittadini della nostra provincia, scelti tra migliaia di candidati su scala nazionale.

La solenne cerimonia di consegna delle Stelle si è svolta venerdì 1 maggio, in una cornice di profonda istituzionalità al Teatro Toniolo di Mestre. Alla presenza dei Prefetti del Veneto e delle massime autorità regionali, tra cui il prefetto di Venezia Darco Pellos, il dirigente dell’ispettorato nazionale del lavoro Alessandro Millo e i consoli dei Maestri del Lavoro Dobrillo Vido e Daniele Lonardoni, è stato celebrato l’impegno di chi ha reso grande il tessuto produttivo veneto.

I dodici insigniti rappresentano il cuore pulsante del sistema produttivo di Verona: un mosaico che spazia dal manifatturiero alla logistica. Quest’anno, il dato più significativo è la prevalenza femminile: ben sette premiati su dodici sono donne, un segno tangibile del ruolo cruciale delle lavoratrici nell’economia scaligera. Tra loro Loreta Bottura, 56 anni, residente a Lugagnano e colonna portante della Ancap Srl di Sommacampagna, dove presta servizio dal lontano 1988.

Congratulazioni per questo riconoscimento, Loretta. Ti va di raccontarci come è nato questo percorso?
Tutto è iniziato grazie a un amico ed ex collega, già insignito della Stella, che mi ha fatto conoscere questa onorificenza. Così, in piena sintonia con l’azienda, abbiamo avviato la richiesta. I requisiti sono stringenti: servono almeno 25 anni di anzianità presso la stessa realtà e aver compiuto i 50 anni d’età. Dopo le verifiche della commissione, la conferma è arrivata pochi giorni prima della cerimonia, prima con una telefonata e poi con la mail ufficiale.

Immagino la soddisfazione nel ricevere un premio così prestigioso. Cosa significa per te indossare questa Stella?
La soddisfazione iniziale è diventata vera commozione durante la consegna. Eravamo moltissimi premiati da tutto il Veneto, circondati dalle massime cariche pubbliche e dai Carabinieri in alta uniforme: una cerimonia lunga, ma profondamente sentita. Credo che ai Maestri del Lavoro andrebbe dato molto più valore. Sono una realtà poco conosciuta rispetto ai Cavalieri del Lavoro, ma viaggiano in parallelo. La verità è che senza la forza lavoro e la dedizione dei dipendenti, anche gli imprenditori potrebbero fare ben poco.

Parlando di dedizione, sei in Ancap da ben 38 anni. Qual è il tuo ruolo in azienda?
Lavoro da sempre nel reparto decorazioni e nel tempo sono diventata una sorta di “tuttofare”. Ho sempre affrontato il mestiere con curiosità e una visione aperta: oggi posso dire di conoscere l’intero processo di lavorazione della porcellana. Sono stata fortunata, perché non ho mai vissuto il mio lavoro come un peso. Ora mancano meno di tre anni alla pensione e sono orgogliosa di tagliare questo traguardo qui, in Ancap.

In un mercato globale che cambia velocemente, come si è evoluto il tuo settore visto dall’interno della produzione?
Negli ultimi quindici anni abbiamo vissuto diverse oscillazioni. Quando ho iniziato, l’azienda contava 200 dipendenti e assumeva studenti per coprire i turni estivi. Abbiamo vissuto periodi di doppi turni frenetici, ma anche i momenti duri della cassa integrazione. La porcellana oggi è un bene meno richiesto: le grandi zuppiere o i servizi da tavola completi non sono più attuali. Per restare al passo, l’azienda si è dovuta evolvere verso le richieste del mercato. Ad esempio verso il settore della torrefazione, con le tazzine personalizzate, e verso i marchi del lusso. Osservando la produzione, ho visto letteralmente cambiare il mondo intorno a noi.

La Stella al Merito premia la tua professionalità, rendendoti un esempio per i più giovani. Cosa pensi delle nuove generazioni che si affacciano oggi sul mercato del lavoro?
A volte ho l’impressione che i giovani facciano fatica ad adattarsi all’ambiente lavorativo. A volte noto anche un pizzico di arroganza. Credo che un po’ di “sana fatica” invece non dovrebbe spaventarli e che l’umiltà, che non significa sottomissione, è fondamentale per apprendere un mestiere e farlo proprio. Allo stesso tempo, li guardo con affetto. Forse trent’anni fa anche io venivo giudicata allo stesso modo da chi mi insegnava il lavoro. Dare giudizi quando si è adulti, carichi del proprio bagaglio, rischia sempre di essere poco obiettivo.

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.