Stefano Torregrossa di Sona vince per l’etichetta dell’anno a Vinitaly 2014

La giuria del 18° Concorso Internazionale Packaging di Vinitaly ha assegnato il premio Etichetta dell’anno 2014 al Bardolino DOC Classico 2013 dell’azienda agricola Bigagnoli di Calmasino (VR) che si aggiudica anche il Premio Speciale Packaging 2014 per la categoria vini e la Medaglia d’Oro nella categoria Rosati Tranquilli con il Bardolino DOC Classico Chiaretto. Entrambe le etichette sono state create dall’azienda grafica sonese “Onice Design” di Stefano Torregrossa.

I partecipanti al concorso erano 160 ed una giuria particolarmente qualificata ha valutato la confezione dei vini valutando tutti gli elementi che la compongono: forma della bottiglia, etichetta, collarino, capsula ecc. “Con il Concorso Packaging – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Verona Fiere – vogliamo porre all’attenzione un aspetto particolarmente importante del marketing enologico, che è appunto quello dell’immagine, che deve sempre più tenere conto dei mercati ai quali si rivolge e al target di consumatore finale che si vuole raggiungere”.

Il “sarto” che ha confezionato il vestito della bottiglia vincitrice del concorso è Stefano Torregrossa, che risiede e lavora da qualche anno nella centralissima Piazza della Vittoria a Sona. Chiamarlo semplicemente sarto forse è riduttivo, visto anche il suo curriculum: dopo una laurea in filosofia e un master universitario inizia diverse collaborazioni con studi grafici e aziende del settore in qualità di freelance, affinando sempre più le sue doti e conoscenze nel settore della progettazione grafica e specializzandosi in particolare sul design per la stampa, il brand e il packaging.

“A pensarci bene – ci racconta Stefano – ho sempre avuto una certa predisposizione: da ragazzino mi piaceva ritagliare dai giornali e raccogliere le pubblicità che più mi colpivano. Forse era un segnale premonitore.” 

Oggi, con la sua azienda – Onice Design – ama costruire l’immagine di un prodotto, di un’azienda, curando tutti gli aspetti: logo, catalogo, sito web, pubblicità e in generale tutti gli strumenti di comunicazione. In una parola: il brand aziendale. “Perché l’immagine di un prodotto o di un’azienda, al giorno d’oggi, non è un surplus. È fondamentale saper comunicare con efficacia il valore aggiunto del proprio prodotto o servizio. È un dato di fatto: un buon ‘vestito’ può far vendere di più.” Se poi parliamo di un mercato sovraffollato di competitor come quello del vino, spesso l’aspetto della bottiglia e dell’etichetta possono fare la differenza.

Prima di parlare dell’etichetta vincitrice è necessario fare una premessa: presentare l’azienda che ha commissionato il lavoro, perché anche il committente e il prodotto che si vuole “vendere” hanno la loro importanza. Alessio Bigagnoli, dopo diverse esperienze nel settore del vino, vince il Premio Nazionale 2011 come miglior “vinificatore garagista”. Il nome esatto del concorso è il “Garage Wine Contest”: tanti appassionati che vinificano modeste quantità di uva (normalmente non superano il centinaio di bottiglie) con attrezzature limitate in ambienti famigliari e si confrontano coi loro vini. Dopo questo riconoscimento, decide di intraprendere l’avventura di vinificatore vero e proprio, creando l’azienda agricola Bigagnoli a Calmasino. È quindi un’azienda giovanissima, del 2012, senza antiche tradizioni da difendere e con una grande voglia di creare qualcosa di buono e in modo innovativo.

“Serviva una confezione di ‘rottura’ rispetto alla tradizione grafica del territorio: non avrebbe avuto senso progettare una delle classiche etichette color avorio o vinaccia, con le scritte in corsivo inglese stile partecipazione di nozze e le lamine oro e argento. Ho pensato subito ad una etichetta minimalista, in due colori: bianco e nero, con una texture diversa per ogni vino”.

Il “vestito”, così continua a chiamarlo Stefano, risulta particolarmente prezioso ed elegante, sembra quasi creato per un prodotto di cosmetica o di profumeria. Non sembrerebbe strano trovarlo in uno degli esclusivi negozi che si trovano nella via centrale di una qualche città metropolitana. “Anche i dati descrittivi dell’azienda e del vino, obbligatori per legge (nome del produttore, annata, grado alcolico, vitigni usati, ecc), sono stati nascosti sul retro della bottigliaci racconta Stefano con piglio deciso e coinvolgenteperché l’acquirente doveva essere attratto prima di tutto dalla bellezza della confezione”.

Missione raggiunta, possiamo tranquillamente affermare, visto che oltre ai consumatori ha attirato e conquistato anche una giuria internazionale e qualificata come quella presente al Vinitaly di Verona. Oltre ai meritati premi del Vinitaly 2014, molti altri sono stati i riconoscimenti e le risposte positive. Alcune riviste di grafica e due importanti siti a livello mondiale (Lovely Package e Packaging Of The World) hanno parlato del nostro designer. Lo scorso ottobre, il Politecnico di Torino per una Mostra di Packaging ha esposto le bottiglie vincitrici con le relative relazioni tecniche.

Nelle immagini il Bardolino DOC Classico Bigagnoli, vincitore del Premio Etichetta dell’Anno 2014 e del Premio Speciale Packaging 2014 e il Bardolino DOC Classico Chiaretto Bigagnoli, vincitore della Medaglia d’Oro Categoria Rosati Tranquilli. Nella foto grande Alessio Bigagnoli (al centro) e Stefano Torregrossa (a destra) ritirano il Premio Etichetta dell’Anno 2014 dalle mani di Damiano Berzacola, Vicedirettore di Verona Fiere.

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Nato a Isola della Scala il 5 agosto 1961 e residente a Sona dal 1975. Sposato con tre figli. Appassionato di sport è componente del Comitato per la gestione del Teatro Parrocchiale e con alcuni amici organizza una rassegna di film sulla montagna. Fa parte della redazione del Baco dal 2002.